Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

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Tutta la riforma del Csm articolo per articolo
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La bozza della riforma del Csm in arrivo sul tavolo del Governo comprende 41 articoli. Per iniziare i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, ridotti a 24 dalla riforma del 2006, tornano a 30: venti togati e dieci laici.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

L’elezione dei togati avverrà con voto in due turni in 19 collegi. Ogni collegio, stabilisce la riforma, deve esprimere un numero minimo di dieci candidature, di cui cinque per ciascun genere, e rispettare la parità di genere anche nel caso in cui esprime un numero superiore di candidature.

Quando le candidature sono in numero inferiore a dieci oppure non rispettano la parità di genere “l’ufficio elettorale centrale procede, in seduta pubblica, ad estrazione a sorte delle candidature mancanti tra i magistrati che sono eleggibili in modo tale che, tramite estrazione da elenchi separati per genere, sia raggiunto il numero minimo di candidature e rispettata la parità di genere”.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

Per i laici no al passaggio diretto Governo-Csm

I componenti da eleggere dal Parlamento, preventivamente auditi dalle competenti Commissioni parlamentari, sono scelti tra i professori ordinari di università in materie giuridiche e tra gli avvocati, conquindici anni di esercizio professionale, purché non siano componenti del Governo o non lo siano stati negli ultimi due anni, non siano componenti delle giunte delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano o non lo siano stati negli ultimi due anni.

Chi entra in politica mai più in toga

Alla cessazione del mandato i magistrati che per un periodo superiore a sei mesi hanno ricoperto la carica di parlamentare nazionale o europeo, di componente del Governo, di consigliere regionale o provinciale nelle Province autonome di Trento e Bolzano, di Presidente o assessore nelle giunte delle Regioni o delle Province autonome di Trento e Bolzano, di sindaco in comuni con piu’ di centomila abitanti, sono inquadrati in un ruolo autonomo del ministero della Giustizia o di altro ministero.

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Plenum del Csm in assetto anti covid-19

Accesso in Magistratura

L’accesso in magistratura prevede il ritorno a un concorso di primo grado, senza restringimenti aprioristici della platea dei partecipanti. L’obiettivo, come sottolinea la relazione illustrativa, è “abbassare l’età media dell’ingresso in magistratura e di evitare quei lunghi periodi di attesa che precludono la partecipazione al concorso agli appartenenti alle famiglie meno abbienti”.

Si stabilisce poi di consentire alla Scuola superiore della magistratura di organizzare, anche in sede decentrata, corsi di preparazione al concorso per magistrato ordinario, stabilendo che questa attività venga svolta in favore di laureati in possesso dei requisiti previsti e che abbiano già dimostrato un interesse per l’accesso alla magistratura svolgendo il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari. È stato anche fissato come specifico criterio che i costi siano a carico dei partecipanti in una misura che tenga conto delle condizioni di reddito dei partecipanti. La norma interviene anche sullo svolgimento delle prove orali del concorso per l’accesso alla magistratura. Attualmente, vertono su dieci gruppi di materie e diciassette materie specifiche, tra le quali anche elementi fondamentali di diritto romano. Tenuto conto del tempo limitato a disposizione dei candidati per prepararsi all’esame orale e della necessità di contenere la durata della prova orale entro un tempo ragionevole, evidenzia la relazione illustrativa, in presenza di un numero di materie così imponente “è inevitabile che i componenti della commissione non possano svolgere un esame approfondito delle conoscenze dei candidati e della loro capacità di ragionamento. La legge delega prevede quindi di limitare il numero della materie oggetto della prova orale, individuando quelle che dovranno essere certamente mantenute nel diritto civile, diritto penale, procedura civile, procedura penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto comunitario, diritto del lavoro ed ordinamento giudiziario, fermo restando il colloquio in lingua straniera”

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Uno dei precedenti concorsi per l’accesso in Magistratura

Assetto organizzativo 

I 41 articoli prevedono modifiche del sistema di funzionamento del consiglio giudiziario e delle valutazioni di professionalità e ancora disposizioni concernenti l’operatività del Consiglio Superiore della Magistratura.

Il ddl prevede criteri di delega in materia di riordino dell’assetto organizzativo della magistratura, con riferimento alle funzioni direttive e semidirettive e alla ridefinizione dei criteri di accesso alle funzioni di Consigliere di Cassazione e di sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, nonché all’organizzazione dell’ufficio del Pubblico Ministero e alle procedure di adozione delle tabelle organizzative degli uffici giudicanti.

