Le montagne russe del governo fra Kiev e i partiti

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Le montagne russe del governo fra Kiev e i partiti
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Centrale in campo internazionale, in bilico in Italia. Dietro le quinte del “bellissimo governo” col quale il Premier ha anestetizzato il disagio della maggioranza, c’è il paradosso di Mario Draghi al quale Vladimir Putin, Joe Biden e l’Europa chiedono di mediare per la crisi ucraina (se farà in tempo ad andare a Mosca prima che la situazione precipiti) e che invece a Roma rischia di impantanarsi in un orizzonte politico brulicante di interessi contrapposti. Ogni settimana è peggiore della precedente, con i partiti in piena sindrome elettorale e alle prese con l’effetto Penelope del progressivo disfacimento parlamentare delle unanimi decisioni del Governo.ci ha pensato biden a riportare draghi alla realta': in ucraina si rischia la guerra e la nato... - Politica

A Palazzo Chigi dalla settimana prossima scatta l’iter che porterà alle urne 50 milioni di italiani per i 5 referendum sulla giustizia. Il Governo dovrà inoltre decidere quando si voterà, con una doppia data da individuare nel periodo che va da venerdì 15 aprile a mercoledì 15 giugno 2022 e la possibilità di accorpare i referendum alle elezioni comunali previste in quasi mille città italiane, fra cui quattro capoluoghi di regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila, e 23 capoluoghi di Provincia.

Se non verranno accorpate alla consultazione referendaria, le elezioni amministrative – secondo un orientamento che sta facendosi strada a Palazzo Chigi- potrebbero tenersi il 29 maggio o il 5 giugno.Le montagne russe del governo fra Kiev e i partiti

Ma il vero banco di prova delle amministrative sarà quello della scelta delle candidature.

Più che diffusi mal di pancia sono previsti exploit di liste indipendenti, probabilmente l’anticamera del rassemblement che a livello nazionale potrebbe richiamarsi al Premier e al suo rapporto col Quirinale. Come lascia trasparite il primo congresso di Azione, il partito di Carlo Calenda. Un rassemblement liquido e trasversale con profilo istituzionale, inizialmente definito Draghi party, indirettamente riferibile al Premier, che comunque ha fermamente escluso ogni ipotesi di scendere in campo direttamente.Nuovo ponte di Genova, Balotta (ONLIT): "Altro che esempio, ha gli stessi problemi del vecchio Morandi" - Lavocedigenova.it

Una veloce panoramica generale prevede a Genova una solida ricandidatura del sindaco uscente Marco Bucci, che vanta il notevole successo della gestione della resurrezione dopo il disastro del ponte Morandi.

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Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo

Molte incertezze invece a Palermo dove fra le candidature spiccano, fino adesso, quelle dell’assessore regionale alla Formazione Roberto La Galla, dell’ex sottosegretario Davide Faraone, scelto da Italia Viva e del primario ospedaliero e deputato nazionale ex dei 5 Stelle Giorgio Trizzino, appoggiato da parte del Pd, dal presidente della Commissione antimafia Claudio Fava e dalla società civile palermitana.

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Anche a Catanzaro non è ancora chiaro chi scenderà in campo fra i nomi in lizza: Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria per il centrodestra e i professori universitari Nicola Fiorita, Valerio Donato e Donatella Monteverdi per il centrosinistra.Le montagne russe del governo fra Kiev e i partiti

A L’Aquila dovrebbe essere nuovamente candidato l’attuale sindaco di centrodestra Pierluigi Biondi. Per il centrosinistra i nomi che circolano con più insistenza sono quelli di Stefania Pezzopane e Americo Di Benedetto.Le montagne russe del governo fra Kiev e i partiti

A Parma, l’attuale vicesindaco Marco Bosi è in pole position fra candidati per la successione a Federico Pizzarotti, primo sindaco pentastellato, eletto nel 2012 e poi riconfermato con una lista civica dopo essere stato espulso dal Movimento nel 2016. Fra gli sfidanti circola il nome del centrista Pietro Vignali, già sindaco della città tra il 2007 e il 2011.

A Padova per il Centrosinistra sembra scontata la ricandidatura del sindaco Sergio Giordani. Il Centrodestra si accinge a scegliere lo sfidante fra l’ex presidente di Assindustria Francesco Peghin e l’avvocato Stefano Barillari.

Lo spaccato dell’Italia rimane insomma quello descritto da Prezzolini: un paese dove nulla è stabile fuorché il provvisorio.Le montagne russe del governo fra Kiev e i partiti

 

 

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