Check up del credito e del sistema bancario

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Ceck up del credito e del sistema bancario
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Sportello Banche

Ceck up del credito e del sistema bancario

E’ una radiografia dettagliata dello stato delle Banche e dell’economia italiana quella che è scaturita dal dibattito della prestigiosa The Italian Banking Conference 2017, organizzata dalla Luiss a Roma.

Di rilievo le diagnosi e le cure per il sistema creditizio nazionale, espresse dai vertici politici e finanziari :Check up del credito e del sistema bancario

Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di Vigilanza della Bce:”La strada che le Banche italiane stanno perseguendo é quella giusta. Abbiamo registrato un netto miglioramento nella solidità patrimoniale, sul lato dell’attivo, dei crediti deteriorati lordi, che sono scesi dal 15 al 12 per cento, anche se l’Europa é al 6%. C’e’ stato un progresso notevole anche sul versante dei crediti deteriorati netti”, ha aggiunto Angeloni ma “c’è molta strada da fare. Spero che a fine anno o all’inizio del prossimo si arriverà al completamento di Basilea 3 e credo che si arriverà ad una stabilità della regolamentazione dell’industria bancaria”.

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Ignazio Angeloni Bce

“Le banche medio piccole ”-  ha spiegato l’esponente del consiglio di vigilanza della Bce, “vanno guardate con molta attenzione, non solo per i legami con il tessuto produttivo locale, ma per le tipologie di rischio che si annidano nel radicamento sul territorio che è loro proprio”. Per Angeloni gli istituti medi e piccoli hanno spesso degli assetti proprietari e una sovrapposizione di incarichi che tendono “a dare luogo a conflitti di interesse e irregolarità, come abbiamo visto”. Troppo spesso, a suo parere, “il pool dei depositanti, il pool dei creditori e il pool degli investitori tendono a coincidere”. Interpellato sul futuro della regolamentazione bancaria negli Usa, Angeloni si é detto fiducioso sul fatto che alla fine “il buon senso finirà per prevalere e che e si salverà quella parte di regolamentazione post crisi che è necessaria”.

Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia:” Nell‘ Unione Europea servono passi in avanti per unione bancaria. Le riforme messe in campo dal governo hanno avuto successo e hanno contribuito a rendere il sistema bancario italiano meno frammentato, più solido e resiliente. Inoltre, nei casi di ricapitalizzazione – ha aggiunto Padoan, gli obbligazionisti senior e i depositanti sono stati protetti, é stata evitata una distruzione di valore e Ono stati salvaguardati i posti di lavoro. Il sistema finanziario italiano si trova ora ad un punto di svolta, ma il cammino resto lungo: vorrei chiarire che non cambio la mia idea, ha precisato il Ministro dell’Economia:”Mettiamoci però d’accordo – ha proseguito  Padoan rivolto alla  platea di banchieri – andiamo sulla direzione giusta, anche se naturalmente la velocità è sempre insufficiente”.Ceck up del credito e del sistema bancario Padoan

Fabio Panetta, Vicedirettore generale della Banca d’Italia: “ Per quanto riguarda l’economia italiana, la direzione intrapresa è quella giusta. Ora è importante lavorare alla massima velocità possibile. Le ultime informazioni che abbiamo ricevuto sono positive, c’è stato un aumento della produzione industriale. L’economia torna a espandersi, gli investimenti sono tornati a espandersi dopo la precedente caduta molto importante che ha contribuito a abbattere la crescita. Nonostante i segnali positivi, per BankItalia tuttavia la ripresa è fragile in tutta Europa, ci sono molti fattori di rischio, come ad esempio la Brexit. L’economia italiana dovrà quindi dimostrare la propria robustezza quando verrà meno l’impulso espansivo promosso dalla Bce.

