Le piaghe dell’umanità? Putin Iran e Covid cinese

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Le piaghe dell’umanità? Putin Iran e Covid cinese
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Non è l’inizio, ma la fine del 2023 a preoccupare.  La guerra scatenata da Putin contro l’Ucraina, il massacro del popolo iraniano in rivolta contro il regime degli Ayatollah e l’incontrollata riesplosione della pandemia di Covid in Cina, sembrano destinate a sovrapporre o a incrociare le loro tragiche conseguenze a partire dalla primavera del nuovo anno.

Isolato e guardato con sempre maggiore preoccupazione dall’élite militare e industriale della Russia, Vladimir Putin tenta di aggrapparsi a  Xi Jinping. Le immagini e il testo della loro videoconferenza riflettono tuttavia gli ologrammi di due ex uomini forti impantanati nelle difficoltà.

Il Presidente russo avvitatosi in una situazione che ha trasformato il conflitto in Ucraina nella guerra di Mosca contro il resto del mondo, ha un disperato bisogno del sostegno militare ed economico di Pechino.

Le piaghe dell’umanità? Putin Iran e Covid cinese
Xi Jinping e Putin

Con tutta evidenza però, la Cina alle prese con una devastante recrudescenza del Covid, provocata dal bluff dell’inefficacia del vaccino che il regime comunista non è riuscito a copiare e rubare ad Usa e Europa, non è nelle condizioni socio economiche di rischiare le sanzioni occidentali per sostenere la guerra di Putin.

L’equilibrismo dialettico di Xi Jinping é da manuale: dopo aver definito la situazione “complicata e tutt’altro che univoca” il leader cinese auspica un potenziamento della collaborazione al fine di “fornire reciprocamente opzioni di sviluppo per una partnership globale a beneficio dei popoli dei nostri Paesi”.Le piaghe dell’umanità? Putin Iran e Covid cinese

L’unica concreta chance che Pechino può offrire a Putin è quella di farsi garante di una tregua e dell’avvio di trattative per una soluzione pacifica della guerra in Ucraina. Il che avvantaggerebbe e rilancerebbe il ruolo economico della Cina.

Mai finora, neanche durante la guerra fredda e le crisi dei missili a Cuba e dell’invasione di Ungheria e Cecoslovacchia, il Cremlino è stato così isolato sul piano internazionale.

Un isolamento aggravato dal doppio annullamento dell’annuale discorso di Putin sullo stato della nazione e della tradizionale conferenza stampa di fine anno con centinaia di giornalisti convocati a Mosca da tutti gli stati della federazione. Ma se le domande della stampa avrebbero potuto smascherare le inquietudini per l’altissimo numero delle vittime e le crescenti conseguenze della guerra, il discorso sullo stato del paese traccia bilanci e delinea prospettive, affronta tematiche ed anticipa piani.Le piaghe dell’umanità? Putin Iran e Covid cinese

Il punto è proprio questo, le chiacchere stanno a zero: “non c’è alcun  piano. Semplicemente non sanno cosa dire “, ha affermato sotto stretto riserbo al Washington Post un esponente della nomenclatura del Cremlino. Attorno a Putin “che non sa cosa più fare, c’è un’enorme frustrazione. L’élite ha paura del domani”, ha aggiunto la fonte riservata.

Distinta, ma non del tutto distante, dal cupo capolinea che sembra delinearsi per il Presidente Russo, a Teheran sta toccando livelli di inaudita ferocia la disumana repressione della rivolta popolare, animata da donne e studenti, contro il regime islamico che da decenni ha riprecipitato l’Iran nel medioevo.

Oltre al sostegno militare e alla fornitura di droni e missili, il legame con la Russia è rappresentato dall’altrettanto totale isolamento del paese e dal potere che il regime è fin quì riuscito a mantenere torturando orribilmente e uccidendo dissidenti ed oppositori. Esattamente come avviene a Mosca per l’impressionante numero di arresti, “suicidi”, avvelenamenti, assassini e gli incredibili incidenti mortali che hanno trasformato in una strage continua il destino riservato agli oppositori di Putin.

La tragedia dell’Iran é tuttavia talmente devastante, disumana e atroce che richiederebbe un immediato e concreto intervento, diretto o indiretto, delle Nazioni Unite e della comunità internazionale a fianco del popolo iraniano in rivolta. “La rivoluzione è una lotta tra il futuro e il passato” sosteneva Fidel Castro. E per una volta bisognerebbe riconoscere che nel merito aveva pienamente ragione.Le piaghe dell’umanità? Putin Iran e Covid cinese

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