Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi

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Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi
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La piena dei ballottaggi sul Tevere e sul Po ha separato nettamente, fin dalle prime proiezioni, le sponde dei vincitori e  dei perdenti.Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi

A Roma Roberto Gualtieri è il 21esimo sindaco della Capitale dell’Italia repubblicana. Il candidato del Pd ha distaccato di oltre 20 punti l’esponente del centrodestra Enrico Michetti.

Altrettanto nettamente a Torino, Stefano Lo Russo è stato eletto primo cittadino mentre il candidato del centrodestra Paolo Damilano si è fermato al 41%.Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi

A Varese il Sindaco uscente del Pd,  Davide Galimberti ha raggiunto il 53,18% delle preferenze, rispetto al 46,82% dell’avversario leghista Matteo Bianchi.

La valanga della vittoria del centrosinistra prosegue con vari altri capoluoghi, a cominciare da Cosenza, dove Franz Caruso del Pd ha prevalso sull’omonimo sfidante del centrodestra.

La rielezione a Trieste, col circa il 52% del sindaco uscente di Forza Italia, Roberto Di Piazza, non basta ad attenuare l’insuccesso politico del centrodestra.

Proiezioni, Trieste: si va al ballottaggio - Rai News
Roberto Di Piazza

Mai come in questa occasione, infatti, le cause della pesante sconfitta si riflettono nell’ampiezza del notevole distacco, in particolare a Roma e a Torino, fra i due schieramenti.

Il primo, e più preoccupante, dato dell’analisi è quello relativo all’astensione: oltre il 10% in più rispetto al livello già allarmante primo turno. A Roma soprattutto, la massiccia astensione delle periferie ha penalizzato il candidato del centrodestra. Il che rafforza la valutazione sull’harakiri, il rituale del suicidio dei samurai giapponesi, che secondo tutti gli opinionisti e i commentatori sarebbe stato messo in atto dalla Lega e da Fratelli d’Italia con la scelta dei candidati per il Campidoglio e per Milano. Candidati non accettati e, dati alla mano, non votati dagli elettori di centrodestra.Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi

Per Matteo Salvini e Giorgia Meloni il passaggio fra l’autunno e l’inverno impatterà su tre fronti: quello esterno della contrapposizione col Pd e i 5 Stelle, quello della contestazione interna presente in larga parte fra i leghisti, che contestano le scelte tutte perdenti del segretario dal Papete in poi, cioè dell’uscita ferragostana dal primo governo Conte, e il fronte della contrapposizione fra i due leader per la leadership del centrodestra. Al rapido recupero della Presidente di Fratelli d’Italia, gli ambienti parlamentari ritengono che non corrisponderà un’analoga elaborazione del lutto da parte di Salvini.

Stretto fra l’ala governista e quella dei governatori, incalzato dagli industriali del nord e senza più l’appeal mediatica delle strette di mano con Trump e delle strizzatine d’occhi con Putin, l’ex vice premier se riuscirà a schivare il congresso anticipato della Lega, potrebbe tentare di giocarsi il tutto per tutto nella partita per il Quirinale. Un terreno minato dove gli errori determinano spaccature e prolungati isolamenti.

ControLuce - Achille Occhetto e Silvio Berlusconi - Play RSI
Achille Occhetto e Silvio Berlusconi ad un dibattito del 1994

Sulla sponda opposta, quella dei vincitori, i più saggi evitano toni trionfalistici e paventano i rischi dell’effetto Occhetto, dal nome dell’ultimo segretario del Pci e primo del Pds. Dopo l’en plein della sinistra alle amministrative dell’autunno del 1993, Achille Occhetto definì il nuovo partito “una gioiosa macchina da guerra” pronta a vincere le politiche della primavera del 1994. Elezioni invece vinte clamorosamente dal politico esordiente Silvio Berlusconi.

A preoccupare il vertice del Nazareno è la constatazione che, oltre all’impegno del nuovo Segretario Enrico Letta e all’esperienza di lungo corso del Pd, le amministrative sono state perse innanzi tutto dal centrodestra e dai 5 Stelle.Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi

I grillini, che si apprestano all’alleanza in progress col Pd, rappresentano il lato oscuro dell’epilogo inglorioso e mortificante delle amministrazioni di Roma e Torino, rette dopo il trionfo elettorale del 2017 da Virgina Raggi e Chiara Appendino. Nonostante le amministrazioni uscenti e l’ininterrotta permanenza al Governo, i 5 Stelle sono ora ridotti ad un’ameba politica che si trascina in Parlamento, ma stenta sempre di più a trovare sponde e riferimenti nel Paese.

Più che una alleanza, cominciano a pensare al Nazareno, potrebbero rappresentare insomma una zavorra. Il che tradotto in politica potrebbe significare che ai 5 Stelle saranno riservati soltanto quei pochi collegi nazionali nei quali saranno in grado di presentare candidati condivisi con i dem. Un esito da vicolo cieco.Centrodestra e 5 Stelle nel vicolo cieco dei ballottaggi

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