La porta della speranza di Titta Grassi

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La porta della speranza di Titta Grassi
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Rubrica di critica recensioni anticipazioni  La porta della speranza di Titta Grassi

by Adriana Piancastelli

È piuttosto insolito che un libro autobiografico di un medico, chirurgo oncologo, possa essere definito godibile, invece “La porta si apre”, di Giovanni Battista Grassi (ormai Titta per tutti quelli che lo hanno nel cuore) è il diario di una vita e di una professione avvincente e godibile fin dalla prefazione di Carlo Verdone, amico personale del prof.

Il regista è noto anche per una dose di autoironica forma di ipocondria che tra le righe lascia il posto alla riflessione: entrambe le professioni, sia pur con valenze diverse, rivolgono l’attenzione all’uomo per regalare in un caso almeno due ore di animo inondato di buonumore, nell’altro la salute, spesso, la vita.La porta della speranza di Titta Grassi

Titta Grassi è figlio d’arte, cresce negli anni ‘70, si forma con studio, passione, ricerca, esempi vissuti e tanta umiltà: diventa un chirurgo oncologo di fama internazionale passando attraverso l’esperienza impagabile del Pronto Soccorso che dovrebbe essere obbligatorio per tutti i laureati in medicina, futuri medici.

Quindi, oncologia chirurgica negli Ospedali romani, iniziando quando i reparti erano stanzoni a sei letti, divisi rigorosamente per sesso e con un unico bagno per corsia, a volte nei corridoi.

E ogni giorno “La porta si apre” su storie di vita, di sofferenza, di gioia, di nodi in gola e di dialoghi fatti di sguardi.

Più di 25.000 interventi vissuti avendo costantemente l’obiettivo dell’uomo o della donna che ha affidato la vita alle mani di un medico talmente consapevole del suo lavoro/ missione – un miracolo!- da riflettere “….cerco sempre di pensare alla qualità della vita, oltre che al tumore in se’” e “ noi ( medici) siamo prima di tutto la speranza”.

E speranza e umanità sono le basi indispensabili di un rapporto paziente e famiglia del paziente e medico, ogni volta che nella quotidianità della vita di qualcuno si abbatte la tempesta di un tumore.

La porta della speranza di Titta Grassi
Titta Grassi

Innamorato del calcio e della Roma, della sua splendida famiglia, della cucina autentica e del vitalissimo labrador Paco, il Prof. Grassi , che è attualmente Direttore Scientifico della Chirurgia generale oncologica e di urgenza nel Policlinico Nuovo Casilino di Roma, con grande semplicità, coniuga una professionalità di livello elevatissimo, internazionale, ad una immensa generosità di animo, verso i pazienti, i collaboratori, l’ambiente corale in cui opera.

“La porta si apre” che si avvale anche di una nota introduttiva di Giovanni Lo Storto, Direttore della LUISS, e di una postfazione del giornalista Luigi Saitta, è un libro da leggere assaporandone le emozioni, come un piatto prelibato, godibile davvero per ognuno, ma indispensabile a chi voglia esercitare la professione del medico ed è convinto che quando le cure intrecciano scienza e anima siano le più efficaci, qualunque sia il domani.La porta della speranza di Titta Grassi

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