Costano lacrime e sangue, ma sono molte e non mollano le voci che da Mosca a San Pietroburgo a varie altre città della Russia, squarciano il silenzio letteralmente tombale imposto dal regime di Putin.
“Ma effettivamente i russi appoggiano o condannano la guerra odiosa che il Cremlino ha scatenato contro l’Ucraina? La risposta a questa domanda definirà in gran parte il posto della Russia nella storia del 21esimo secolo”. Lo scrive su Twitter il dissidente russo Alexei Navalny che afferma di percepire che l’opinione pubblica russa si sta mobilitando contro la guerra.

Una mobilitazione monitorata in maniera asfissiante e stroncata senza pietà per anziani e bambini dal Cremlino. Da qui, assicura Navalny, il nervosismo e la massiccia repressione degli sforzi disperati dei manifestanti contro la guerra.
Già incarcerato per più di un anno dopo il fallito tentativo di avvelenarlo, Navalny nonostante la minaccia di ulteriori pesanti pene detentive, evidenzia come le azioni di protesta, seppur immediatamente represse con migliaia di arresti, si svolgano quotidianamente in varie città russe dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina.


