Presidenti e first Lady dietro le quinte del Quirinale

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Presidenti e first Lady dietro le quinte del Quirinale
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Senza fantasmi, ma con molti scheletri negli armadi risalenti alle iniquità pontificie e sabaude, l’imminente cambio di stagione politica lascia indifferente la gelida atmosfera dell’imponente Palazzo del Quirinale.Presidenti e first Lady dietro le quinte del Quirinale

Da Luigi Einaudi a Sergio Mattarella, i dodici Presidenti della Repubblica che si sono avvicendati nella ex reggia papale e imperiale hanno lasciato testimonianze non solo istituzionali e tracce talvolta poco note o ancora segrete della loro permanenza.

Presidenti e first Lady dietro le quinte del Quirinale
Al centro il Presidente Luigi Einaudi con la moglie Donna Ida. Ai lati Giovanni Gronchi ed Ivanoe Bonomi

Oltre alla mitica parsimonia di Einaudi, testimoniata dall’episodio della richiesta di dividere una pera con lui che Ennio Flaiano si sentì rivolgere a pranzo dal Presidente, il primo Capo dello Stato a risiedere al Quirinale fu costretto inizialmente a dormire con la moglie Ida nella camera degli ospiti perché all’insediamento l’appartamento presidenziale era ancora come l’avevano lasciato gli ex sovrani, che dormivano in camere separate. Einaudi e la moglie decisero allora di dormire in un altra stanza, accostando due letti.

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Giovanni Gronchi

Di Giovanni Gronchi si tramanda che gli specchi riflettano ancora le  occhiate riservate alle attrici e gli echi delle sfuriate contro le scelte di politica estera del Governo. Favorevole alle aperture terzomondiste e al rivoluzionario ruolo economico dell’Eni di Enrico Mattei, nel 1956, in notevole anticipo sui tempi, Gronchi si disse favorevole all’unificazione delle due Germanie, ma venne di fatto smentito dalla Farnesina e da Palazzo Chigi.

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Giuseppe Saragat

Sempre in politica estera, la spinta dal Quirinale alla riunificazione socialista non impedì a Giuseppe Saragat, primo Presidente di centro sinistra, di essere più atlantista della Nato. Saragat diede il via alla stagione dei messaggi presidenziali: di cordoglio, commemorativi, di solidarietà e di congratulazioni. Buongustaio, apprezzò le pregiate cantine del Quirinale. Prediligeva  i vini piemontesi, tanto da essere bonariamente soprannominato “Barbera” da Indro Montanelli.

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Giovanni Leone e la moglie Donna Vittoria

Fine giurista, napoletano orgoglioso e superstizioso, Giovanni Leone inaugurò con la moglie Vittoria Micchitto e con i tre figli l’inedita esperienza della First Lady e della famiglia presidenziale. Una fugace simil saga kennediana, con Donna Vittoria sfolgorante quanto Jacqueline Kennedy. Bersagliato da una campagna di stampa, che la giustizia e la storia hanno riconosciuto essere diffamatoria, fu il secondo Capo dello Stato a rassegnare le dimissioni, preceduto da Antonio Segni che nel 1964 si era dimesso per gravi motivi di salute. Fu invece il primo Presidente a procedere allo scioglimento anticipato delle camere, nel 1972 e una seconda volta nel 1976. A Palazzo tutti ricordano l’arguzia di Leone e la clamorosa beffa da lui organizzata nei confronti dello spietato dittatore ugandese Idi Amin Dada. Per scongiurare l’imbarazzo di riceverlo al Quirinale, lo invitò  nella tenuta di Castelporziano col personale di servizio. Ed Idi Amin si ritrovò a tavola con giardinieri e guardiacaccia, vestiti per l’occasione, convinto di trovarsi accanto a Ministri e autorità.

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Sandro Pertini

Una leggenda quirinalizia vuole che di Sandro Pertini alcuni rari tendaggi conservino i persistenti sentori del fumo della sua pipa sempre accesa. Eletto a 81 anni, il 7° Capo dello Stato inventò la presidenza pop, itinerante e mediatica. Aprì il Quirinale alle scolaresche e alla società civile e quasi lo trasformò in uno sfondo televisivo. Imprevedibile ed in grado di intercettare i sentimenti popolari fu protagonista di molteplici irruzioni mediatiche, tanto che Antonio Ghirelli l’allora portavoce del Quirinale, coniò l’appellativo di Repubblica pertiniana.

