Seimila bancari nel girone degli esuberi

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Seimila bancari nel girone degli esuberi
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Sindacati bancari sul piede di guerra dopo l’annuncio di Unicredit che prevede migliaia di esuberi di dipendenti e la chiusura centinaia di filiali.Seimila bancari nel girone degli esuberi

Con una lettera inviata ai sindacati i vertici dell’istituto di credito hanno chiesto l’avvio di negoziati in merito al piano strategico che prevede un taglio di 8 mila posti di lavoro in tre anni, pari al 9 per cento dei dipendenti, per ridurre i costi per aumentare rendimenti degli investitori e distribuire dividendi.

Il piano, già avviato in Austria e Germania, per quanto riguarda l’Italia prevede il taglio di 6 mila posti di lavoro e la chiusura di oltre 450 filiali in tutto il paese.Seimila bancari nel girone degli esuberi

Nella lettera inviata ai sindacati la governance di Unicredit sostiene di ricercare “soluzioni condivise” e  che “intende valutare in via prioritaria l’attuazione dello strumento del fondo di solidarietà di settore”.

La banca “ritiene sostenibile far riferimento all’uscita del  personale più prossimo alla pensione, con un anticipo medio rispetto al primo requisito pensionistico di 36 mesi, adottando finestre di uscita che garantiscano certezza di realizzazione degli obiettivi di riduzione”.Seimila bancari nel girone degli esuberi

Unicredit spiega la ratio dell’iniziativa sostenendo che si è riscontrata “una riduzione dell’operatività allo sportello (versamenti, bonifici, imposte, pagamenti e prelievi) di 20,3 milioni di operazioni. Il 55% in meno, afferma Unicredit, rispetto ai 36,8 milioni di operazioni disposte nel 2016.  Nel dettaglio poi “i versamenti retail allo sportello si sono ridotti del 64% rispetto ai 10,5 milioni del 2016″, quelli corporate hanno segnato una flessione del 70%. A fronte di questo c’è un utilizzo sempre maggiore degli Atm, cioè degli sportelli bancari automatici evoluti negli ultimi 12 mesi con oltre 33,5 milioni di versamenti”.Seimila bancari nel girone degli esuberi

“Proposte irricevibili e  inaccettabili, no a numeri a scatola chiusa” questa in sintesi la replica  dei sindacati secondo i quali  “Unicredit vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che, però, è l’area di maggior profitto e di ricavi del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori”.

“Non siamo disposti neanche a discutere di esuberi se contemporaneamente non si parlerà anche di assunzioni. La nostra richiesta é che ogni due uscite sia prevista almeno un’assunzione” afferma il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani.

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Riccardo Colombani Segretario generale First Cisl

“Un taglio di queste dimensioni – aggiunge Colombani – penalizza gravemente la presenza della banca sul territorio e minaccia di disperdere il patrimonio di relazioni con la clientela. Al contrario, c’é bisogno di rafforzare le competenze dei lavoratori perche’ siano in grado di svolgere al meglio i servizi di consulenza. Servono investimenti, non nuovi tagli, a cominciare dalle tecnologie digitali, il cui impiego, come dimostrato dal nostro studio, non determina riduzione dell’occupazione, a meno che questo non sia il fine perseguito dalle aziende” Seimila bancari nel girone degli esuberi

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