Vendemmia 2018 al top per qualità e quantità

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 Vendemmia 2018 regione per regione

 Vendemmia 2018 al top per qualità e quantitàIl cielo d’agosto sarà decisivo, ma le previsioni per la vendemmia 2018 sono buone e le prospettive più che positive.

”L’andamento climatico determinerà comunque volumi e qiuantità” afferma Ugo Castelletti, Segretario generale di Uiv, l’Unione Italiana Vini che  rappresenta più di 150.000 viticoltori, cioè  il 50% del fatturato italiano di vino e l’85% dell’export.

Dal nord a sud, dal Tirreno all’Adriatico in tutte le regioni si registra un’ottima partenza. La Coldiretti ha già stimato un aumento medio tra il 10% e il 20%, mentre per l’Osservatorio del vino e l’ Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, la produzione dovrebbe variare entro una forbice di 47-49 milioni di ettolitri, in ogni caso oltre ai 42 milioni del 2017. Previsioni al top anche da parte di Confragrioltura che afferma:”la  qualità delle uve appare ottima, con acidità e gradazione che sono nei giusti parametri, mentre la quantità è in netto aumento rispetto al 2017, annata piuttosto avara”

 Vendemmia 2018 al top per qualità e quantità

Più che le prospettive a convincere sono soprattuttoi numeri: sarà una vendemmia da circa 11 miliardi di fatturato che impegnerà oltre 310mila imprese agricole su circa 652mila ettari ed oltre 46mila aziende vinicole. Un comparto produttivo che tra impiego diretto in vigna, vinificazione e distribuzione commerciale dà lavoro a un milione e 300 mila persone.

Questo il quadro regionale dell’andamento e degli aumenti previsti:

  • Emilia Romagna più 25%
  • Val d’Aosta, Piemonte, Veneto, Trentino alto Adige e Umbria tra il 15 ed il 20%
  • Lombardia e Marche incremento tra il 5 ed il 10%.
  • Toscana incremento tra il 10 e il 15%
  • Lazio in controtendenza con un calo previsto di circa il 10%
  • Campania incremento tra il 10 e il 15% .
  • Nel Sud, e in Sicilia in particolare, la pioggia e grandinate hanno compromesso localmente quantità e qualità delle uve per l’insorgere di peronospora e oidio.
  • In Sicilia si prospetterebbe un raccolto del 10% al di sotto delle medie, mentre in tutta l’Isola la produzione 2018 dovrebbe aggirarsi intorno ai 4,5 milioni di ettolitri, rispetto a una media di 5 milioni.
  • Puglia e Basilicata sperano di poter recuperare il 15% delle produzione perso nel 2017
  • Sardegna in netto recupero rispetto al forte calo produttivo del 2017
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