Icaro il progetto per i minori inghiottito dalla burocrazia

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Icaro il progetto per i minori inghiottito dalla burocrazia
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P A G I N E

Rubrica di critica recensioni e anticipazioni

Icaro il progetto per i minori inghiottito dalla burocrazia

by Giuseppe Leto*

Quella dei minori a rischio devianza affidati alle comunità alloggio su disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile è una realtà complessa, articolata, difficile, delicata, che in questi ultimi anni si è progressivamente aggravata a causa degli impegni crescenti richiesti dai minori nell’ambito del penale, di nuovi fenomeni emergenti ed in conseguenza dei problemi posti dai minori stranieri non accompagnati.

Le cause dell’avvio sono molteplici e le problematiche più ricorrenti sono riconducibili a fattori diversi quali il disagio familiare ed ambientale, la scarsa motivazione a partecipare alle attività sia nel mondo del lavoro che nella scuola, atteggiamenti conflittuali verso le difficoltà relazionali e di socializzazione, forzato abbandono dei paesi di origine.

Convive quindi nelle comunità un microcosmo complesso, segnato da un unico comune denominatore, quello cioè di ospitare minori in difficoltà esistenziali e socio-culturali, minori segnati da sofferenze psico-sociali più o meno profonde.

La convenzione-tipo che disciplina il rapporto tra gli enti statali e locali che pagano le rette di permanenza e le comunità per minori stabilisce che, per favorire un armonico sviluppo della persona, le comunità devono assicurare una serie di servizi che dall’assolvimento dell’obbligo scolastico si estende all’inserimento lavorativo, dal sostegno psico-pedagogico all’apertura alla realtà sociale, ecc.

Ma la coerenza dell’impalcatura normativa trova però un limite nella parcellizzazione dei servizi in capo ad ogni comunità, ne lascia scoperto il campo di applicazione per carenza di strumentazione e di risorse e ne indirizza l’approccio a soluzioni quasi sempre parziali, incomplete, frammentarie, estemporanee, improvvisate.Icaro il progetto per i minori inghiottito dalla burocrazia2

D’altra parte, i normali canali educativi non sono sufficientemente attrezzati per rispondere alla specificità dell’utenza, comunque segnata dagli effetti dell’inceppamento nei meccanismi che regolano il processo di socializzazione e di integrazione, che spesso assume i contorni di una patologia dell’individuo, motivo per cui l’intervento protettivo, non adeguatamente supportato, diventa frequentemente fonte di nuovi insuccessi che risospingono il minore verso la marginalità e rimane latente il rischio della deviazione che riesplode allorché viene meno l’azione protettiva.

Per altro le possibilità di accrescere i contenuti dell’azione educativo-formativa delle comunità attraverso il ricorso a risorse rivolte alla valorizzazione delle risorse umane sono precluse da discipline più orientate a gestire l’ordinario che a promuovere azioni specifiche mirate alle realtà particolari.

La cultura dominante tende infatti ad incentivare azioni educativo-formative rivolte alla normalità giovanile ed all’interno di quella visione sono frequentemente ignorate, stemperate e sacrificate nicchie specifiche di soggetti afferenti al mondo della preadolescenza e oggi anche dell’infanzia, che manifestano il disagio di vivere con comportamenti dissonanti dal senso comune in quelle età.

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Palermo Palazzo d’Orleans Presidenza Regione Siciliana

Eppure la Regione Siciliana già nel 1998, per merito dell’Assessorato al Lavoro aveva avviato un intervento sperimentale mirato che d’intesa con l’Assessorato della Famiglia si è esteso alle oltre 50 comunità convenzionate con la Regione.

Unico per ampiezza e incisività nel contesto delle azioni educative promosse a livello europeo da Istituzioni pubbliche, il progetto  denominato “Icaro”è stato apprezzato dal mondo scientifico, ha registrato la segnalazione di qualificati organismi nazionali (Formez) quale buona prassi riproducibile in altri contesti ed ha conquistato anche il riconoscimento della Conferenza delle Regioni con il premio “Regionando” . Unanime poi il riconoscimento degli operatori ed esperti di settore che dalla citazione esplicita dell’allora Procuratore Generale Salvatore Celesti nella relazione di apertura dell’anno giudiziario 2005 vanno fino ai direttori scolastici, ai sindaci, ai responsabili di comunità, all’Ufficio Scolastico Regionale, ai Centri di Giustizia Minorile, ai giudici.

Sorretto da solide basi scientifiche, come si legge nel protocollo d’intesa stipulato tra Assessorato Lavoro e Assessorato agli Enti Locali del 27 giugno 2000, il progetto Icaro, nella prospettiva di qualificare l’avviamento in comunità come “spazio terapeutico” articolava una serie di laboratori espressivi, di supporto all’apprendimento, di orientamento, socio relazionali, di esperienze pratiche in azienda tutti calibrati in ragione dei bisogni del minore emergenti da un percorso individualizzato di ricerca e intervento.

Parimenti, in raccordo con le Università di Palermo e di Padova, si avviava una forma di riqualificazione degli operatori coerente con gli indirizzi ed il ruolo ridisegnato. Un intervento quindi che lungo l’arco di sviluppo decennale del progetto si affermava come azione di sistema.

L’attualità di quella esperienza avviata dalla Regione Siciliana 20 anni fà è testimoniata dai più recenti monitoraggi di Save the children sulle comunità alloggio dell’isola che ospitano minori stranieri non accompagnati e da alcune iniziative promosse dalla Fondazione Cariplo e dall’Associazione con i Bambini perché le Istituzioni Pubbliche indirizzino gli sforzi verso azioni di sistema abbandonando la via degli interventi occasionali, frammentari e parcellizzati che molto spesso più che inutili si rivelano dannosi.

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Palermo Palazzo dei Normanni sede del Parlamento siciliano

Di quella positiva esperienza, nella quale la Regione ha investito circa 25 milioni di euro, si sono tuttavia perse le tracce ed a nulla sono valse le sollecitazioni rivolte agli Assessori competenti ed ai Presidenti della Regione che si sono succeduti.

Una negligenza ed una sottovalutazione tanto più gravi quanto più estese sono oggi le problematiche e le esposizioni dei minori a rischio.

Sarebbe meritorio quindi per la Regione Siciliana e per la Sicilia intera, riprendere le fila di quel discorso istituendo un tavolo di confronto teso ad approfondire l’attualità e la percorribilità di quell’esperienza in coerenza con il protocollo già citato che adombrava l’impegno di “disegnare un modello d’intervento da introdurre in tutte le comunità alloggio presenti in Sicilia ed in ossequio al dettato dell.art. 3 della Costituzione circa le pari opportunità”.

Oltre che attualissima e essenziale si tratta quindi di una questione di coerenza , di dignità delle Istituzioni e di diritto sancita dalla Costituzione.                                          letom@libero.it

Icaro il progetto per i minori inghiottito dalla burocrazia

*Giuseppe Leto già Dirigente Superiore coordinatore presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Siciliana e Condirettore del progetto Icaro

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