Nato: la svolta di Madrid da Kiev a Pechino alla Libia 

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Nato la svolta di Madrid da Kiev a Pechino alla Libia 
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” Russia and China first, but also Africa”, Mosca e Pechino innanzi tutto, ma occhi puntati anche sull’Africa sintetizzano a Madrid i vertici della Nato alla vigilia del decisivo summit che, dall’Ucraina, all’aspro confronto con russi e cinesi, all’instabilità del Mediterraneo e dell’Africa, delineerà la roadmap, le priorità dell’Alleanza atlantica per i prossimi anni.

Dopo il positivo impatto internazionale del G7 in Germania, per disinnescare gli eventuali punti di contrasto, alla vigilia del vertice si è svolta una pre riunione con Turchia, Svezia e Finlandia sul tema dell‘ingresso dei due Paesi nordici nella Nato. Ingresso sul quale Ankara avrebbe iniziato a rimuovere le iniziali obiezioni riguardanti l’asilo politico assicurato dai due paesi agli esponenti del governo Curdo in esilio.

Appofondito l’incipit riservato all’Ucraina, invasa e devastata dalla Russia di Putin, nei confronti della quale viene assicurata una crescente assistenza militare e incessanti forniture di armamenti sempre più efficaci e sofisticati, sarà affrontato il tema della crescente spinta antioccidentale della Cina.

Se l’ invasione dell’Ucraina ha trasformato la Russia da avversaria a “principale minaccia diretta della Nato”, ha affermato  il Segretario Generale dell’Alleanza, Jens Stoltemberg, l’imponente pressione economico commerciale e l’aggressività dell’intelligence cinese nei confronti dell’Europa, degli Stati Uniti e di tutti i paesi occidentali, compresi Giappone, India e Indonesia, richiede un salto di qualità strategico difensivo della Nato per monitorare Pechino.Nato: la svolta di Madrid da Kiev a Pechino alla Libia 

Il terzo tema principale del vertice di Madrid è quello che riguarda ancor più direttamente l’Italia e gli interessi euromediterranei del nostro Paese: l’instabilità nel Mediterraneo e nella Libia dell’infinita guerra civile, la sicurezza dell’Africa settentrionale e subsahariana, con annesse le spine dell’immigrazione clandestina e del terrorismo islamico. Tutti aspetti nell’ambito dei quali il Governo Draghi ha recuperato nell’ultimo anno un ruolo da protagonista per l’Italia.

L’invasione russa dell’Ucraina ha messo a nudo anche la politica imperialista di Putin in Libia dove Mosca ha inviato i sedicenti mercenari del gruppo Wagner, controllati direttamente dal Cremlino,  che hanno destabilizzato il nord Africa e l’intera fascia del Sahel.Nato: la svolta di Madrid da Kiev a Pechino alla Libia 

A Madrid a supportare il ruolo dell’Italia in Maghreb oltre agli Stati Uniti di Biden è pronta a schierarsi anche la Spagna del governo socialista di Pedro Sanchez, alle prese con una crisi migratoria culminata nella terribile strage di Melilla, sulle coste marocchine, e che spinge per inserire l’immigrazione tra le “minacce ibride” per la Nato.

In questa prospettiva al  baricentro italiano giovano due  inviti inediti al vertice Nato. Quello della Mauritania, partner strategico nel Sahara Occidentale al confine con il Mali ormai sprofondato nell’instabilità e terra di transito dei flussi migratori verso le coste spagnole. E quello della  Giordania, tra i più fedeli alleati della Nato in Medio Oriente, perno degli equlibri geografici e strategici fra Siria, Iraq e Israele. Se l’Ucraina monopolizzerà il fulcro del vertice Nato di Madrid, e alla Russia e alla  Cina sarà riservato il ruolo di “rivali sistemici”, l’impegno sul fianco Sud definirà l’ampiezza della nuova strategia preventiva e insieme difensiva dell’Alleanza.Nato: la svolta di Madrid da Kiev a Pechino alla Libia 

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