L’ancora di Dante per mandare all’inferno l’horribilis 2020

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L'ancora di Dante per mandare all'inferno l’horribilis 2020
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Rubrica di critica recensioni anticipazioniMatteo Collura e i baci d’amore e di denuncia alla Sicilia

by  Antonino Cangemi

Febbre di Dante in progress.  Sebbene l’anniversario dei 700 anni della sua morte ricada il 14 settembre del 2021, già da quest’anno sono state promosse numerosissime iniziative per celebrare Dante. Anche editoriali. Tanti i libri di successo dedicati al maggiore dei nostri poeti. Da ultimo,“A riveder le stelle” del giornalista e scrittore milanese Aldo Cazzullo, edito da Mondadori.L'ancora di Dante per mandare all'inferno l’horribilis 2020

Il titolo, che richiama l’ultimo verso dell’Inferno (“e quindi uscimmo a riveder le stelle”) e il sottotitolo, “Dante il poeta che inventò l’Italia”, rivelano molto di un saggio divulgativo che fa assaporare agli italiani il gusto di un’opera, la “Divina Commedia”, e lo spessore di un poeta che, nell’imposizione e nell’esposizione scolastica, il più delle volte non sono stati colti nella giusta misura.

L'ancora di Dante per mandare all'inferno l’horribilis 2020
Maschera funebre di Dante Alighieri

“A riveder le stelle”, infatti, è un libro che guarda al passato con occhi rivolti al presente e al futuro. Le vicende dell’epoca in cui Dante visse sono proiettate in un’attualità sconvolta dalla pandemia del Covid-19. Il viaggio di Dante nell’Inferno, seguito dal passaggio per il Purgatorio e dall’apoteosi del Paradiso, e la tenacia di un uomo che seppe reagire con caparbietà alle molte avversità costituiscono per Cazzullo esempi e speranze per un risorgimento dell’umanità da un’epoca oscura e travagliata come quella che si sta vivendo.

L'ancora di Dante per mandare all'inferno l’horribilis 2020Abbastanza eloquente anche il sottotitolo: l’Italia nasce con i versi di Dante e con gli affreschi di Giotto. Nasce dalla bellezza. E’ la bellezza il collante di un Paese che sorge tra tante divisioni ed eterogenee peculiarità. Il toscano di Dante, il dialetto che sostituisce il latino e che attraverso la letteratura unifica gli italiani ha un rilievo fondante per l’Italia.

Cazzullo ha il merito, attraverso le sue pagine, di trasformare Dante da un mito a un uomo che ci fa conoscere nelle sue passioni civili inquadrandolo nel contesto del suo tempo, e di far rivivere pagine commoventi e poetiche del suo poema spiegandole con chiarezza e semplicità, spogliandole di quell’aurea dottrinale che a scuola li rendeva indigesti.L'ancora di Dante per mandare all'inferno l’horribilis 2020

Pagine che esaltano, pur condannandole, figure che rimarranno indelebili ai lettori: come il conte Ugolino, Farinata degli Uberti, Paolo e Francesca, per citarne solo alcune, e soprattutto come Ulisse, nella cui sconfinata sete di conoscenza (“fatti non foste per viver come bruti / ma per seguir virtute e conoscenza”) si cela il ritratto dello stesso autore.

Tanti i motivi di interesse di questo libro. Tra di essi uno sguardo all’indietro alla storia di un Paese che è sempre stato teatro di conflitti tra opposte fazioni. La plasticità dei paesaggi che Dante attraversa nel suo tour per l’Italia, della quale la Sicilia non è affatto terra marginale ma centrale. “Alla bella Trinacria” il sommo poeta guarda con ammirazione e deferenza: merito del regno federiciano che per lui costituisce un modello della monarchia ideale, anche per la perfetta simbiosi tra politica e cultura (la “scuola siciliana” che prelude “il dolce stil novo”). E non ultimo l’importanza che, nella lettura di Cazzullo dell’opera di Dante, assume la donna. A una donna, Beatrice, è affidata la salvezza, e tante donne compaiono nel poema: alcune vittime di femminicidio, come Francesca da Rimini, o dei pregiudizi degli uomini, come Medea. Donne alle quali il poeta si rivolge con quella compassionevole pietà estranea ai suoi tempi. Anche ciò un segno della sua grandezza.L'ancora di Dante per mandare all'inferno l’horribilis 2020

 

 

 

 

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