Pandemia Italia peggio di Caporetto e 8 settembre

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Pandemia Italia peggio di Caporetto e 8 settembre
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Alla Città eterna, che si vanta di aver visto e digerito tutto: imperatori, barbari, Papi, fascisti e nazisti, democristiani e comunisti, Bonaparte e Malaparte, mancava – ma ne avremmo fatto tutti molto volentieri a meno – questa greve e tragica esperienza dell’inestricabile pandemia Italia che sta incartando l’intero Paese in una melassa letale.Pandemia Italia peggio di Caporetto e 8 settembre

Un gigantesco caos politico e burocratico che, con le dovute differenze rispetto allo stato di guerra, si avvia a superare per gli effetti economici e sociali catastrofici, i due precedenti nazionali più nefasti: la disfatta di Caporetto e l’otto settembre, con la fuga del Re e il Paese abbandonato al nemico.

A poco più di un secolo da Caporetto e a 77 anni dalla tragedia dell’8 settembre 1943, sui palazzi del potere romani aleggia quella sorta di analoga sindrome dell’inconcludenza, dell’eterno rinvio e delle sabbie mobili della burocrazia.

Con l’aggravante fatale che questa volta il nemico non è schierato davanti a noi, ma è dovunque. E’ all’interno delle abitazioni, degli uffici e sui mezzi di trasporto, per strada, nelle nostre tasche.

Una situazione paradossale, avvertita e denunciata da molti parlamentari a Montecitorio e al Senato, ma che fino adesso non ha modificato il sostanziale immobilismo dell’esecutivo. Mentre si moltiplicano le sollecitazioni per una verifica politica. Formula utilizzata per dire e non dire che è necessario, se non un nuovo Governo, almeno un rimpasto per resettare e riavviare un Paese allo sbando e sempre più in bilico fra l’abnorme debito pubblico e l’emergenza Covid-19.Pandemia Italia peggio di Caporetto e 8 settembre

Parlare apertamente di una crisi di governo a causa dell’incubo della pandemia è diventato un tabù. Fra le file del Pd, dei 5 Stelle tendenza Di Maio, fra i renziani e i vari “responsabili” di Forza Italia e del Gruppo Misto, il tema viene comunque continuamente approfondito alla ricerca, fino adesso vana, di una soluzione praticabile e condivisa sul nome del Presidente del Consiglio.

Oltre alla raccolta di firme per introdurre il voto da remoto per i lavori parlamentari, proposta dal deputato e costituzionalista Pd Stefano Ceccanti, un’altra iniziativa che mira a smuovere l’immobilismo é quella dell’intergruppo Camera-Senato denominato “Mes subito“, lanciata dai Deputati di Italia Viva Camillo D’Alessandro, vice presidente commissione lavoro, e Vito De Filippo della commissione sanità.

Fra le tante le adesioni, ancora in corso, per il PD si è detto d’accordo il vice segretario Andrea Orlando, per Italia Viva Matteo Renzi, per Forza Italia Renato Brunetta, per i  5Stelle Giorgio Trizzino.

“Il riacuirsi del contagio, accompagnato dalla proroga dello stato di emergenza –  evidenziano gli aderenti all’interguppo “Mes Subito”- impongono la necessità di utilizzare tutte le risorse disponibili a favore del sistema sanitario nazionale, a partire dal Mes, senza rinvii e nell’ottica della funzione centrale del Parlamento che attivi ogni iniziativa utile per scongiurare il rischio della perdita di fondi irripetibili, nelle condizioni di accesso, restituzione e nell’ammontare delle risorse disponibili, per la sanità italiana.“

Sul Mes si potrebbe incardinare una svolta. Dalla spinta potrebbe scaturire un’onda d’urto concentrica per dar vita ad un esecutivo per la ricostruzione. Un esecutivo da formare e rendere operativo in una settimana, col concorso di tutte le forze politiche disponibili e la regia di esperti super partes.

Tutte le altre soluzioni richiedono tempi lunghi, che un Paese praticamente in rianimazione come l’Italia non può permettersi.Pandemia Italia peggio di Caporetto e 8 settembre

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