Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo

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Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo
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Nomi e foto che scorrono su web e tg fanno riemergere dalla memoria di un Paese martoriato dal terrorismo degli anni di piombo i volti e le storie delle 420 vittime e degli oltre 1000 feriti, alcuni dei quali con conseguenze permanenti, di una stagione di sangue.

Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo
Roberta Capelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi,  Enzo Calvitti,  Giorgio Pietrostefani

Ai quarantenni post 1980, i terroristi condannati all’ergastolo o con condanne ancora da scontare, Roberta Capelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua, Enzo Calvitti e Giovanni Alimonti delle brigate rosse, o Narciso Manenti dei Nar, sono nomi che non dicono nulla anche se per la latitanza protrattasi per decenni in Francia rappresentavano il simbolo di una giustizia non solo incompiuta, ma soprattutto mortificata.

Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo
Cesare Battisti

Dopo Cesare Battisti, il terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo estradato nel 2019 dal Brasile e che sta scontando l’ergastolo per i 4 omicidi compiuti, saranno estradati dalla Francia  – dove sono stati arrestati interrompendo le loro latitanze dorate per anni tollerate – Marina Petrella che è accusata fra gli altri delitti dell’assassinio nel dicembre del’1980 del Generale dei Carabinieri Galvaligi; Sergio Tornaghi, che ha assassinato nel novembre del 1980 Renato Briano, il direttore generale della “Marelli” di Sesto San Giovanni;  Roberta Capelli la quale oltre che del delitto Calvaligi é responsabile delle uccisioni dell’agente di polizia Michele Granato (9 novembre 1979) e del vice questore Sebastiano Vinci (19 giugno 1981); Narciso Manenti che uccise a Bergamo il 13 marzo 1979 l’appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri; Giorgio Pietrostefani che deve scontare 14 anni di carcere per l’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi, compiuto a Milano  il 17 maggio 1972. Ed ancora, Enzo Calvitti che deve scontare 18 anni, per terrorismo e banda armata e Giovanni Alimonti che deve scontare 11 anni per terrorismo e banda armata.

Nessun commento da parte della Procura Generale di Milano sulle catture scattate per condanne passate in giudicato, e sollecitate al Governo francese dal Ministro della Giustizia Marta Cartabia, “sono valutazioni fuori luogo, siamo concentrati sul fatto che questi signori siano portati in Italia e che siano eseguite le pene” si è limitata a dire la Procuratrice Generale di Milano Francesca Nanni.

Una volta completate le procedure di estradizione, iter che potrebbe richiedere un certo tempo,  i sette terroristi arrestati in Francia, ai quali potrebbero aggiungersi anche i tre sfuggiti alla cattura, saranno trasferiti in un carcere di alta sicurezza, come previsto per i condannati per i reati di terrorismo.

Sono ancora una ventina i terroristi protagonisti degli anni di piombo inseguiti dalla giustizia italiana e tuttora latitanti all’estero. Tra loro, 14 hanno fatto  parte di formazioni di sinistra – Brigate Rosse, Prima Linea, Unione comunisti combattenti – e 3 di estrema destra. Di spicco fra i latitanti, due dei brigatisti che erano in via Fani la mattina del 16 marzo del 1978 quando fu sequestrato il presidente della Dc Aldo  Moro: Alessio Casimirri e Alvaro Lojacono, entrambi condannati  all’ergastolo. Il primo vive ancora in Nicaragua, il secondo in Svizzera.Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo8

Significativo il commento del Ministro del Lavoro, e già Guardasigilli, Andrea Orlando: “con gli arresti di oggi si rende giustizia a chi ha perduto la vita e ai familiari. Credo si chiuda anche la pagina dell’ignobile dottrina Mitterand” ha affermato l’esponente del Governo. Il riferimento è alla prassi fino ad ora seguita dalla Francia e che prende il nome dallo scomparso presidente François Mitterrand,  una prassi diretta a non concedere l’estradizione a ricercati per «atti di natura violenta, ma d’ispirazione politica».Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo8

La normalizzazione dei rapporti di reciprocità giudiziaria e investigativa fra Parigi e Roma  contribuisce ora a rendere meno amara la successione degli anniversari e delle commemorazioni delle vittime della terribile stagione di sangue del terrorismo, sulla quale tuttavia occorre ancora fare piena luce. A cominciare dall’imminente ricorrenza, il 9 maggio, dell’assassinio di Aldo Moro.Memoria e giustizia per le vittime del terrorismo8

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