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Fabio Panetta Vice Direttore Generale BankItalia

Il segreto – spiega Panetta – è continuare a attuare riforme, proseguire con la revisione normativa e rendere l’economia in prospettiva più competitiva. Resta aperto il capitolo regolamentazione: la transizione dal vecchio sistema a un regime più rigoroso può essere dolorosa per le banche – continua – Se la transizione è troppo brusca, le banche di fronte a una richiesta di denaro troppo rapida non possono far altro che tagliare il credito cercando di guadagnare di efficienza” di fronte al calo della redditività. Da evitare quindi per il vicedirettore generale di Banca d’Italia un’eccessiva regolamentazione in una situazione ancora fragile: bisogna evitare di stringere redini quando l’economia non corre. Sempre per quanto riguarda le regole europee, il problema dell’unione bancaria è avere norme omogenee in tutti i paesi. Rimangono per BankItalia eterogeneità molto importanti, per esempio per quanto riguarda le norme contabili, alcune sono internazionali, altre sono determinate dalla legge nazionale. In più, spiega Panetta, in alcuni casi una parte del sistema bancario è detenuta dallo Stato. Questo determina una differenza rispetto agli altri, un sussidio implicito. Non abbiamo poi un diritto fallimentare omogeneo tra paesi”

Emma Marcegaglia Presidente LUISS Guido Carli e Presidente dell’Eni: “ Le regole europee sono troppo restrittive.Tante cose sono state fatte e ora il sistema è più solido. Aspettiamo una regola europea per poter liberare i crediti deteriorati nelle pance delle banche perché permetterebbe loro di erogare piu’ credito ma bisogna cambiare alcune regole europee, ad esempio quelle sui salvataggi che sono troppo restrittive e in alcuni casi sbagliate”ceck-up-del-credito-e-del-sistema-bancario

Victor Messiah, Amministratore delegato di Ubi Banca:” Il sistema bancario ha bisogno di una stabilizzazione della regolamentazione.  In qualunque banca si discute per l’80% del tempo di compliance e regolamentazione é quindi fondamentale stabilizzare la regolamentazione per dedicare meno tempo all’aspetto regolamentare perché se si cambia continuamente non si può valutare l’impatto delle norme. Forse è il momento di dare un minimo di stabilià in più “. Messiah ha poi ricordato che il sistema bancario italiano “ha attraversato uno stress test vivente e ne è uscito con un contributo da parte dello Stato inferiore ad altri paesi tranne la Finlandia”.

Luigi Abete:  “Sono presidente di Bnl da vent’anni, alcuni dicono che lo sono da troppo tempo, mi dispiace per loro ma lo sarò ancora per un pò: sono lucido e attivo. La normativa sulle Banche impone oggi la migliore selezione del credito possibile con il rischio quindi di penalizzare la domanda di credito delle imprese più piccole. Per queste ultime, quindi, é necessario migliorare i sistemi di garanzia, aumentare il capitale di rischio e, in generale, serve un attenzione istituzionale a queste realtà del sistema produttivo. Le Banche – ha sottolineato  Abete alla Banking Conference organizzata dalla Luiss Business School – possono dare un contributo indicando alle piccole imprese le nuove opportunità presenti in Italia per i finanziamenti non bancari.”ceck-up-del-credito-e-del-sistema-bancario

Domenico Menorello: parlamentare del gruppo  Civici e Innovatori, in Commissione Finanze della Camera : “Il governo chiarisca subito se i crediti deteriorati siano stati effettivamente trasferiti alla Società di Gestione delle Attività Spa, e se quest’ultima abbia le necessarie autorizzazioni bancarie per salvare il maggior numero possibile di  crediti deteriorati, come previsto dal dl Banche venete. L’esecutivo spieghi inoltre le ragioni del perché in Veneto migliaia di imprese siano tenute in una situazione di stallo, a causa di crediti incagliati, che potrebbero invece essere rimodulati e rinegoziati”.

“Nel DL 99/17 “salva Banche venete” – spiega ancora Menorello – oltre 17 miliardi di crediti deteriorati sono stati lasciati alle liquidazioni coatte, che dovevano cederli a SGA per un recupero cosiddetto paziente, come auspicato dalla stessa Banca d’Italia. Rimodulare, rinegoziare, ridefinire debiti e rate di rientro, cosi’ consentendo a decine di migliaia di famiglie e imprese venete di tornare in bonis e allo Stato di salvare il colossale investimento. Invece, le categorie economiche e gli operatori del settore – conclude Menorello – denunciano la cattiva gestione dei crediti incagliati e chiedono di intervenire con urgenza, per recuperare e valorizzare tanta economia veneta, ancora potenzialmente positiva”

 

 

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