Mid term quasi boomerang per Trump e repubblicani

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Mid term quasi boomerang per Trump e repubblicani
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Mid term con effetto capovolto. La diga del Partito Democratico ha tenuto ed ha quasi trasformato in un boomerang l’ondata rossa del Partito Repubblicano minacciata da Donal Trump.

Come ammettono diversi esponenti di primo piano del Grand old party, il previsto controllo della Camera risulta attenuato, mentre al Senato permane uno stallo che di fatto  assicura il controllo ai democratici.

Mid term quasi boomerang per Trump e repubblicani
Donald Trump

Un esito destinato a riverberarsi sulle Presidenziali del 2024. Nonostante l’insoddisfazione diffusa dell’elettorato statunitense per l’inflazione crescente e il clima di insicurezza percepita nelle grandi città del Paese, é come se gli americani avessero lanciato un messaggio ai vertici dei due partiti: per le prossime Presidenziali proponete candidati diversi, più giovani e meno conflittuali di Joe Biden e Donald Trump, che il 15 novembre annuncerà a reti mondiali unificate la nuova candidatura alla Casa Bianca.

Mid term quasi boomerang per Trump e repubblicani
Trump e Biden

I Repubblicani hanno ottenuto vittorie convincenti in Ohio e in Florida, Stato che dopo la rielezione a governatore di Ron DeSantis e del senatore Marco Rubio conferma un netto orientamento conservatore. I Democratici hanno vinto l’importante elezione per il Senato nel New Hampshire, dove Maggie Hassan è stata riconfermata. Nell’Ohio, invece, ha avuto la meglio il repubblicano Vance. In Pennsylvania, uno degli Stati ago della bilancia al Senato, le proiezioni confermano la vittoria del  democratico John Fetterman contro l’ avversario repubblicano Mehmet Oz, e in Georgia il repubblicano Herschel Walker e il democratico Raphael Marnock dovranno affrontarsi nuovamente fra qualche settimana al ballottaggio. Sul fronte delle elezioni per la Camera , i repubblicani hanno strappato ai democratici due seggi contesi: uno in Georgia, dove Rich McCormick ha avuto la meglio sul democratico Bob Christian, l’altro in Virginia, dove Jen Kiggans ha conquistato il seggio della deputata democratica uscente Elaine Luria.

Jen Kiggans

I democratici, però, hanno mantenuto la presa sulla Virginia, con la riconferma delle deputate Jennifer Wexton e Abigail Spanberger. Nel Rhode Island, inoltre, il democratico Seth Magaziner ha strappato al repubblicano Allan Fung un distretto che i sondaggi attribuivano al fronte conservatore. Indipendentemente dagli equilibri politici, sono già state ratificate alcune elezioni storiche. La repubblicana Sarah Huckabee Sanders é la prima donna eletta governatrice dell’Arkansas, mentre il democratico Wes Moore é il primo afroamericano eletto governatore del Maryland. In Florida, il 25enne democratico Maxwell Frost è stato eletto alla Camera: è il primo deputato a rappresentare la cosiddetta “generazione Z”, dei nati dalla fine degli anni Novanta.

Nel Massachusetts, la democratica Maura Healey é la prima donna omossuale eletta Governatrice nella storia degli Stati Uniti, mentre il repubblicano Markwayne Mullin sarà il primo nativo americano a rappresentare l’Oklahoma al Senato. Il Pennsylvania ha eletto per la prima volta un’afroamericana alla Camera, la democratica Summr Lee, mentre la sua compagna di partito Becca Balint è la prima donna eletta al Congresso nel Vermont. L’alba del the day after elettorale vede diventare meno minaccioso l’incubo dell’ex Presidente Trump che intendeva trasformare l’esito delle elezioni di mid term nella cupa prospettiva di un’America profondamente divisa o, peggio, sull’orlo di una guerra civile per le Presidenziali del 2024.

Anche se non si escludono colpi di scena giudiziari per i molteplici procedimenti penali a carico di Trump, l’effetto capovolto del mid term ha comunque trasformato in certezze concrete quelle che finora erano soltanto due chance per arginare il nuovo assalto demolitore di Trump alla democrazia americana.

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Ron De Santis

La prima è la massiccia partecipazione al voto degli elettori che ha superato tutte le precedenti statistiche dell’affluenza; la seconda il trionfo in Florida del 44enne Governatore uscente Ron De Santis, repubblicano progressista, l’unico in grado di battere Trump alle primarie per la nomination del Gop e presentarsi come candidato del partito repubblicano per la successione al Presidente Biden.

Una chance riconosciuta dallo stesso Trump che infatti ha già iniziato ad attaccare De Santis tempestandolo mediaticamente di avvertimenti della serie: “Evita il 2024, so cose di te poco lusinghiere”. Una minaccia che sa di confessione autobiografica.Mid term quasi boomerang per Trump e repubblicani

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