I criteri prevedono l’applicazione dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, partecipazione, pubblicità e trasparenza con l’introduzione di vincoli procedimentali nella deliberazione dei posti direttivi e semidirettivi.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

Nomine

I procedimenti per l’attribuzione degli incarichi direttivi e semidirettivi dovranno essere inderogabilmente avviati e istruiti secondo l’ordine temporale con cui i posti si sono resi vacanti, fatta eccezione solo per i posti di primo Presidente della Corte di Cassazione e di Procuratore Generale presso la Suprema Corte. Cariche alle quali ineriscono specifiche attribuzioni, non delegabili ad altri, rispetto alle quali vi è l’esigenza di evitare periodi di vacatio.

Nel corso delle istruzioni, il Csm dovrà procedere, nei procedimenti per la deliberazione dei posti direttivi all’audizione dei candidati, che avverrà se almeno tre componenti della commissione competente lo richiederanno.

Dovranno essere sentiti i rappresentanti dell’avvocatura, i magistrati e i dirigenti amministrativi assegnati all’ufficio giudiziario di provenienza dei candidati, con l’onere di prevedere che gli esiti di quelle audizioni debbano essere specificamente esaminati nell’ambito della valutazione complessiva.

Tutti gli atti dei procedimenti dovranno essere pubblicati, allo scopo di consentire un controllo, sia a tutti i magistrati, nel nome dei quali l’autogoverno è esercitato, sia a tutti i cittadini, che hanno un interesse diretto all’organizzazione della giustizia e alla scelta dei soggetti destinati a gestire gli uffici.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

Requisiti candidati

La bozza di ddl prevede la  modifica dei requisiti per il conferimento delle funzioni direttive prevedendo che: per il conferimento delle funzioni direttive di primo grado sia richiesto in base alle dimensioni dell’ufficio, il conseguimento almeno della quarta o della quinta valutazione di professionalità, invece  della terza e quarta valutazione, come attualmente previsto dalla normativa vigente.

Per il conferimento delle funzioni direttive di secondo grado, di procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e funzioni direttive di legittimità, sarà richiesto il conseguimento non più della quinta, ma almeno della sesta valutazione di professionalità e per il conferimento delle funzioni direttive superiori di legittimità – giudicanti e requirenti – il conseguimento della settima valutazione di professionalità.

Standard capi uffici

Per assicurare che i nuovi capi degli uffici siano dotati di adeguate doti manageriali, viene prevista che la partecipazione degli aspiranti alle procedure per la copertura di posti direttivi sia subordinata sia alla frequentazione presso la Scuola superiore della magistratura di specifici corsi, della durata di almeno tre settimane, sia al superamento di una prova finale, la cui valutazione è rimessa al Consiglio Superiore della Magistratura.

Prevista anche l’individuazione, ai fini della nomina alle funzioni direttive e semidirettive, quando occorra procedere alla comparazione delle attitudini dei candidati, di puntuali parametri e indicatori delle attitudini, questi ultimi suddivisi in ‘generali’ e ‘specifici’, e distinti per tipologia di ufficio, con previsione che il legislatore individui, in relazione alle diverse tipologie di ufficio, gli indicatori specifici destinati a prevalere sugli indicatori generali nella valutazione delle attitudini.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

Anzianità

L’anzianità viene mantenuta quale criterio residuale a parità di valutazione risultante dagli indicatori.

Viene previsto che, ai fini della conferma nell’incarico direttivo e semidirettivo, il Consiglio Superiore della magistratura debba sentire i magistrati dell’ufficio e il Consiglio dell’ordine degli avvocati.

Valutazioni

La bozza di DDL prevede inoltre un procedimento per la valutazione dell’attività svolta nell’esercizio di un incarico direttivo o semidirettivo anche in caso di mancata richiesta di conferma e che l’esito di questa valutazione sia considerato in caso di partecipazione a successivi concorsi per il conferimento di altri incarichi direttivi o semidirettivi.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

Termini

Viene cioè introdotto il principio che il magistrato titolare di funzioni direttive o semidirettive, anche quando non chiede la conferma, non possa partecipare a concorsi per il conferimento di un ulteriore incarico direttivo o semidirettivo prima del decorso di cinque anni dall’assunzione delle predette funzioni.

