L’ultima di Putin: la guerra della tregua 

0
609
L'ultima di Putin la guerra della tregua 
Condividi

La guerra della finta tregua provoca più vittime del conflitto a tutto campo. Morire di tregua è l’ultimo tragico paradosso dell’invasione russa scatenata da Putin contro l’Ucraina.

Invece del cessate il fuoco conclamato dal Presidente russo, la BBC ha documentato decine e decine di colpi dell’artiglieria delle truppe di Mosca contro Kherson e Kramatorsk.L'ultima di Putin la guerra della tregua 

I rilevamenti satellitari confermano: le 36 ore di sospensione delle ostilità decise unilateralmente dal Cremlino assumono le sembianze di una messinscena mediatica per ingannare l’opinione pubblica russa e accusare l’Ucraina di non volere la pace. Termine che secondo l’accezione putiniana equivale alla pace eterna, afferma il Governo di Kiev.

A dispetto del conclamato cessate il fuoco i movimenti di truppe di Mosca e gli attacchi alle linee ucraine sono proseguiti soprattutto nel cosiddetto triangolo della morte fra Bakhmut, Gorlovka e Makiivka, nell’area di Donetsk, dove si concentra il tentativo finora vano e tragicamente controproducente del gruppo mercenario russo Wagner di strappare l’intera zona al controllo ucraino.L'ultima di Putin la guerra della tregua 

L’ulteriore boomerang d’immagine della tregua fantasma é comunque destinato a pesare in maniera forse irreversibile sulla residua credibilità del Cremlino di fronte ai vertici militari e all’élite tecnocratica, che da quasi un anno seguono con crescente riluttanza la strategia perdente e fallimentare del leader sempre più isolato della Russia.

Dopo quasi un anno di guerra, la tecnologia bellica e l’intelligence occidentali si confermano ogni giorno di più come le armi decisive che stanno trasformando la fallita invasione dell’Ucraina nella peggiore sconfitta di Mosca nell’ultimo secolo e mezzo.

Peggiore della disfatta della prima guerra mondiale, conclusa con la pace separata, in pratica la resa zarista alla Germania, e molto più sanguinosa dei 10 anni di occupazione dell’ Afghanistan, dove l’allora Unione Sovietica perse 26 mila soldati, un terzo rispetto alle circa 80 mila vittime in soli 10 mesi di combattimenti in Ucraina.

Armamenti e intelligence occidentali continuano a fare la differenza, nonostante la distruzione sistematica da parte russa delle infrastrutture e i bombardamenti indiscriminati contro la popolazione civile nelle città ucraine.L'ultima di Putin la guerra della tregua 

Decisivo il dominio dello spazio cibernetico e la creazione di sistemi integrati terra, cielo, mare, spazio in grado di anticipare e paralizzare attacchi e offensive su larga scala, come il fallito blitz russo contro Kiev all’inizio dell’invasione del 24 febbraio del 2022 .

L’ulteriore svolta del massiccio potenziamento degli armamenti forniti da Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Nato ed Europa sarà nelle prossime settimane percepibile su tutte quelle che erano le strade delle direttrici dell’invasione russa e che da mesi si sono trasformate nelle arterie della controffensiva delle forze di Kiev.

Le strade prima affollate dai tank e dai mezzi corazzati di fabbricazione sovietica, come i carri armati modello T, BMP e BTR,  negli ultimi mesi sono percorse da una gamma crescente di veicoli occidentali. Blindati Bushmaster dall’Australia, Dzik polacchi, Spartan di fabbricazione britannica, che a breve saranno affiancati  da blindati corazzati da sfondamento e trasporto truppe ancora più moderni come i Bradley americani, considerati tank-killer per i missili anticarro di cui dispongono, ed ancora i Marder tedeschi e gli AMX-10 da ricognizione francesi. Un arsenale che , assieme ai missili Patriot ed Himars, ai vari cyber war sistem  ed agli altri sistemi d’arma, dovrebbero rafforzare notevolmente la capacità di manovra dell’Ucraina sul campo di battaglia.

Una forza d’urto in grado – secondo gli analisti – di penetrare nelle linee russe, come già verificatosi nell’avanzata che ha costretto le truppe di Mosca a ritirarsi da Kharkiv e Kherson.L'ultima di Putin la guerra della tregua 

Non trova conferma invece il dossier dei servizi segreti militari ucraini, citato dal quotidiano inglese The Guardian,  secondo il quale la  Russia preparerebbe la mobilitazione di altri 500.000 soldati, in  aggiunta ai 300 mila dello scorso ottobre.

I mesi necessari per addestrare le nuove reclute e per dotarle dell’equipaggiamento necessario supererebbero, sostengono gli esperti di strategie militari di Washington e Londra, il punto di non ritorno dell’incombente collasso dell’armata russa in Ucraina.

A differenza di Kiev che può accontentarsi di riconquistare le regioni occupate dall’invasione, Putin deve assolutamente vincere la guerra che ha iniziato. Un “pareggio” sarebbe in ogni caso una sconfitta che segnerebbe l’inizio della fine del suo regime.

Sulle acque gelide della Moscova che lambiscono il Cremlino sembrano riecheggiare le parole di Machiavelli : “La guerra è una professione con la quale un uomo non può vivere onorevolmente; un impiego col quale il soldato, se vuole ricavare qualche profitto, è obbligato ad essere falso, avido, e crudele…” L'ultima di Putin la guerra della tregua 


Facebook Comments
Condividi