Status single la svolta della condivisione

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Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta. Storie di vita e vicende vissute Status single la svolta della condivisione

by Maggie S. Lorelli

Status single. Il Sole era sorto d’improvviso nella mia vita. Avevo deciso di fare a meno degli uomini. Allo scoccare dei 40 potevo scegliere di percorrere mestamente il viale del tramonto della sterilità, ovvero la senilità sterile, unendomi alla schiera ammorbante delle Lagnanti non maritate. Era facile riconoscerle, quindi evitarle.Status single la svolta della condivisione

Giravano a gruppi di non meno di cinque, parate a festa, eppure visibilmente depresse. Lo capivo dal colorito smunto, dalle occhiaie olivastre e dallo sguardo vitreo, fisso su qualche famigliola apparentemente felice, o su un bimbo in carrozzina. Si sa, un misto di livore e rassegnazione anima le serate delle tardone spaiate, mentre intanto i succhi vitali si prosciugano e la fonte della vita rinsecchisce.

No, non sarei stata della compagnia. Un’allergia epidermica mi ha sempre tenuto lontana dai gruppi di sole donne. Si finisce inevitabilmente per parlar male degli uomini, e di quanto sia fallimentare l’idea di coppia. Accade più o meno come agli uomini in branco allo stadio. Da sole la frustrazione sessuale affoga cremosamente nella cioccolata spalmabile, nel gruppo può sfociare nell’odio e nella violenza. Non manco di immaginare, ad ogni 8 marzo, ronde di donne che dopo la consueta pizzata si aggirano per le strade delle città per colpire, come amazzoni ardenti e furiose, con delle spranghe le suddette famiglie felici con prole al seguito, in nome della ginecocrazia.

Ad ogni modo, la mia non era una scelta dettata dal risentimento di genere, o dal senso di ingiustizia biologica per cui solo ad alcune elette è dato di accoppiarsi e procreare, mentre la schiera delle reiette invecchia riempiendo invano il calice del sangue mestruale in remissione degli altrui peccati. Era piuttosto una presa di posizione sociologica. Mi ero definitivamente convinta che la famiglia, o altro simile aggregato fondato sul diritto di copula, fosse diventato un modello sociale in declino. Ciò che vedevo intorno a me erano donne lasciate sole nella gestione delle mansioni domestiche, nella cura della prole, tradite nello spirito delle promesse nuziali e nella fiducia, e intendasi dire cornute.

Mogli annoiate che cercavano svago al di fuori delle noie del focolare, nei corsi di salsa e merengue come nei siti internet di incontri. Cinquantenni abbandonate da mariti improvvisamente ringalluzziti, dopo anni di incrostazioni putrefatte sul divano, dalla seduzione interessata di ventenni bionde e slavate.Status single la svolta della condivisione

Generalizzavo, probabilmente, ma non avevo per contro alcun esempio di coppia felice e innamorata, non oltre la data di scadenza dei latticini.

E quante volte poi mi capitava di coinvolgere le amiche madri nelle mie serate da single, ma declinavano sempre l’invito, con le mani nella pasta infarcita di torte o di pannolini sporchi, condannate ai domiciliari da una sentenza storica. Del resto, cos’è che induce una donna a pararsi a festa e imbellettarsi il viso se non la smania di farsi preda nel gioco eterno della seduzione? Ma una volta divenute preda e impagliate nel soggiorno di casa, ne uscirebbero solo per la prurigine di rifarsi prendere. Non credete a chi vi dice il contrario.

E che dire degli uomini, ancora più schiavi di convenzioni quanto mai lontane dagli istinti primordiali e dalle loro naturali pulsioni!… Ciò che per la donna è frustrazione, è per l’uomo castrazione. Nel gioco della sessualità civilizzata, è forse l’uomo la vera preda. Lo si legge negli sguardi allupati degli uomini che se ne vanno in giro con la loro donna al fianco, nel senso letterale del lupo famelico che avverte una spinta innata a cacciare la preda per bramosia. L’uomo ammogliato è un lupo in gabbia, che piaccia o no alla fidente consorte.

La favola dell’amore ha il suo lieto fine nella meraviglia del parto. Ma nessuno ci racconta cosa viene dopo: il calo del desiderio, il diniego sessuale della donna e il moto centrifugo dell’uomo dall’alcova alla velocità di risciacquo di una lavatrice. E’ lì, nel punto di fusione, che nasce l’amore; ed è lì che muore il sesso.

Sono uno spirito libero, mi ero detta che Darwin non mi avrebbe avuto! Mi sarei sottratta ai percorsi tracciati della storia e avrei disegnato le trame di un destino originale. Lo avrei fatto per tutte le altre donne sole, e poi avevo lo slogan: status single!Status single la svolta della condivisione

Avrei rinunciato agli uomini, sì, ma non al sesso. Si può estirpare il male dal corpo, ma non ci si può spogliare della carne. Chi appartenga al gentil sesso e abbia superato gli anta lo sa: non ci sono uomini degni di nota a piede libero che abbiano un’età uguale o superiore alla nostra, a voler escludere dalla ricerca le bocciofile e gli ospizi. A una minuziosa indagine statistica effettuata da me e dalla mia nutrita cerchia di amiche single risulta che il 99% degli uomini liberi appartenenti alla fascia di età fra i 40 e i 60 anni siano, in gradazioni variabili e in ordine rigorosamente alfabetico per non fare torti a nessuno: alcolisti, anaffettivi, ansiosi, avari, confusi, depressi, disoccupati, donnaioli, impotenti, nevrotici, nullafacenti, nullatenenti, tossicodipendenti, scorbutici, zoticoni e, in deroga all’alfabeto, i morti. Si è preferito escludere dal calcolo statistico i malati terminali e i delinquenti in carcere.Status single la svolta della condivisione

L’unica soluzione possibile sarebbe stato il vintage, l’usato sicuro.

Gli uomini notoriamente più disponibili sulla piazza, per i motivi che con penuria di più valide argomentazioni antropologiche si è tentato di spiegare, sono proprio quelli “impegnati”: il popolo represso degli sposati, dei fidanzati, degli accoppiati stabilmente dai tre mesi in su, salvo i casi patologici di monogamia cronica.

Sarei stata una romantica e discreta rovinafamiglie.Status single la svolta della condivisione

La mia vita è molto cambiata da qualche tempo. Ho vissuto per molti anni le ansie della mezza mela, i dispiaceri dell’abbandono, il disagio del rifiuto, il dolore del tradimento, il peso delle corna. Ora che sono una donna felice e corteggiata dagli uomini altrui posso dire di aver compiuto un grande progresso individuale, e di aver posto una solida pietra nella costruzione di una società nuova.

Gli uomini migliori in circolazione devono essere condivisi, si devono passare come le canne. Solo quando la proprietà privata e l’uso personale esclusivo saranno banditi, la solidarietà femminile potrà realizzarsi e la parità dei sessi tanto auspicata potrà dirsi compiuta.

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Maggie S. Lorelli

maggiemusic@gmail.com  Fra le righe dell’amaro monologo, non si sa quanto autobiografico e quanto teatrale, della scrittrice e musicista Maggie S. Lorelli si coglie la particolarissima sensibilità che spinge verso l’intrinseca e definitiva liberazione dei sentimenti, dei condizionamenti sociali, della psicologia che fino adesso hanno circoscritto entro schemi predefiniti sensibilità, potenzialità, intelligenze, aspirazioni, sogni e ambizioni delle donne. Una autentica liberazione, matura e condivisa, che non contrappone rivendicazioni rivoluzionarie, ma si inscrive nell’evoluzione naturale del genere umano.

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