L’uscita dal labirinto della crisi del soqquadro politico

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Uscite dal labirinto della crisi del soqquadro politico
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Politica nel pallone. In tutti i sensi: caos e tifo. Il contropiede della mossa  del soqquadro di Matteo Renzi ha squarciato la rete  di strategie, malizie, veleni e ricatti già protesa al solito effetto Gattopardo e come nel calcio ha trasformato tutti in allenatori del nuovo Governo. Allenatori aspiranti psicologi, radiologi e astrologi, con in tasca formazione e strategia vincente per il nuovo esecutivo.Uscite dal labirinto della crisi del soqquadro politico

L’uscita dal labirinto della crisi presenta invece un percorso a collo di bottiglia disseminato da incognite e trappole.

Il labirinto si supera unendo con logica e matematica tutti i punti di contatto delle forze politiche di maggioranza non escludendo di aggregare anche quelli che in buona fede vengono prospettati da esponenti dell’opposizione.Uscite dal labirinto della crisi del soqquadro politico

I punti di contatto finora emersi sono: le dichiarazioni unitarie di Grillo, la prudenza di Di Maio, la posizione defilata di Franceschini e di quella parte del Pd non sovraesposta, il 2 p greco r della consistenza parlamentare di Italia Viva, fondamentale per la fiducia del nuovo Governo e su tutto, la saggezza costituzionale del Quirinale che aleggia sulle istituzioni.

Unendo questi punti si delinea il quadro di un accordo possibile per superare la crisi. Quadro che va definito con la scelta del Premier, dei Ministri e del programma. Per il Premier, oltre Conte, si può partire dai due punti essenziali raccordati: Luigi Di Maio e Dario Franceschini. L’individuazione dell’attuale Ministro degli Esteri è funzionale alla tenuta del Movimento 5Stelle che da mesi è un vulcano in eruzione. Franceschini, oltre a non trovare ostacoli palesi nel Pd è l’esponente del Nazareno che più del segretario Zingaretti ha tenuto saldi i rapporti con i grillìni.

I due non sono in antitesi e anzi potrebbero fare l’uno il vice dell’altro. In più si tratta di due parlamentari eletti, il che ricondurrebbe la Presidenza del Consiglio ad una specificità politica che rispetto a un tecnico, a meno che non si tratti di Mario Draghi o della riedizione di Giuseppe Conte, oppure della scelta di Luciana Lamorgese, eviterebbe inevitabili rodaggi iniziali nel labirinto della burocrazia e della politica.

“Un labirinto fatto di tutti i percorsi che uno ha percorso ” al quale si riferisce lo  scrittore Elias Canetti nel saggio “La rapidità dello spirito”.Uscite dal labirinto della crisi del soqquadro politico

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