Marcia su Roma storia di un evento da non replicare

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Marcia su Roma storia di un evento da non replicare
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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Antonino Cangemi

Occorre conoscere il passato per capire il presente e leggere le prospettive del futuro. La storia è maestra di vita, o meglio dovrebbe esserla se, come spesso capita, non fosse ignorata.

Ricorre tra meno di un mese l’anniversario del centenario della marcia su Roma (27 ottobre 1922) e l’editoria offre più di un volume sul fascismo, una pagina buia della nostra storia di cui dovremmo avere sempre memoria.

Marcia su Roma storia di un evento da non replicare
Benito Mussolini e i vertici fascisti della marcia su Roma

Si segnalano, in particolare, tre libri capaci di catturare i lettori e di rievocare quel che il fascismo è stato e che parte degli italiani tendono a dimenticare.

Il primo è “Mussolini, il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo” di Aldo Cazzullo, edito da Mondadori. Un saggio divulgativo nel quale l’editorialista del Corriere della Sera confuta taluni convincimenti ancora diffusi: Mussolini non fu un uomo buono e un uomo di stato capace di governare all’insegna dell’ordine il nostro Paese con l’unica colpa di entrare in guerra e di allearsi con Hitler, né godette del consenso degli italiani.

Cazzullo ci ricorda alcuni aspetti della sua vita privata che ne rivelano la durezza per non dire crudeltà (internò in manicomio il figlio e la donna da cui era nato, un esempio su tutti) ed enumera le sue nefandezze e quelle del fascismo (marcia su Roma, omicidi di Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, fratelli Rosselli e altri, crimini in Libia, Etiopia, Spagna) che precedono l’alleanza con Hitler e il varo delle leggi razziali. Marcia su Roma storia di un evento da non replicare

Il secondo è il romanzo di Antonio Scurati, “M. Gli ultimi giorni dell’Europa” (Bompiani) che segue a “M. Il figlio del secolo”, premio Strega 2019, e  “M. L’uomo della provvidenza” del 2020, raccontandoci il duce nelle varie tappe che lo videro tristemente protagonista della storia. Il suo ultimo romanzo ripercorre gli anni più bui del fascismo, tra il 1938 e il 1940, macchiati dall’alleanza col fuhrer e il varo delle leggi razziali.

Il terzo è scritto a quattro mani dal giornalista Sergio Rizzo – noto anche per il bestseller “La casta” firmato con Gian Antonio Stella – e dal politologo e docente universitario Alessandro Campi, s’intitola “L’ombra lunga del fascismo. Perché l’Italia è ancora ferma a Mussolini” ed è pubblicato da Solferino. Tra tutti è forse il libro più attuale e inquietante. Il saggio, infatti, attraverso una ricca documentazione e un’attenta indagine, ci svela alcune curiosità, se così si possono chiamare, sorprendenti: una ditta produce e vende su internet magliette che celebrano la marcia su Roma, vi sono in alcune città vie intitolate a gerarchi fascisti, editori che pubblicano libri di apologia al fascismo, abbondano in Italia  monumenti, lapidi, simboli inneggianti al “regime” e permangono nel nostro ordinamento quasi 250 leggi nelle quali è presente la parola “razza”. Ma non solo, tante altre cose ci fanno capire come il fascismo non sia ancora consegnato alla storia e che di esso vi siano residui oltre che nostalgie, basti pensare ai saluti romani non rari in certi ambienti della destra.

 Nello scoprire un’Italia che non h

ancora fatto i conti col fascismo, il libro di Rizzo e di Campi ci spiega perché non esiste nel nostro Paese una destra moderna sganciata del tutto dall’eredità mussoliniana. Meditate gente, meditate, sembrano ammonirci i due autori.Dalla Marcia su Roma a Mani pulite: le ricorrenze del 2022 - Panorama

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