Viene prevista la possibilità che la reiterata mancata approvazione dei provvedimenti organizzativi del capo dell’ufficio venga ad essere valutata quale fattore ostativo alla conferma nell’incarico direttivo, allo scopo di assicurare l’adozione di provvedimenti organizzativi conformi alle indicazioni provenienti dal Consiglio Superiore della Magistratura e di evidenziare negativamente chi ha già dato prova non positiva rispetto alla corretta applicazione degli strumenti organizzativi.

Criteri gestione uffici

Il provvedimento detta poi i criteri cui devono conformarsi le modifiche alla disciplina dell’organizzazione dell’ufficio del Pubblico Ministero, nonché i criteri per modificare le procedure di approvazione delle tabelle di organizzazione degli uffici giudicanti.

Tra questi che i principi generali per la formazione del programma organizzativo con cui il Procuratore della Repubblica determina i criteri siano individuati dal Consiglio Superiore della Magistratura e che il programma organizzativo, da adottare, di regola, con cadenza quadriennale contenga in ogni caso, tra gli altri: la costituzione dei gruppi di lavoro, ove possibili, e i criteri di designazione dei Procuratori aggiunti ai gruppi di lavoro e i criteri di assegnazione dei sostituti Procuratori ai gruppi medesimi, secondo procedure trasparenti che valorizzino le specifiche attitudini dei magistrati.

Assegnazione procedimenti

Ed ancora vengono introdotti criteri  di assegnazione e di coassegnazione dei procedimenti e le tipologie di reati per i quali i meccanismi di assegnazione del procedimento siano di natura automatica.

Viene inoltre previsto che per la formazione e l’approvazione del progetto organizzativo e delle sue modifiche si applichi la procedura di cui all’ articolo 7-bis del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, che al contempo viene semplificata. “Tale previsione – sottolinea la relazione illustrativa – assume una portata decisiva nella misura in cui riconduce al controllo del Consiglio Superiore della Magistratura le scelte del Procuratore della Repubblica in materia organizzativa, analogamente a quanto già previsto per gli uffici giudicanti”Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

Funzioni merito e attitudini

La bozza di DDL contiene pure principi per la ridefinizione dei criteri per il conferimento delle funzioni giudicanti e requirenti di legittimità. La disposizione prevede la condizione preliminare per l’accesso l’effettivo esercizio delle funzioni giudicanti o requirenti di primo o di secondo grado per non meno di quattordici anni, precisando che l’esercizio di funzioni a seguito del collocamento fuori dal ruolo della magistratura non possa in alcun caso essere equiparato all’esercizio delle funzioni di merito.

Inoltre, ai fini della valutazione di attitudini, merito e anzianità, la norma impone l’adozione di criteri per l’attribuzione di un punteggio per ciascuno dei parametri precedenti, puntando ad assicurare, nella valutazione del criterio dell’anzianità, un sistema di punteggi per effetto del quale ad ogni valutazione di professionalità corrisponda un punteggio. Nella valutazione delle attitudini, è previsto che siano considerate anche le esperienze maturate nel lavoro giudiziario, in relazione allo specifico ambito di competenza, penale o civile, in cui si colloca il posto da conferire, con attribuzione di preminenza alla capacità scientifica e di analisi delle norme e alla pregressa assunzione delle funzioni di Consigliere di Corte d’Appello e di sostituto Procuratore presso la Corte d’Appello.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

In ogni caso, il legislatore dovrà prevedere che, ai fini del giudizio sulle attitudini, le attività esercitate in posizione fuori dal ruolo organico della magistratura siano valutate nei soli casi nei quali l’incarico abbia a oggetto attività assimilabili a quelle giudiziarie o che presuppongano particolare attitudine allo studio e alla ricerca giuridica, con esclusione di qualsiasi automatismo con riferimento a categorie particolari di attività o incarichi fuori ruolo.

Da ultimo, in connessione con quanto previsto per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, si prevede, anche per la copertura dei posti di Consigliere e di sostituto Procuratore Generale presso la Corte di cassazione, l’applicazione dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, partecipazione, pubblicità e trasparenza e la pubblicazione degli atti sul sito del Consiglio Superiore.Tutta la riforma del Csm articolo per articolo

 

Fonti: Agi Public Policy Italpress

 

 

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