#AboutLove: donne senza amore alla soglia degli anta

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#AboutLove donne senza amore alla soglia degli anta
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Ormoni & neuroni

domande e risposte sull’amore


#AboutLove donne senza amore alla soglia degli anta

#AboutLove. Se si è single alle soglie degli anta, che siano quaranta o i fatidici cinquanta, e l’uomo ideale non è pervenuto, fatti salvi quei pochi esemplari felicemente ammogliati, non si teme più il resto del cammino da spaiate e si comincia a pensare che non sia poi così male. Orgogliose e rassegnate, alcune di queste donne vestono animalier e tirano a campare. Ma quando meno se lo aspettano, bussa alla loro porta un uomo che non avrebbero mai considerato, nei tempi in cui erano in forma smagliante, ma che ha tutte le carte in regola per camminare al loro fianco; quel che si direbbe “un buon partito”, secondo canonici e vetusti parametri sociali. Di solito non ha meno di sessant’anni, è vedovo o divorziato, ha un fisico in via di decadimento, canizie che avanza o più spesso calvizie, e una gastrite atrofica che può rendere mefitico il bacio. Allora che fare? È preferibile rischiare di trascorrere ancora qualche anno nell’attesa di Godot, oppure considerare una possibile relazione col tardivo pretendente sul viale del tramonto?

by Sergio Anastasia

Cara Maggie, la descrizione che tu poni, contiene già la risposta. Ovvero: come possiamo piegare il corpo a un nostro desiderio? Se non ci piace una persona, come possiamo anche solo pensare di avere una relazione intima e affettiva insieme? La vera difficoltà è che i bisogni dell’essere umano sono molteplici e sfaccettati, addirittura alle volte confliggono gli uni con gli altri. Pensare, tuttavia, che assecondarne solo alcuni, per un’ipotetica migliore condizione sociale, ad esempio, o per ovviare alla solitudine, può essere un grave errore. Come, allo stesso tempo, lo sarebbe cedere esclusivamente ai piaceri del corpo. È possibile che un incontro possa generare una corrispondenza su più livelli? Sarebbe l’ideale, ma se non è così, piuttosto occorre consapevolezza e dialogo. All’interno di una relazione in cui ci si possa aprire, raccontare – condividendo anche le cose più “scomode”, paure, frustrazioni e difficoltà, il più possibile senza giudizio – è possibile trovare la chiave per raggiungere livelli di soddisfazione e di piacevolezza anche inaspettati. E, sapendo che il desiderio sessuale si genera anche dal contatto e la vicinanza, comprendere se il vituperato rospo possa anche trasformarsi in un Principe Azzurro. E, se così non fosse? Si sarà fatta comunque esperienza di vicinanza, di confronto e di contatto. Tutti vissuti che aiutano ad affrontare le angosce e i vuoti che caratterizzano i periodi di solitudine. L’importante è essere onesti: se l’altra persona desidera più di ciò che desideriamo noi, è bene prepararsi ad accettare che possa un giorno decidere di andare via. In fondo, desiderare la sua realizzazione può essere il nostro gesto di Amore più grande per una persona che ha mostrato verso di noi un interesse autentico e genuino.Foto di Nostalgia, immagini stock professionali RF | Depositphotos

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Maggie S. Lorelli, dopo la laurea in Lettere all'Università degli Studi di Torino, si laurea in Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Torino e in Didattica della Musica al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Dopo un' esperienza decennale alla Feltrinelli ha collaborato come autrice con Radio 3 Rai e Radio Vaticana e condotto programmi musicali. Ha svolto un tirocinio come giornalista presso l'agenzia di stampa Adnkronos,  scrive per varie riviste musicali specializzate, ha al suo attivo numerosi racconti e “Automi”, il suo romanzo d'esordio. Attualmente è docente di Pianoforte al Liceo musicale.