Autunno della Repubblica

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Sulle fibrillazioni  politiche e le prospettive di elezioni politiche anticipate, pubblichiamo l’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia dal Quirinalista del Corriere della Sera Marzio Bredaautunno della repubblica

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Beppe Grillo  Matteo Renzi  Silvio Berlusconi  Matteo Salvini

Dall’autunno caldo sindacale all’autunno della Repubblica. L’accelerazione sulla legge elettorale e la girandola di trattative fra Pd, Cinque Stelle e Forza Italia potrebbero fare imboccare alla legislatura il tunnel delle elezioni anticipate fra metà settembre e metà novembre. Tanto da far prospettare anche un eventuale accorpamento con le regionali siciliane del 5 novembre. Scenari tuttavia ancora ipotetici e nebulosi. “Fra Renzi, Grillo e Berlusconi nessuno si fida degli altri e sull’accordo pesano molto le reciproche convenienze, per cui non si può escludere un gioco tattico, teso a far scoprire le carte per addossare agli altri l’eventuale fallimento dell’ultima ora” osserva l’editorialista e Quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda.
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Marzio Breda

  • Rendite di posizione?
“A guadagnarci sarebbe soprattutto Matteo Renzi. Posizione di Grillo indecifrabile, mentre a perderci sarebbe soprattutto Berlusconi”. 
  • Il centro destra con quale candidato per Palazzo Chigi andrebbe al voto?
 “Ormai consapevole della propria incandidabilità il Cavaliere sta cercando un Macron italiano, una figura inedita nel nostro panorama, che qualcuno ha creduto di associare all’identikit del ministro Calenda, che si è però subito chiamato fuori.
  • Prospettivi di Lega, scissionisti Pd e sinistra, Centristi di Alfano?

 “La Lega è accreditata dai sondaggisti di un consenso intorno al 15%. Un dato di rilievo, ma che dopo il furore ultra populista non le renderà comunque facile stringere alleanze. Diverse le prospettive degli scissionisti del Pd che possono coagulare i gruppi della sinistra, mentre ad Alfano, accreditato di un peso elettorale alquanto modesto, non resta che stringere accordi e accasarsi in una futuribile maggioranza.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

 

  • Moral suasion del Quirinale
A norma di Costituzione, è il Presidente della Repubblica che ha il potere di sciogliere le Camere e mandare gli italiani alle urne. Perciò chiunque stia già almanaccando sulle date del voto lo fa abusivamente. Detto questo, Sergio Mattarella è un uomo di vasta esperienza e molto prudente, quando si tratta di difendere l’interesse nazionale. Ha chiesto al Parlamento di fare una legge elettorale, ma c’è da credere che non condivida questa smania per andare al voto in autunno. Per cui è probabile che si farà sentire, riservatamente ma forse anche in pubblico, per chiedere senso di responsabilità. In maniera che i nostri conti pubblici siamo messi al riparo”.
  • Il Paese può permettersi elezioni anticipate con l’attuale situazione economica? 
No, e per votare è meglio aspettare la scadenza naturale della legislatura nel febbraio 2018, cioè pochi mesi dopo: ecco l’obiezione di molti, politici e non solo, in queste ore. Le incognite che si aprirebbero nel caso di un voto in piena sessione di bilancio sono moltissime e non vanno considerate un puro esercizio di catastrofismo. Lo sappiamo tutti: ci aspetta una manovra durissima, lacrime e sangue. Da presentare entro il 15 ottobre e far votare dal Parlamento entro il 31 dicembre. C’è il rischio concreto dell’esercizio provvisorio di bilancio. Una prospettiva non augurabile.  Tanto più se– e sarebbe un azzardo – il governo Gentiloni dovesse predisporre una manovra che poi dovrebbe essere attuata da un altro governo.”
  • Timori per manovre speculative ? 
“Sì, molti e concreti, come ha spiegato bene la settimana scorsa anche l’ex ministro Tremonti, illustrando con dati alla mano come l’Italia sia adesso l’anello debole dell’eurozona, per l’entità del debito pubblico e una crescita ai minimi termini,  e come sia quindi fatale che la speculazione finanziaria internazionale si scateni proprio contro di noi. Minando le basi di un’economia ancora fragile”
  • Contraccolpi europei, soprattutto dopo il successo  del G7 di Taormina e il ritrovato ruolo di mediazione transatlantica dell’Italia? 
 “Questo è l’altro pericolo connesso ad elezioni d’autunno. L’Italia si è guadagnata un certo rispetto, a Taormina e anche in altri ambiti internazionali, in particolare nei rapporti con Mosca, Teheran, Cina e Medio Oriente. Non possiamo vanificare queste percorso positivo con l’ennesima instabilità”.Autunno della Repubblica intervista Marzio Breda Giornale di Sicilia
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