Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall’Europa

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Pubblichiamo l’articolo analisi de La Sicilia in merito ai ritardi dell’Isola nei settori dei trasporti dell’energia e del turismo

Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall'Europa

Sicilia fra spread e gap. Evoluzione semantica di una crisi che si trascina dal miraggio del boom economico degli anni ’60.
Da allora l’Isola paga un prezzo sempre più alto per il divario, le differenze e gli svantaggi nei trasporti e nei collegamenti con l’Italia e nella mobilità interna.
A mettere ulteriormente in crisi le prospettive di sviluppo, già ridimensionate dal rapporto Svimez, si è aggiunto anche il rischio di un collasso della rete di trasporto dell’energia elettrica che, come le reti ferroviarie, stradali e portuali, non riesce a stare al passo con le crescenti esigenze del turismo, dell’import-export e degli spostamenti interni.Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall'Europa

Sicilia insomma sull’orlo di un corto circuito economico. “Se non si trova una rapida soluzione la Sicilia è destinata ad una lenta ma inesorabile agonia economica e produttiva, dove qualsiasi iniziativa di investimento è irrimediabilmente penalizzata” denuncia senza mezzi termini il Prof. Giovanni Tesoriere, Preside della Facoltà di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Enna.

Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall'Europa

Giovanni Tesoriere

Ma a mettere a rischio lo sviluppo della Sicilia sono anche i possibili contraccolpi del complesso travaglio societario che sta investendo le Ferrovie e l’Anas. Il doppio marasma della fusione prima e dello stop poi all’assorbimento da parte delle Ferrovie dell’Azienda nazionale per autostrade e strade, sta mettendo a dura prova le strutture siciliane delle due società, che negli ultimi mesi si sono infatti limitate alla manutenzione della rete viaria e al completamento degli appalti infiniti, come quello del passante ferroviario di Palermo. E’ la conferma di quello che gli esperti avevano definito un matrimonio destinato a generare più problemi e deficit che vantaggi.
“ Un nuovo carrozzone modello Iri senza alcuna giustificazione tecnica, né economica” era stata la valutazione tranchant  del Prof. Marco Ponti,   docente emerito di economia applicata al Politecnico di Milano. Considerato uno dei massimi studiosi del settore dei trasporti, nei giorni scorsi il Prof Ponti è stato nominato consulente del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per coadiuvare la Struttura Tecnica di missione per realizzare una completa e obiettiva analisi costi-benefici delle opere in via di realizzazione. A cominciare dalla Tav Lione Torino, fino al progetto per il Ponte di Messina. 

“Il Sud e la Sicilia in particolare hanno bisogno di tecnologie, non certo di cemento e nuovi appalti! Del resto il settore dei mega appalti è notoriamente presidiato, certo in forme moderne, dalla criminalità organizzata. Non occorrono più coppole e lupare, bastano bravi finanzieri ed avvocati” sottolinea Marco Ponti, da sempre propenso ad un piano nazionale di manutenzioni e allo sviluppo più autostradale che ferroviario.

Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall'Europa

Marco Ponti e il suo ultimo saggio

“ Anche in Sicilia – sostiene Ponti- le  ferrovie  assorbono un fiume di soldi pubblici in sussidi, mentre la strada, tra tasse sui carburanti e imposte varie, genera moltissime risorse per la Regione e lo Stato. Inoltre tutto il dirompente progresso tecnico che si annuncia nei trasporti con veicoli elettrici non inquinanti e a guida automatica, avverrà per il modo stradale. Stiamo spendendo una montagna di preziosi soldi pubblici in ferrovie, mentre il progresso tecnico mondiale va in direzione opposta.”  

Lo spread negativo dei trasporti determina anche un gap del flusso turistico per i beni culturali. Tutta l’Isola è un inventario unico di exempla del passato, una topografia mitica, leggendaria e storica, una costellazione  di siti archeologici e artistici, musei,  riserve naturali, cattedrali, , che rappresentano soltanto alcuni dei monumenta che costellano la Sicilia. Assieme al  primato di  circa 100 siti culturali, l’Isola comprende infatti tra il 30 e il 40 % dell’intero patrimonio artistico italiano. “Eppure rispetto alle potenzialità, il numero dei visitatori è paradossalmente basso. La percentuale di turisti che viaggiando in Europa e in Italia sono attratti dai beni culturali dell’Isola non supera il10%”  conferma Milena Romeo, Direttrice artistica di “Cento Sicilie”, rassegna promotrice della cultura siciliana.

Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall'Europa

Milena Romeo

egativa di collegamenti e trasporti non adeguati. La riprova viene dai dati turistici di giugno, luglio e della prima settimana di agosto, riguardanti la provincia di Trapani. Dati che evidenziano un calo di ben il 30% di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2017, quando ancora all’Aeroporto di Birgi era in piena attività Ryan Air.

  • Prof. Tesoriere, quale bilanci trarre? che prospettive complessive di sviluppo economico si intravedono col rischio black out dei trasporti, dell’energia e del turismo che incombe sulla Sicilia?
“Senza strade efficienti, con una ferrovia ferma all’epoca borbonica, senza interporti e con porti sotto infrastrutturati, con il rischio di infiltrazioni mafiose, con un credito tra i più cari del Paese ed oggi senza nella speranza di avere una adeguata rete elettrica ? Bé che dire ? essere ottimisti è veramente difficile. “
“In Sicilia abbiamo tutto. Ci manca il resto” ripete spesso Pino Caruso.Sicilia fra spread e gap che la allontanano dall'Europa
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