Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia

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Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia
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by Maggie S. Lorelli

Le vittime del narcisismo patologico e quelle del covid-19. Due stragi che si alimentano a vicenda. Se il corona virus toglie il respiro il narcisismo devasta l’anima e fa esplodere la violenza, tanto che le richieste di aiuto soprattutto delle donne nell’ultimo mese sono aumentate del 74%.Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia

Nel periodo di quarantena che coinvolge l’intero Paese, oltre che buona parte del mondo, i nodi delle unioni disfunzionali diventano cappi alla gola. Le relazioni manipolatorie possono covare germi di psicopatia e violenza, sia fisica che psicologica, più subdola e non meno pericolosa della prima.Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia

“La gente sta perdendo il contatto con la realtà, e i soggetti che hanno difficoltà nella gestione delle emozioni non possono che peggiorare “ conferma  la criminologa Cinzia Mammoliti, una delle massime esperte in Italia in tema di relazioni manipolatorie e violenza domestica.

Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia
Cinzia Mammoliti

Le relazioni disfunzionali, nell’isolamento di coppia, possano trovare un’oasi di pacificazione o, al contrario, terreno propizio di conflittualità?

Credo che questo difficilissimo momento storico metta alla prova il sistema nervoso di chiunque. Siamo sottoposti a un terrorismo psicologico mediatico di dimensioni stratosferiche e, oltre a esser stati messi davanti alle più gradi paure esistenziali, malattia, morte e solitudine, ci ritroviamo pure confinati a casa come se fossimo agli arresti domiciliari. Quello che era già conflittuale sotto le mura domestiche non può, a mio avviso che esacerbarsi, col pericolo di improvvisi colpi di testa che magari, in situazioni ordinarie, potrebbero non avere luogo.

Nell’isolamento, quali sono i pericoli maggiori che possono annidarsi fra le pareti domestiche?

I soggetti maltrattanti possono diventare più aggressivi e violenti. La frustrazione data dalla situazione che stiamo vivendo può esasperare certi stati d’animo e l’insofferenza può raggiungere livelli pericolosi, a mio avviso enormemente sottovalutati da chi ha deciso di prendere misure così drastiche.

Riguardo invece alla violenza fisica, mi riferisco in particolare ai femminicidi, in quarantena le donne sono più a rischio?

Temo proprio di sì, e anche se non si arriva all’omicidio, la violenza fisica in questo momento molto difficilmente potrà essere refertata e denunciata.

Un altro suo importante terreno di indagine è quello del narcisismo patologico. Citiamo il suo best seller “I serial killer dell’anima”, manuale salvifico per migliaia di persone. Il narcisista, in un tale momento di destabilizzazione emotiva, vede amplificate o attenuate le sue insicurezze e frustrazioni? E con quali conseguenze sulla relazione sentimentale?

Reputo che una buona parte di questi soggetti possa essere messa, per una volta, di fronte ai propri limiti e alla propria impossibilità di controllo assoluto. Il narcisista patologico, che ordinariamente ha un senso grandioso del sé e si sente ora sovrastato da qualcosa di più grande di lui, potrebbe avere un’ottima occasione per rivedere il rapporto con gli altri e con il proprio ego. Ma temo che questo non accada: è più probabile che gli atteggiamenti dominanti siano due: paura, ansia e ritiro sociale o aumento di nervosismo e aggressività da riversarsi in primis contro partner e figli.

Il   narcisista   è   solitamente   compulsivo   nelle   dinamiche   della seduzione. In   assenza   di   occasioni   esterne   di   conquista, si concentrerà sul partner, fonte emotiva primaria, o imperverserà nei canali social?

Per il narcisista il o la compagna ufficiale è qualcosa di acquisito, statico, istituzionalizzato. Strumentalizzato sotto molteplici aspetti e destinato/a ad essere tradito/a perennemente. Non esiste narcisista patologico fedele. L’aumento della frustrazione potrà essere collegato al limite all’impossibilità di incontrare le diverse amanti sparse in giro che si prodigherà a continuare a coltivare principalmente attraverso i social.Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia

Cosa rischiano le “vittime” delle relazioni disfunzionali? La cattività può renderle più fragili e meno propense a sfuggire alle dinamiche manipolatorie?

Le vittime possono peggiorare a livello umorale e cadere in vere e proprie depressioni o malattie d’altro tipo senza poter ricevere, peraltro, il supporto che in situazioni normali sarebbe possibile ricevere. Potrebbe addirittura subentrare nei confronti del carnefice una vera e propria “Sindrome di Stoccolma”, inducendole falsamente a vedere in questi il proprio salvatore.

Come ci si rende conto di essere all’interno di una relazione disfunzionale o manipolata? Quali sono i segnali e le modalità  tipiche?

Occorre innanzitutto ascoltare la propria pancia, seguire l’istinto. Quando ci si ritrova all’interno di una situazione di questo tipo si avverte un disagio diffuso e si sente una vocina interiore che ci dice che stiamo sbagliando a sopportare o rimanere. E’ assolutamente sbagliato ignorare i segnali del corpo e sottovalutare i nostri reali stati emotivi. Si tratta dei principali e primi campanelli d’allarme super attendibili.Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia

Quali sono le leve emozionali che ci rendono maggiormente soggetti a entrare in una relazione manipolatoria?

Senso di colpa e paura in primis.

La   vittima   ha   corresponsabilità   e   comorbilità   nelle   relazioni “tossiche”?

Il più delle volte sì. Certe dinamiche non si innestano unilateralmente ma richiedono necessariamente la partecipazione di almeno due parti. La vittima, restando nella relazione disfunzionale, spesso concorre ad alimentarla nella vana illusione di poter ottenere dei cambiamenti. I cambiamenti non arrivano e la vittima persiste ostinandosi ad aspettare qualcosa che non arriverà mai e subendo all’inverosimile. C’è una sola strada da intraprendere quando le cose non funzionano in una relazione di qualunque natura: andarsene.

Concludiamo   citando   il   suo   nuovo   libro “Le   parole   per difenderci”, un vero e proprio vademecum per riconoscere e gestire la comunicazione manipolatoria. Dunque ci si può salvare dalle relazioni distruttive?

Certo che ci si può salvare. Basta volerlo veramente. Ho scritto questo manuale per dare alle persone che si trovano a contatto spesso quotidiano con manipolatori e manipolatrici, nella vita sentimentale, in famiglia, a scuola o sul lavoro, la possibilità di riconoscere e utilizzare l’arma maggiormente usata dagli stessi per arrecare disagio e destabilizzare: la comunicazione. Si tratta della chiave utile a smascherare chi ci vuole manipolare. La comunicazione come arma di difesa? Certo. Una volta apprese le regole base della loro comunicazione aggressiva, ambigua, caotica e contraddittoria, ci si può attrezzare per contrastarli, soprattutto laddove liberarsene rappresenti un’impresa difficile, come può essere nel caso di un familiare, un collega o un insegnante. E’ uno strumento che vorrei potesse essere utile anche ai più giovani, perché partendo dalla loro rieducazione vi possa essere meno sofferenza, un domani, nelle relazioni.Narcisismo patologico l’epidemia nell’epidemia

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