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Francesco Cossiga

Di Francesco Cossiga si è scritto molto, ma resta ancora moltissimo da scoprire. Eletto al primo scrutinio con 752 voti su 977, col senno di poi  si capì che aveva più esperienza di intelligence che di politica. Dopo quattro anni da notaio costituzionale, impegnato a ridisegnare -disse testualmente- le uniformi dei Granatieri di Sardegna, Cossiga cominciò a togliersi valanghe di  “sassolini dalle scarpe”. Anche se spesso a ragione, le “picconate” a destra e a manca fecero tremare partiti, Governo, Parlamento e magistratura. “Il Quirinale era un carcere. A volte mi sembrava di essere la comparsa di un film storico” dichiarò a Massimo Franco, nel libro “Il re della Repubblica”.

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Oscar Luigi Scalfaro e la figlia Marianna

Con Oscar Luigi Scalfaro diventa costante la presenza al Quirinale e la partecipazione ai viaggi di Stato ed alle cerimonie ufficiali della President’s daughter, la figlia Marianna. Presenza che con Ernestina Saragat era stata sporadica. Dal suo studio al Torrino, Scalfaro cavalcò telefonicamente e a quattr’occhi lo tsunami di mani pulite e svolse un ruolo a metà fra il traghettatore e il seppellitore della prima repubblica.

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Carlo Azeglio Ciampi e la moglie Donna Franca

Economista e garante dell’ingresso dell’Italia dell’Euro, il decimo Presidente, Carlo Azeglio Ciampi, eletto al primo turno con una amplissima maggioranza, sdoganò il concetto di “patria” ed impresse una rotta costituzionale finalizzata all’unità delle forze politiche e alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico. Con la moglie Franca Pilla ha rilanciato l’epopea delle First Lady. Di suo, Donna Franca ha lasciato indelebili impronte di schiettezza. Indimenticabile il suo “Dio la benedica” rivolto a Papa Giovanni Paolo II durante una visita in Vaticano. Resta l’unica First Lady che ha costretto l’ufficio stampa del Quirinale a precisare una dichiarazione della moglie del Presidente a proposito dell’affermazione fatta a Napoli «la gente del Sud è più buona ed intelligente» che aveva provocato le proteste della Lega.

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Giorgio Napolitano e la moglie Donna Clio

Primo esponente storico del partito comunista ad essere eletto Presidente della Repubblica e primo inquilino del Quirinale ad essere rieletto per un secondo mandato, Giorgio Napolitano é stato anche il Capo dello Stato più british ed europeo. Molto più di Cossiga.  Considerato un’interventista in politica, in realtà la Presidenza Napolitano ha attraversato uno dei momenti più critici del perdurante avvitamento della politica e dei partiti. In una intervista a Eugenio Scalfari Napolitano ha sottolineato che «pur essendo profondamente convinto di dover lasciare, sono stato quasi costretto ad accettare la candidatura a una rielezione come presidente della Repubblica » e ha definito lo stallo del parlamento che non riusciva ad eleggere il successore «qualcosa a cui non avevamo mai assistito. Abbiamo vissuto un momento terribile. Ho detto di sì per senso delle istituzioni. Ho ritenuto che si trattasse di salvaguardare la continuità istituzionale». Fra i  particolari inediti dei 10 anni della Napolitano family al Quirinale, viene sottolineato il piglio garbato e riservato della First Lady,  Clio Maria Bittoni. Nel settembre del 2012, Donna Clio si mise in fila come una comune cittadina per vedere una mostra d’arte su Vermeer allestita nelle scuderie del Quirinale, insistendo nel voler pagare il biglietto. Inoltre, dopo i primi anni vissuti nell’ala del palazzo del Quirinale riservata ai Presidenti, assieme al marito, si è trasferita nell’appartamento del palazzo della Panetteria, uno dei lati del Quirinale dove si sentiva più libera dai protocolli e dalle formalità.

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Sergio Mattarella e la figlia Laura

Dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la storia sta già iniziando a delineare la grande incidenza e rilevanza per la democrazia del nostro Paese. Dall’ermetico riserbo del Capo dello Stato trapelano soltanto i momenti di grande gioia delle affettuose ripetizioni dei compiti scolastici dei nipoti, che Mattarella segue assiduamente.

Mentre in vista dell’elezione del 13° Presidente, gli scenari politici tutt’attorno ai circa 61 metri sul livello del mare del Colle stanno assumendo l’aspetto nebuloso delle cime tempestose dell’Himalaya, la serenità e l’esempio civile di Sergio Mattarella attualizzano emblematicamente la saggia definizione del Mahatma Gandhi: “Serenità è quando ciò che dici, ciò che pensi, ciò che fai, sono in perfetta armonia.”Presidenti e first Lady dietro le quinte del Quirinale

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