La saggezza del Quirinale e lascia o raddoppia di Conte

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Marzio Breda Quirinale con vista crisi
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A Palazzo Chigi il brindisi di mezzanotte ha l’aura misteriosa del lascia o raddoppia.

Tra un rinvio e un rimbalzo di alibi, il Premier Giuseppe Conte percepisce che la fiducia del Parlamento alla legge di bilancio rappresenta un trompe l’oeil politico, l’illusione di una maggioranza che i 156 voti del senato evidenziano essere ormai al di sotto del livello di guardia.La saggezza del Quirinale e lascia o raddoppia di Conte

Più che l’enigmatico ricorso alla citazione di Aldo Moro sulla inammissibilità in politica degli gli ultimatum perché “portano a un precipitare delle cose” il secondo voto di fiducia al Senato, dopo quello sul Mes che si ferma a 156 voti, cinque senatori in meno della metà dei componenti di Palazzo Madama che rappresenta il numero necessario alla fiducia del Governo, porterebbe piuttosto a valutare maggiormente un’altra citazione, quella con la quale Montaigne sosteneva che  “una vittoria non è tale se non mette fine alla guerra.”La saggezza del Quirinale e lascia o raddoppia di Conte

E la guerra nella maggioranza dopo la disfida della conferenza di fine anno è riesplosa su tutti i fronti.

L’Epifania del Governo, nella quale spera il Presidente del Consiglio, è tuttavia diametralmente opposta a quella sottintesa dai Re Magi della Maggioranza, Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e il popolo della sinistra che sospingono avanti Matteo Renzi  e che nell’infuocato dibattito parlamentare richiesto dallo stesso Conte lasceranno sostanzialmente solo il Premier a difendersi dalle invettive del centro destra e dei renziani, quelli di Italia Viva e quelli del Pd, non lasciando al Premier altra strada che quella delle dimissioni al Quirinale.La saggezza del Quirinale e lascia o raddoppia di Conte

Uscite d’emergenza per Conte?  Sostanzialmente tre. Una, più amara di un armistizio, che prevede la cessione della delega sull’Intelligence, la rinuncia al controllo del recovery plan e la richiesta del Mes sanitario.

La seconda che presenta una percorribilità del 50% perché l’eventuale rimpasto e la nomina di due vice Premier comporterebbe comunque l’incognita delle dimissioni del Premier e la formazione di una nuova compagine di governo.La saggezza del Quirinale e lascia o raddoppia di Conte

La terza invece conduce verso una svolta a sorpresa: ovvero la leadership del Movimento 5 Stelle,  oppure la formazione di un Conte party con almeno 20 senatori  “responsabili”, ex Forza Italia e gruppo misto, essenziali per sostenere un governo che con l’alibi dell’emergenza della pandemia e dell’urgenza del recovery plan, potrebbe avvalersi di varie astensioni per tagliare il traguardo del semestre bianco.

Ipotesi di svolte al limite della fantascienza politico-parlamentare, che rischiano di infrangersi sulle mura invalicabili del  Quirinale e sul rispetto inalienabile dei principi e della prassi della Costituzione, che rappresenterà la filigrana  del  cruciale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un intervento che può assumere l’inedita valenza di un vaccino politico in grado di dissolvere il virus dell’inconcludenza e dell’oscurità del potere che avvelena il Paese e le istituzioni.La saggezza del Quirinale e lascia o raddoppia di Conte

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