Preghiera laica per la luce di libertà del nuovo anno

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Preghiera laica per la luce di libertà del nuovo anno
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Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta. Storie di vita e vicende vissute

by Maggie S.Lorelli

Gli auguri son desideri, presagi, buone speranze per far risplendere nel nuovo anno la luce della ritrovata libertà. Non sono in vena di festeggiamenti quest’anno. Abbiamo capito tutti, dopo i botti dello scorso mal’anno, che non è completamente in nostro potere realizzare le nostre aspettative né, tantomeno, quelle degli altri.

Preghiera laica per la luce di libertà del nuovo anno
Maggie S. Lorelli

E poi ho compreso che non è una buona prospettiva volgersi col naso all’insù aspettando che arrivi qualcosa dall’alto. Quindi al bando anche i buoni propositi. Nel tempo ne ho depennati assai pochi.

Quel che posso fare è continuare a seminare, vivere ogni giorno come un campo da arare e coltivare, piantare un seme senza pensare a come crescerà la pianta.

Perché sarà accarezzata dal sole, ma verranno anche le pioggie e le intemperie, e non potrò proteggerla. Ciò che posso fare è depositare quel seme nel terreno con cura e, questo sì, me lo voglio concedere, con un po’ di speranza. La speranza non è un auspicio, è solo uno sguardo limpido e fiducioso verso gli eventi che verranno. Continuerò a lavorare ogni giorno cercando di fare sempre meglio ciò che so fare, senza aspettarmi di ottenere qualcosa in cambio. Farò ciò che mi piace con la libertà di decidere i miei tempi e conquistare i miei spazi. Vivrò a modo mio, cercando il più possibile di assomigliare al mio ideale. Lasciandomi del tempo per avventurarmi nella mia oscurità con una lanterna in mano. Lasciandomi la paura alle spalle.

Quest’anno per la prima volta ho percepito sulla mia pelle la fragilità della condizione umana. Non è lo stesso quando tocca agli altri. Abbiamo tenuto la conta dei morti ogni giorno, in un bollettino straziante. Siamo stati spettatori di tante atrocità, e ci dispiaceva, ma erano accadimenti lontani. Miei cari, non lo neghiamo, il dolore è inversamente proporzionale alla vicinanza del cuore. L’uomo è fatto così. Assolviamoci, non pensiamo sempre di dover essere migliori di quanto non ci sia dato di essere. Ma, dicevo, quando il vento gelido ci sfiora la faccia, allora tutto cambia, e ci attacchiamo alla vita con la stretta del granchio.

Se a Capodanno si butta via qualcosa di vecchio, voglio disperdere al vento la brama di ciò che mi manca. La vita sa cosa fa per noi, non la cieca e caparbia volontà.

Ma cos’è poi Capodanno se non l’inizio di un’ennesima rivoluzione del nostro pianeta intorno al Sole? Un altro giro, un’altra corsa, dove la fine coincide col nuovo inizio. Ha dunque il sapore delle cose nuove, questo particolare giorno, che in realtà è anche il picco dell’esperienza massima che ognuno ha, quello in cui si è più vecchi e, si suppone, più saggi. La saggezza consiste nell’aver capito che un percorso circolare non ha una meta, ma che il senso è dato dal viaggio, dal non fermarsi per non interrompere il moto perpetuo del tempo, del quale condividiamo solo un piccolo tratto.Preghiera laica per la luce di libertà del nuovo anno

Così me ne sto qua, semplicemente esisto, abbandonata su scale diroccate, un pò malinconica come sempre sono stata, con lo sguardo perso sempre da qualche altra parte. Dove non si sa, ma oltre me stessa, perché la mia stessa esistenza non mi appartiene. Si tratta soltanto della sosta temporanea di un’anima destinata a disperdersi. Per questo accarezzerò ogni istante, prezioso e immutabile, per soffiarlo subito via, senza poterlo trattenere tra le mani, leggero e delicato come il fiore di tarassaco. Affronterò tutto ciò che verrà solida come una roccia, ma trasparente e cristallina come l’acqua di un torrente di montagna. Abbandono il controllo, mi apro al nuovo, anche se solo un poco. Mi rendo disponibile ad accogliere quel che c’è di più vicino alla morte, che per la sua caducità ci fa tremare d’orrore: la felicità.

Mi sento fortunata, perché non ne affido più la responsabilità a chi non può darmela, e perché ho smesso di cercarla sempre nel posto sbagliato, come fa chi una cosa ha paura di trovarla. La felicità risiede al centro del petto, là in fondo dove mi fa male. E chissà se avrò il coraggio di permettere alla luce di attraversarmi e raggiungere quel piccolo nucleo secretato, così che possa riconciliarsi col resto del cosmo, di cui è piccola parte, ma unica e pulsante. Non so se sarà un buon anno, mi importa solo di quel prezioso istante.

Preghiera laica per la luce di libertà del nuovo anno

maggiemusic@gmail.com“Con quale desiderio entro nell’anno nuovo? Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere” rispose ad un’intervistatrice lo scrittore e autore satirico austriaco Karl Kraus. Sarebbe ingeneroso e superficiale tuttavia commentare la poetica profondità dell’immagine riflessa della scrittrice e musicista Maggie S. Lorelli limitandosi alla considerazione che, per farli diventare realtà, ai sogni è necessario mettere le ali…. La tensione alla felicità e alla realizzazione di se stessi che pervade la vita è infatti deteminata dai percorsi tormentati della psiche, dell’esperienza e dalle imperscutabili varabili esistenziali. Gli ingredienti imprescindibili della capacità di elevarsi restano quelli della cultura, dell’autoanalisi, della saggezza: il conosci te stesso socratico. Consapevolezza alla quale sarebbe indispensabile aggiungere la considerazione di un altro protagonista della storia dell’umanità, Albert Einstein, secondo il quale “È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.”

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