Parole non son altro che parole ma rappresentano tutto

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Parole non son altro che parole ma rappresentano tutto
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Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta. Storie di vita e vicende vissuteParole non son altro che parole ma rappresentano tutto

by Valeria D’Onofrio

Che strana relazione ho con le Parole, ci pensavo proprio ieri. Inerme, ne subisco il fascino, in un rapporto di inopponibile sudditanza. Le Parole fanno di me ciò che vogliono, mi circuiscono, mi catturano, mi rapiscono, portandomi in luoghi lontanissimi dai quali spesso faccio fatica a ritornare. E non posso evitarlo, né evitarle, perché non ce ne sono di più o meno pericolose.

Le Parole hanno tutte la stessa forza. Anzi, forse sono proprio quelle apparentemente insignificanti ad esercitare su di me gli effetti più inaspettati.

Certo Amore, Vita, Sogno, Anima… Ma, volete mettere il potere di una parola come, che so… “Mensola”? Ecco, per esempio, io posso essere rapita anche dalla parola “mensola”, e non è che poi mi ritrovo all’Ikea, ma in un luogo sospeso dove potrei aver appoggiato di tutto.

Un’idea in attesa, un accendino scarico, una fotografia sbiadita o che non ho mai scattato, un’emozione in cerca dell’attimo in cui esprimersi. E così vale per tutte le altre Parole.

A volte mi sento sopraffatta, circondata, ed è proprio quando mi accerchiano e premono sui miei pensieri che mi accorgo di abbandonarmi docilmente ad una resa totale. Infatti, non è un caso che io legga lentamente. Molto lentamente. Perché nello scorrere le Parole sul rigo finisco per distrarmi e deragliare, per uscire dal contesto. Ne seguo una, o peggio, due o tre non in sequenza, e poi inizio a studiare una nuova formula, mettendoci dentro sostanze nascoste nel mio intimo.Parole non son altro che parole ma rappresentano tutto

Tenere insieme Parole apparentemente disconnesse, trovare per loro un’organizzazione improbabile, eppur credibile, è terapeutico per la mente, soprattutto quando la sento stordita da inutili bombardamenti. Sono piccole storie emotive che nascono con una precisa caotica volontà. Raccontare il non pensato andandolo a stanare da quel ‘dentro di te’ stretto, profondo, buio, calandogli giù un filo invisibile. Consentendogli di aggrapparvisi e tirando su delicatamente. Bisogna far piano con le Parole, perché sono creature sensibili. All’improvviso possono chiudersi in se stesse, indurirsi nel loro più freddo significato. E quando succede è finita. Una “mensola” torna ad essere una mensola e tu in un attimo ti ritrovi all’Ikea.

Che strana relazione ho io con le parole, ci pensavo proprio ieri. Le leggo, le scrivo, le ascolto, le seguo, le inseguo, lascio che mi riverberino dentro una storia nuova, di intrecci casuali eppur perfetti, come se quell’incastro fosse l’unico possibile.Parole non son altro che parole ma rappresentano tutto

maggiemusic@gmail.comRiflessione apparentemente autobiografica e invece universale e di grande profondità, quella della giornalista e autrice radiotelevisiva Valeria D’Onofrio. Le parole, la loro scelta, il modo con il quale vengono pensate ed enunciate, hanno un’importanza fondamentale nella vita di tutti. E connotano il coinvolgimento esistenziale. “A chi più amiamo, meno dire sappiamo“ afferma non a caso un antico proverbio. E sono proprio le parole l’epicentro della tumultuosa evoluzione dialettica e digitale in corso. Una evoluzione contrassegnata da meno poetica e più acronimi, pochi colori e più icone. Parole come fulmini, insomma, nell’oceano perennemente in tempesta del web. Una rivoluzione epocale che sta imprimendo effetti anche su psiche e linguaggio. Il futuro é ogni giorno sempre più alle spalle di ciascuno di noi.  Ma per la maggior parte delle generazioni contemporanee, le parole conservano ancora il fascino, il significato ed il senso immediato acquisito fin dall’infanzia. Un’originalità che fa parte di Dna ancora liberi e rispondenti ad un’anima estranea alla memorizzazione lineare degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale.

 

 

 

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