Ma è immaginabile un’Italia senza Mattarella e Draghi ?

0
921
Semestre bianco a maggioranze variabili 
Mattarella e Draghi
Condividi

C’è un’Italia che corre e un’altra che arranca. Una parte preponderante del Paese sulla soglia della modernizzazione e una variegata parte che non si è ancora resa conto di quanto la pandemia stia facendo evolvere i principi democratici e di convivenza.  Di quanto la ripresa e lo sviluppo siano direttamente connessi con la salvaguardia e la tutela della salute, con la concretezza delle riforme e con l’efficienza di infrastrutture e servizi.

È l’immagine riflessa della maggioranza silenziosa, rilevata da tutti i sondaggi, che si riconosce nel Governo Draghi e nel Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma che deve fronteggiare il repertorio di una politica che in molti casi cavalca gli interessi di categorie sociali e ideologiche che sovrappongono egoismi, interpretazioni non fondate e analisi scientificamente non corrette all’esigenza nazionale primaria e irrinunciabile della tutela sanitaria.Ma è immaginabile un’Italia senza Mattarella e Draghi

Un capitolo attinente più alle sindromi psicologiche emergenziali che alla politica. Come evidenziano le emblematiche parole del Premier Mario Draghi “gli appelli a non vaccinarsi sono inviti a morire, oppure a far morire: non ti vaccini, contagi, muori, o fai contagiare e fai morire”. Parole che hanno scosso l’opinione pubblica e chiuso il dibattito bizantino e inconcludente sull’essenzialità del green pass.

Bizantinismi sulla riforma della Giustizia, utilizzati dai 5 Stelle come paraventi politici per condizionare il Premier e certificare la propria sempre più flebile esistenza in vita, che il Governo ha neutralizzato con la richiesta della fiducia.Ma è immaginabile un’Italia senza Mattarella e Draghi

Un doppio contropiede, sul green pass e la giustizia, che ha spiazzato contemporaneamente l’ala populista e quella movimentista della maggioranza di governo.

Con un semplice mix di decisioni e affermazioni, equivalenti di fatto ad una mossa politica che ha sorpreso tutti, tranne il Quirinale, il Presidente del Consiglio Draghi ha in pratica prefigurato delle maggioranze variabili.

Nel ruolo di principali protagonisti dell’avvio delle possibili maggioranze variabili, Matteo Salvini e Giuseppe Conte dopo una settimana di prese di posizioni in ambito leghista e di centro destra e nel magmatico arcipelago dei 5 Stelle, si ritrovano a difendersi dal fuoco amico nelle rispettive aree politiche.

Il leader della Lega messo in discussione sul green pass da Forza Italia e apertamente contestato da Giorgia Meloni per l’esclusione di Fratelli d’Italia dal consiglio d’amministrazione della Rai.Ma è immaginabile un’Italia senza Mattarella e Draghi

Conte sorpreso due volte al limite del fuori gioco. La prima sul fallito tentativo di blitz in commissione di vigilanza Rai contro l’elezione della candidata del Premier, Marinella Soldi, alla presidenza di viale Mazzini. La seconda sull’inconcludenza degli ultimatum sulla giustizia. Riforma cruciale per il recovery plan sulla quale il Premier ha chiesto e ottenuto dal Consiglio dei Ministri all’unanimità, cioè con l’approvazione degli esponenti grillini, l’autorizzazione a porre la fiducia in Parlamento.

Anche se in maniera più sfumata e meno plateale, alle difficoltà dei 5 Stelle si affiancano quelle del Pd che sulla Giustizia ha dovuto prendere atto della disomogeneità degli emendamenti grillini, rispondenti più alle diversificazioni giustizialiste interne al Movimento che agli intenti concretamente migliorativi della riforma.Ma è immaginabile un’Italia senza Mattarella e Draghi

Al Nazareno, più che a palazzo Chigi, preoccupano gli scenari del semestre bianco. Il concetto di maggioranze più o meno estendibili o sufficienti, quasi casualmente recapitato da Draghi ai partiti, modifica non poco gli assetti in vista della ripresa autunnale e del confronto politico sulla eventuale rielezione al Quirinale di Sergio Mattarella, un Capo dello Stato che oggi compie 80 anni e catalizza il massimo storico del gradimento popolare e del prestigio internazionale, o sulla scelta di un nuovo Presidente della Repubblica.

Scenari che hanno innescato un florilegio di erronee e del tutto improbabili ipotesi di anticipazioni elettorali e fughe in avanti che non tengono conto della coerenza istituzionale, dell’assoluto rispetto e del rigore costituzionale di Mattarella e Draghi.

Ma davvero é immaginabile un Italia senza entrambi i protagonisti assoluti della rinascita del Paese e del ripristino del prestigio internazionale dell’Italia?

Le combinazioni istituzionali perfette sono rare nel mondo imperfetto della politica. E a Roma finora soprattutto inedite…Ma è immaginabile un’Italia senza Mattarella e Draghi

Facebook Comments
Condividi