L’alba di tutti gli interrogativi sul domani

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L’alba di tutti gli interrogativi sul domani
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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Antonino Cangemi

Dopo la pandemia – peraltro ancora non sconfitta – la guerra in Ucraina che mette in crisi gli equilibri geopolitici e minaccia di scatenare il ricorso ad armi nucleari e lo scoppio del terzo conflitto mondiale. E intanto il pianeta soffre le devastazioni di chi lo ha abitato e l’abita noncurante dell’armonia della natura. Dinanzi a tali scenari, è lecito chiedersi quale sarà il futuro dell’uomo e delle nuove generazioni.L’alba di tutti gli interrogativi sul domani

Da poco in libreria un romanzo attualissimo, “L’alba che verrà” di Lorenzo Marotta, edito da Algra, pone più di un interrogativo sul nostro domani. Lo fa puntando i riflettori sui giovani, che del romanzo sono i protagonisti. Giovani a cavallo di due secoli – quello passato e l’attuale –, cosiddetti millenial impegnati nella ricerca scientifica, di variegate etnie e radici culturali, cosmopoliti per necessità e vocazione.

L’”Alba che verrà”, che ha come voce narrante un animoso scrittore e giornalista, è uno di quei romanzi capaci di appassionare i lettori, ma anche di spiazzarli pieno come è – oltre che di speranze – di apprensioni, vacillanti certezze, angosce palesi e sotterranee e, sia nella trama sia nella struttura, fuori dagli schemi consueti. Nelle sue pagine s’intrecciano tanti temi: il rapporto tra la vecchia e la nuova generazione, il passato e il presente, il progresso scientifico con le sue non indifferenti potenzialità e i suoi limiti, le mistificazioni, la bellezza, l’arte, l’amore.L’alba di tutti gli interrogativi sul domani

D’altra parte chi ha già letto Marotta – scrittore e critico letterario di Adone – sa bene come riesce a coniugare l’affabulazione narrativa e l’ansia speculativa e come certi temi, quale su tutti la dialettica generazionale e il confronto tra modelli culturali differenti, affiorino sempre nei suoi romanzi e mai in modo convenzionale, con una tensione e una partecipazione emotiva coinvolgenti. E sa anche (piace citare il suo precedente romanzo “Oltre il tempo”) come nelle sue pagine si scontrino e si incontrino motivi e visioni contrapposti attraversando la modernità nelle sue contraddizioni.

Quale il filo conduttore dell’”Alba che verrà”? Il futuro ma anche il presente, un presente che guarda oltre la siepe senza dimenticare il passato.

Lorenzo Marotta

Nelle vite dei giovani millenial che animano il romanzo c’é la fede nella scienza per salvare il pianeta nella fragilità dei loro destini che la pandemia, il surriscaldamento climatico, la deturpazione ambientale accentuano e, nello stesso tempo, quel bisogno di amore che supera ogni frontiera temporale.

E’ l’umanità al centro del romanzo, in tutti i suoi aspetti, ricchezze e debolezze: “il fascino dell’esistenza umana sta, paradossalmente nella sua imperfezione e il suo valore nella continua sfida a superarla”. Un’umanità da riconquistare e ricostruire, da proteggere dal cieco cinismo di una società declinante nei suoi valori fondanti e dalle insidie della scienza stessa vittima di sperimentazioni estreme e non sempre assistita dall’etica.

Sarà la bellezza a salvarla, quella bellezza che nell’”Alba che verrà” si riflette nell’affascinante modella Miriam, combattuta dal desiderio e dalle paure della maternità, e in Parigi, “la città dei caffè letterari, della moda, degli enciclopedisti, dei rivoluzionari, dei poeti maledetti”?

Forse, ma oltre alla bellezza àncora di salvezza potrà essere l’immaginazione – di cui anche si avvale la scienza -, come osserva nell’illuminante prefazione Dora Marchese.

Un romanzo da non perdere, “L’alba che verrà”, per chi nella letteratura non cerca effimere evasioni o consolatorie sicurezze ma spunti di riflessioni e chiavi di lettura di un’attualità gravida di incertezze.L’alba di tutti gli interrogativi sul domani

 

 

 

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