Pasqua e la lunga marcia di Draghi Conte Letta e Salvini

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Pasqua e la lunga marcia di Draghi Conte Letta e Salvini
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Coincidenza di resurrezioni e rigenerazioni per la Pasqua della politica. A cavallo fra la settimana santa e il dopo pasquetta, dal Premier Mario Draghi che martedì 6 aprile si reca in visita a Tripoli per sottolineare il sostegno al nuovo governo di unità nazionale di Abdul Hamid Dbeibah e resuscitare il ruolo dell’Italia in Libia, a Giuseppe Conte, Enrico Letta ai leader del centro destra, l’intero fronte politico italiano si sta riposizionando.

Pasqua e la lunga marcia di Draghi Conte Letta e Salvini
Il nuovo leader libico Abdul Hamid Dbeibah  (l’immagine di copertina è tratta da Micromega.net)

Soprattutto Conte che ha avviato la difficile trasfigurazione ideologica e programmatica dei 5 Stelle. Dei due obiettivi uno l’ha già conseguito, cioè quello di riposizionare i grillini nell’alveo dell’affollato centrosinistra. Mentre il tentativo di trasformare un Movimento fondato sulla logica dell’arrembaggio e dell’apriscatole della politica in un partito parlamentare ossequioso dei regolamenti, lascia prevedere incognite e tempi lunghi.

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Giuseppe Conte  Enrico Letta  Matteo Salvini  Mario Daghi

Enrico Letta, alle prese con quella sorta di Shanghai politico al quale ha trovato ridotto il Pd, che richiede un’altissima dose di pazienza, attenzione e destrezza nei movimenti, ha rimescolato gli assetti dei gruppi parlamentari e avviato trattative sul doppio fronte del Nazareno e dei 5 Stelle in vista delle candidature unitarie alle amministrative di Roma, Napoli, Torino e Bologna.

In attesa di verificare se i nuovi vertici dei gruppi parlamentari, Simona Malpezzi al Senato e Deborah Serracchiani a Montecitorio non abbiano in realtà lasciato invariata la situazione rispetto all’influenza delle correnti interne del Pd, la scelta del candidato unitario o meno per il Campidoglio rappresenta per il nuovo segretario dem la chiave di volta dell’esito delle amministrative d’autunno.

Se a Napoli, nonostante l’annunciata presenza della lista dell’ex Sindaco Antonio Bassolino, reduce da ben 19 assoluzioni giudiziarie, la candidatura del Presidente della Camera Roberto Fico rappresenterebbe una scelta unitaria condivisa da Pd e 5 Stelle, a Roma l’ostinazione a ricandidarsi della Sindaca Virgina Raggi, la partecipazione alle primarie dell’ex ministro dell’economia Roberto Gualtieri e l’intenzione di Carlo Calenda di non mollare, complicano non poco la situazione.

Decisivo, nella Capitale, viene a questo punto considerato l’intervento del leader in pectore del Movimento, Giuseppe Conte.

Tentativi di resurrezione e bracci di ferro in corso anche nel centrodestra, con Matteo Salvini impegnato su tre fronti. A cominciare dal rifiuto della Lega di cedere a Fratelli d’Italia, come prevederebbe la legge, la Presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per il controllo dell’attività dell’Intelligence. Un organismo di importanza strategica, paralizzato proprio mentre si è verificato un clamoroso caso di spionaggio ai danni del nostro Paese. Una spy story che é solo un tassello del mosaico molto più esteso del crescente assedio dell’intelligence russa e cinese a tutti gli snodi strategici, militari, economici, sanitari, scientifici e politici dell’Italia, dell’Europa e della Nato.

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Salvini Orbàn e Morawiecki

Contemporaneamente alle tensioni con Giorgia Meloni, il leader leghista ha rilanciato a Budapest l’alleanza sovranista antieuropea  con i Premier ungherese Viktor Orbán e polacco Mateusz Morawiecki.

A completare la trincea salviniana si aggiungono le delicate prospettive politiche del Presidente della Lombardia Attilio Fontana, alle prese con Pandemia e inchieste varie.

Principali protagonisti del dibattito sulle speranze di resurrezioni e rigenerazioni politiche e socio-economiche di Pasqua, restano comunque a pieno titolo l’accelerazione della campagna di vaccinazione e il lockdown per tutto aprile varati dal Governo.Pasqua e la lunga marcia di Draghi Conte Letta e Salvini

Provvedimenti nei confronti dei quali, le schermaglie partitiche e di categoria si infrangono sul rigore che l’esecutivo sta mettendo in campo per uscire da una terribile pandemia che se non adeguatamente fronteggiata rischia di diffondersi ancora più tragicamente.

“Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte” affermava il poeta e filosofo Kahlil Gibran. O come più immaginificamente sosteneva Eduardo De Filippo: “Ha da passà a nuttata”.Pasqua e la lunga marcia di Draghi Conte Letta e Salvini

Fonte: l’immagine di copertina è tratta da Micromega.net

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