Tempeste politiche di fine legislatura

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Tempeste politiche di fine legislatura
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  Epilogo di legislatura sempre più convulso
Sull’accentuarsi dello scontro politico all’interno del Pd pubblichiamo l’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia dall’editorialista Peppino Caldarola 
Tempeste politiche di fine legislatura
Tempeste politiche di fine legislatura Peppino Caldarola
Peppino Caldarola
Scene da un Parlamento a fine legislatura.    “ I partiti possono essere brutti o belli, efficaci o no, ma non possono essere inutili. Il Pd è al limite. Non ama i suoi elettori, non rispetta i dissenzienti, misura i passi della politica a seconda che il seggio sia vicino o lontano”: parole amare quelle dell’editorialista  Peppino Caldarola, già Direttore dell’Unità e parlamentare per due legislature di Ds e Ulivo. Non riesce a capacitarsi di come gli eredi di Pci e Dc, i più grandi partiti autenticamente popolari dell’Italia della Costituzione e della ricostruzione, si siano cacciati in quello che definisce un vicolo cieco.
  • Doppio effetto Grasso e Visco. Che succede nel Pd ?
“Sta attraversando il passaggio più difficile.  Corre il rischio dell’implosione. Il caso Visco ha messo in luce come Matteo Renzi non sia in grado di condividere la leadership, neppure con un uomo pacato come Gentiloni. Il risultato è la pessima figura di entrambi e la sconfitta finale del Segretario. Il caso Grasso è invece particolarmente grave, non tanto per i consensi che farà perdere al Pd, quanto per il significato politico, morale e istituzionale della scelta del Presidente del Senato. Le sue parole per motivare la fuoriuscita sono state micidiali e hanno dato l’idea che Grasso non esce dal Pd solo per dissenso politico, ma esce dal Pd perché lo ritiene irrecuperabile e irriformabile.”
  • Nel braccio di ferro fra Nazareno e Palazzo Chigi sembra di rivedere le dimissioni imposte dalla Dc di De Mita al Governo presieduto dal democristiano Giovanni Goria ?
“Ricordo bene. Tuttavia quel conflitti avevano un chè di regolato. Quando le liti interne al partito cattolico superavano una certa soglia, l’opposizione comunista accusava la Dc di scaricare i suoi conflitti sul paese. Tuttavia si sapeva che ci sarebbe stato un congresso, una direzione nazionale, in cui la lite o si componeva o dava vita ad altre leadership. Nel caso odierno è una battaglia selvaggia fra una preda, Gentiloni, che cerca di salvare la pelle, e il cacciatore che spara da tutte le direzioni. Brutta politica.”
  • Che scenari all’interno del Pd dopo il voto in Sicilia ?

“Il voto siciliano aprirà un profondo dibattito nel Pd. Conterà molto il confronto fra i voti di Micari e Fava ed anche  la loro somma. Gli anti renziani, vecchi e nuovi, metteranno in fila le sconfitte elettorali e porranno il problema della leadership. Per ora tacciono. O stanno preparando il regicidio o sono atterriti dall’idea di una battaglia che li porti fuori dal parlamento. Nel Pd Renzi resta ancora il più forte perché è il più spregiudicato.”

Tempeste politiche di fine legislatura Piero Grasso
Claudio Fava Giancarlo Cancelleri Fabrizio Micari Nello Musumeci
  • Prospettive in caso di successo di Musumeci o di Cancelleri ?
“L’unica vera prospettiva nazionale sta nell’eventuale affermazione di Musumeci, che galvanizzerebbe l‘elettorato di centro-destra e darebbe forza Berlusconi per tenere unito il suo schieramento. Per i Grillini si tratterebbe solo di una tappa di un lungo giro d’Italia”
  • La  scelta del Presidente del Senato è in qualche modo collegabile al no al Pd per le elezioni siciliane ?
“Penso di si. Il presidente Grasso da tempo non ha mostrato di sentirsi a suo agio nel Pd, dal cui dibattito si è rigorosamente e istituzionalmente tenuto fuori. Non ha voluto fare l’uomo simbolo in Sicilia perché non gli piaceva di fare il rappresentante di un modo di fare politica completamente opposto al suo stile e alla sua visione della politica.”
  •  Quanto inciderà il rosatellun sull’esito delle politiche?
“Il  rosatellum farà perdere il Pd, perché il partito di Renzi è il meno coalizionale che ci sia, quindi difficilmente troverà alleati a sinistra a cui chiedere di fare la desistenza nei collegi. E anche perché il rosatellum e il dibattito successivo hanno aperto una nuova ferita nell’elettorato più di sinistra del Pd. Non si capisce che cosa Renzi abbia guadagnato da questa operazione, se non il sogno, per così dire, di governare con Berlusconi. Può capitare, però, che ad urne chiuse sia Berlusconi a non volere più governare con lui ! ”Tempeste politiche di fine legislatura
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