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Spagna: la scommessa unitaria del Governo di Pedro Sanchez

Adelante Pedro, con juicio, si puedes”  la frase di Alessandro Manzoni sembra riecheggiare nel Parlamento spagnolo che con 179 voti favorevoli e 171 contrari ha votato la fiducia al Premier Pedro Sanchez.

Spagna: la scommessa unitaria del Governo di Pedro Sanchez
Il Premier del Governo spagnolo Pedro Sanchez

Vincendo l’ennesima scommessa quasi impossibile, il leader socialista si é assicurato l’investitura al primo turno, dopo settimane di difficili negoziati, e potrà iniziare un nuovo mandato governativo che si preannuncia burrascoso, sia per le tensioni politiche esterne che quelle interne alla sua variegata coalizione.

Corsi e ricorsi storici. Quell’ “avanti, Pedro, con giudizio, se puoi”, si riferisce infatti all’espressione che nei Promessi Sposi di Manzoni viene usata dal Gran Cancelliere spagnolo di Milano Antonio Ferrer che si rivolge al cocchiere mentre la sua carrozza avanza circondata dal popolo in rivolta per la carestia provocata dalla peste.

Sanchez ha ottenuto la fiducia grazie agli accordi raggiunti con i partiti indipendentisti catalani Junts e Erc, Esquerra Republicana de Catalunya,  e con i baschi del Pnv. A favore del Governo progressista Psoe-Sumar, ha votato anche il rappresentante unico della Coalizione delle Canarie, che il mese scorso aveva votato a favore del leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, nel suo tentativo fallito di formare un governo.

L’intesa più complessa e travagliata é stata quella siglata dal leader del Psoe con il partito Junts, guidato dall’ex presidente catalano Carles Puigdemont, in cambio di un disegno di legge per concedere un’amnistia ai militanti del movimento indipendentista catalano inquisiti negli ultimi 10 anni. Amnistia che ha scatenato le proteste del Partido Popular e dell’estrema destra di Vox.

Con toni e interventi diversi i due partiti denunciano in sostanza che Sanchez pur di rimanere alla Moncloa, il palazzo del Governo,  avrebbe svenduto il Paese agli indipendentisti. Un “colpo di Stato”, ha esclamato in Parlamento il leader di Vox.

Pur se le manifestazioni di piazza della destra non hanno raccolto la partecipazione che ci si aspettava, suscitano allarme la presenza di elementi nostalgici del regime franchista e in alcuni casi filo nazisti, protagonisti di violenze e disordini.

Secondo gli ambienti politici madrileni anche l’ala conservatrice della magistratura disapprova l’amnistia, tanto che la relativa legge rischia già di arenarsi sugli scogli della Corte Costituzionale. Che il nuovo governo Sanchez parta in salita lo evidenziano anche gli ultimatum del fronte catalano. I partiti indipendentisti non si nascondono che Sanchez ha “venduto” loro una macchina senza motore.Spagna: la scommessa unitaria del Governo di Pedro Sanchez

La preannunciata  via crucis giudiziaria, e quindi l’effettiva applicazione dell’amnistia  non dipenderà dal governo. Ma gli accordi prevedono anche i  finanziamenti regionali e i trasferimenti di competenze. Tutte materie su cui i catalani non transigeranno, ma che non sono di immediata attuazione. Ai loro occhi Sanchez é quello che ha riscosso in anticipo, ma ora attendono che gli impegni vengano rispettati.

Una situazione analoga si prospetta anche con i nazionalisti baschi, che attendono le loro contropartite politico economiche.

Come se non bastasse, a complicare la vita del neonato governo Sanchez serpeggiano varie  divisioni interne agli schieramenti nazionalisti: sia in Catalogna che nei Paesi baschi si avvicinano le elezioni regionali, ed é difficile che il dibattito eviti qualsiasi riferimento al passato caratterizzato da faide e divisioni politiche.

Per i commentatori spagnoli, il “juicio” di Pedro é quello  dell’unità nazionale. Un ritorno alla concordia nazionale, con scelte politiche che vengano percepite come tali. Le uniche che potrebbero permettergli di non pagare troppo nei sondaggi la scelta di concedere l’amnistia, almeno a medio termine.Spagna: la scommessa unitaria del Governo di Pedro Sanchez

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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