Piccoli Trump crescono. Assalto fotocopia, modello Capitol Hill, del Congresso e delle sedi istituzionali a Brasilia. Assalto compiuto da un’ondata di oltre tremila sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro due volte nettamente sconfitto, al primo turno e al ballottaggio, alle recenti elezioni presidenziali carioca da Ignacio Lula, legittimamente insediatosi la settimana scorsa alla Presidenza della repubblica federale del Brasile.
Immagini e scene replicano esattamente l’assalto e le devastazioni del gennaio 2021 del Congresso degli Stati Uniti a Washington da parte dei sostenitori dello sconfitto candidato repubblicano e presidente uscente Donald Trump, del quale Bolsonaro oltre che un fan è soprattutto allievo.
Impressionanti le immagini che tutti i network trasmettono da Brasilia, la folla è riuscita a irrompere nel Parlamento, il palazzo presidenziale e la sede del Tribunale Supremo Federale che si trovano nei pressi, sfondando i cordoni di sicurezza e devastando gli arredi.

Numerosi video girati con gli smart phone dagli stessi manifestanti, mostrano persone in un’aula del Senato vandalizzata. All’esterno una marea umana con la maglietta della nazionale di calcio o una bandiera nazionale sulle spalle.
La polizia sembra ora aver ripreso il controllo della situazione, eseguendo centinaia di arresti. Al momento dell’assalto ai palazzi delle istituzioni di Brasilia, Lula si trovava nella città di Araraquara, devastata da un’alluvione, ma è immediatamente intervenuto con una diretta televisiva annunciando di avere ordinato un intervento federale” che pone tutte le forze di sicurezza presenti a Brasilia sotto il controllo di una persona nominata dallo stesso Lula, Ricardo Garcia Capelli, il quale riferirà direttamente al presidente e può impiegare “qualsiasi corpo, civile o militare”, per il mantenimento dell’ordine.


