My way di Salvini le prospettive del leader della Lega

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My way di Salvini le prospettive del leader della lega
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Salvini gioca col Covid e più che incrinare la maggioranza di governo divide la Lega.

Il tentativo di cavalcare il disagio dei ristoratori e degli operatori turistici, penalizzati come tutte le categorie produttive dal coprifuoco alle ore 22, si prospetta politicamente come una strada effimera, rischiosa e soprattutto senza uscita.

My way di Salvini le prospettive del leader della lega
Matteo Salvini Mario Draghi Roberto Speranza

Puntare i piedi, ma poi bocciare la sfiducia al Ministro della Salute Roberto Speranza presentata in Parlamento dagli alleati del centrodestra Fratelli d’Italia, evidenza tutta la debolezza e la crescente difficoltà che il leader della Lega incontra nell’interpretazione day by day dello slogan del partito di lotta e di governo.

Uno slogan coniato in ben altri contesti da Giancarlo Pajetta, esponente di spicco di un Pci protagonista del compromesso storico con la Dc ed egemone, con la Cgil, delle rivendicazioni sindacali. Altra storia, altri partiti.

My way di Salvini le prospettive del leader della lega

Il vero problema di Salvini è rappresentato dalla leadership di prestigio e rilevanza internazionale di Mario Draghi nei confronti del quale dopo un tentativo di aggiramento sta tentando il progressivo logoramento. Ma tanto l’aggiramento, con l’abiura dell’anti europeismo barricadiero e l’entrata al governo della Lega, ma senza la richiesta investitura ministeriale per lo stesso Salvini, quanto il logoramento del Premier  e dell’esecutivo non tengono conto di due elementi essenziali: che la Lega non è determinante per la maggioranza parlamentare e che l’uscita dal Governo comporterebbe una spaccatuta interna e un’opposizione prevalentemente su temi sanitari visto che i ministri leghisti hanno condiviso tutte le scelte politiche ed economiche dell’esecutivo, a cominciare dal recovery plan.

Un’opposizione stretta fra la strumentalizzazione politica della pandemia, con l’eventuale responsabilità di una quarta ondata di contagi, e il successo della campagna di vaccinazione avviata dal Governo e il progressivo ritorno alla normalità.

Il quo vadis dell’ex vice Premier e Ministro dell’Interno del Governo Conte non presenta, al momento, sbocchi politici.

La fiducia parlamentare a Draghi rimarrebbe ampia anche senza l’apporto dei 130 deputati e dei 63 senatori leghisti.

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Matteo Salvini Giancarlo Giorgetti Luca Zaia

Un’eventuale uscita dal Governo, a parte l’isolamento della Lega e l’implicita ammissione di un abbaglio, rafforzerebbe anzi ulteriormente Fratelli d’Italia e consentirebbe al Pd e ai 5 Stelle di occupare i Ministeri e gli incarichi da Vice Ministro e sottosegretario lasciati liberi, a cominciare dai dicasteri dello Sviluppo e del Turismo.  Per non parlare della mancata partecipazione, dalla parte della maggioranza, alle centinaia di rilevanti nomine che stanno per essere decise.

Inoltre un eventuale clamoroso Papete 2, ovvero una nuova uscita dal governo, farebbe inevitabilmente esplodere le divisioni che da tempo covano all’interno della Lega fra Salvini e la vasta area che fa capo all’attuale Ministro Giancarlo Giorgetti e al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

In via Bellerio soffia sempre il vento di un decisivo congresso sul futuro della Lega.My way di Salvini le prospettive del leader della Lega

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