Quirinale: il trend del candidato condiviso

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Quirinale domenica d'ammuina politica
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Quirinale specchio dell’Italia a Bruxelles. L’ Europa preme alle porte del marasma della politica italiana. Una contiguità pragmatica affinché tutti gli ideali e le svolte concrete dell’eredità di David Sassoli non si infrangano sugli scogli della cieca contrapposizione di ossessioni, ambizioni, cinismo, interessi personali di partiti e di leader, che sembra caratterizzare la mischia politica che precede l’inizio del voto del Parlamento per eleggere il 13 Presidente della Repubblica.

Quirinale il trend del candidato condiviso
Roberta Metsola

Risvolti della contiguità dell’Europa? Basta constatare che rispetto ai 43 anni, non solo anagrafici ma di prospettiva generazionale, della neo Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, la politica italiana sta in parte danzando attorno a candidati al Quirinale che di anni ne hanno in qualche caso più del doppio.

Dietro le cortine fumogene, gli effetti speciali e i finti arroccamenti, tuttavia qualcosa si muove. In controluce, dichiarazioni e mosse delle ultime ore evidenziano un trend che riguarda la ricognizione delle candidature maggiormente condivisibili da parte di tutti i partiti, i gruppi parlamentari e le singole correnti delle forze politiche.Quirinale il trend del candidato condiviso

Un elenco al momento ancora virtuale, circoscritto ad un range con tre determinanti caratteristiche: credibilità internazionale, esperienza collaudata, intrinseco valore aggiunto personale. Vi si annoverano il Presidente della Repubblica uscente, Sergio Mattarella, il Premier Mario Draghi, l’ex Ministro e attuale vice Presidente della Lombardia Letizia Moratti, il neo Presidente del Consiglio di Stato Franco Frattini e Giuliano Amato.

Una cinquina di personalità di altissimo profilo rappresentativo e con specifiche caratteristiche unitarie di condivisibilità. Oltre al top di Mattarella e Draghi, Letizia Moratti è figlia di un partigiano pluridecorato ed é da sempre concreta sostenitrice della comunità di recupero di San Patrignano. A cavallo dell’esperienza di Ministro dell’Istruzione ha presieduto la Rai ed è stata Sindaco di Milano.

Tre volte ministro, in particolare agli Esteri, Franco Frattini ha ricoperto l’incarico di Commissario Europeo e da pochi giorni è stato eletto Presidente del Consiglio di Stato. Tanto che la sua eventuale elezione al Quirinale segnerebbe il passaggio record dal vertice del Consiglio di Stato a Capo dello Stato.

Giuliano Amato è stato due volte Presidente del Consiglio, quattro volte Ministro e dal 2013 é giudice della Corte Costituzionale della quale molto probabilmente entro la fine di gennaio potrebbe essere eletto Presidente.

Quirinale il trend del candidato condiviso
Marta Cartabia

Altri nomi per il momento non raccolgono analoghi consensi convergenti. Con l’eccezione del Ministro della Giustizia Marta Cartabia che, nonostante le physique du rôle, l’età  in linea con gli standard europei e l’esperienza di prima donna Presidente della Consulta, secondo gli ambienti politici sconterebbe un deficit di accrediti esteri. E senza la continuità della credibilità internazionale l’Italia, viene sottolineato, rischia di arrancare ai margini dell’Europa e del contesto internazionale. Il metodo che aleggia fra gli schieramenti politici tende insomma a seguire il criterio enunciato nel 1870 dal pensatore americano Freeman Clarke, quello di privilegiare “l’ uomo di stato che invece delle prossime elezioni guarda alle prossime generazioni”.

La probabilità di una svolta positiva appare comunque direttamente proporzionale all’istinto di conservazione dei politici che sono coscienti di quanto lo spettacolo a reti unificate di un Parlamento frammentato, trasformato in una palude di franchi tiratori, incapace di eleggere a larga maggioranza un Presidente della Repubblica al di sopra delle parti, rappresenterebbe il suicidio delle forze politiche, che in ogni caso a pochi mesi di distanza sarebbero sottoposte al vaglio elettorale. Il Quirinale insomma come specchio e confine della credibilità della classe politica.Quirinale il trend del candidato condiviso

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