Rivoluzione soft dello ius sport

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Rivoluzione soft dello ius sport
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          L’antidoto dello ius sport Rivoluzione soft dello ius sportUn inedito Ius sport chiude il caso dei ragazzi del Tam Tam Basket di Castel Volturno. Il Ministro dello Sport Luca Lotti ha confermato che con l’emendamento inserito nella Legge di Bilancio nell’ambito del pacchetto sport, i ragazzi che frequentano la scuola italiana, anche se non hanno ancora la cittadinanza, potranno essere tesserati dalle federazioni sportive.

Il via libera del Governo all’emendamento Tam Tam rappresenta una soluzione concreta e una risposta innovativa anche sotto il profilo dell’inserimento dei giovani immigrati. Una rivoluzione soft.

Dopo le polemiche su BankItalia, lo sport segna inoltre un momento di ritrovata unità fra Pd e governo Gentiloni.

Rivoluzione soft dello ius sport Luca Lotit
Luca Lotti

Lo ius sport per gli studenti extracomunitari che frequentano le lezioni scolastiche rappresenta l’epilogo di una singolare mobilitazione dal basso. A settembre il mondo dello sport, del giornalismo, della cultura si è mobilitato raccogliendo l’appello lanciato dal coach Massimo Antonelli: in una realtà difficile come quella di Castel Volturno, commissariata proprio per la gestione delle comunità straniere, un gruppo di giovani tra i 13 e 17 anni ha preferito dedicarsi allo sport piuttosto che scegliere altre strade non raccomandabili. Tutti figli di immigrati stranieri, principalmente africani, ma tutti nati in Italia, integrati nel sistema scolastico italiano e nella società della provincia napoletana. La loro cittadinanza straniera, però, è un impedimento per l’iscrizione della loro squadra al Campionato di Basket.

Gli appelli pubblici di queste settimane chiedevano una cosa molto semplice: prevedere una deroga, o comunque trovare una soluzione straordinaria, che non infrangesse il sogno di questi giovani di calcare i campi di gioco, come tutti i loro coetanei.

Gli appelli al Coni e alla Federazione Pallacanestro si sono susseguiti per giorni, ma hanno trovato solo silenzio nelle istituzioni sportive. “Ho anche inviato una lettera al Cio, al Comitato olimpico internazionale- ha affermato l’on. Michele Anzaldi ,Pd, fra i protagonisti  della mobilitazione – Nessuna risposta, però, dal mondo dello sport.  Per tenere alta l’attenzione pubblica sulla vicenda c’è stato bisogno di presentare anche un’interrogazione parlamentare al Governo, per chiedere una valutazione sulla possibilità di intervenire in qualche modo.”Rivoluzione soft dello ius sport

Il Governo ha raccolto gli appelli ed ha deciso di intervenire subito, con una norma inserita nella Legge di Bilancio. Tutti i giovani che vivono in Italia e frequentano le scuole italiane devono poter avere il diritto di fare sport. Ora la norma passa al vaglio del parlamento, ma nel giro di poche settimane potrebbe arrivare l’approvazione definitiva. Nel frattempo le istituzioni sportive hanno superato la fase del silenzio, e anche quella delle giustificazioni burocratiche, e stanno valutando come intervenire per risolvere la questione.

“Nelle scorse settimane – ha affermato il Ministro Luca Lotti- ho incontrato in un campo di periferia un ragazzo che mi ha detto : “Io non posso giocare la domenica perché sono un extracomunitario immigrato non regolare. Posso andare a scuola, posso allenarmi con i miei compagni ma non posso però essere tesserato per giocare la domenica. Quindi abbiamo semplicemente dato risposta a una esigenza normale, che é un diritto al gioco, un diritto al gioco per tutti, percheé lo sport é di tutti, lo sport é per tutti, e lo sport serve a far giocare tutti i ragazzi”Rivoluzione soft dello ius sport

 

 

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