Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

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Cinque passi per prendersi cura dell’umanità
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Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta. Storie di vita e vicende vissute

Da qualche mese la nostra vita è vertiginosamente cambiata e ciò ad opera di un virus regale, il “re virus”, come metaforicamente lo nominiamo e comunemente definito coronavirus.Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

Molte morti ci sono state e altre continueranno ad esserci per via della elevata contagiosità del re virus nell’essere umano.

Sono mesi in cui siamo passati da una vita ordinaria fatta di accelerazioni, tempi ristretti per prendersi cura dei nostri cari e delle amicizie, corse per salire su un bus, accompagnare i figli a scuola ed andare al lavoro, mancanza di tempo per preparare buoni pasti, fino ad approdare agli attuali tempi dilatati trascorsi in casa, faccia a faccia con noi stessi e con i nostri familiari con cui condividiamo obbligatoriamente lo stesso tetto.Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

I genitori, soprattutto le mamme a tempo pieno, oggi soli a gestire i bambini, senza i nonni segregati per autoprotezione, senza l’aiuto vis a vis della scuola, dei gruppi sportivi e ricreativi, senza le mille attività che normalmente scandivano il tempo della vita dei bambini, riscoprono il tempo del gioco libero creativo, ma anche il tempo della grande fatica nell’accudire i piccoli, senza uno spazio per Il genitore, senza confini e possibilità di individuazione e differenziazione.

Perdite di ruolo, assenza, confusione, nuova ricerca trovano un luogo attraverso la comunicazione in rete, amata, temuta, odiata, idolatrata ed ora mezzo di “incontro” fondamentale, talvolta unico per vivere e costruire rete di appartenenza e sostegno.

Il traffico frastornante che caratterizzava le strade delle nostre città adesso non c’è più.

I fumi industriali, moltitudine di pennacchi visibili dai più si sono notevolmente ridotti modificando la qualità dell’aria.Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

Gli allevamenti industriali e l’agricoltura intensiva continuano ad avere lo stesso super ritmo immettendo nel mercato i prodotti destinati al quotidiano consumo alimentare, anche se magari ridotto rispetto a prima del re virus, al contrario degli scarti generati e liberati nell’ambiente, dalle stesse macchine di produzione.

E’ una battaglia che stiamo combattendo, noi da un lato ed il re virus dall’altro, o un tempo di cura da imparare insieme?

Noi onnipotenti, almeno così ci siamo creduti sino ad ora in occidente e nell’oriente emergente economicamente, sconfitti dall’invisibile re virus, migrato dai pipistrelli?

Noi popoli del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest del mondo siamo nello stesso fronte di lotta?

Non c’è differenza tra le varie popolazioni del mondo nella difesa contro il re virus?

E se non c’è differenza tra i popoli colpiti perché abbiamo trascorso il tempo e continuiamo a farlo, in varie parti del pianeta, a lottarci l’uno l’altro?Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

Le armi nucleari e convenzionali, gli aerei militari armati di tutto punto, la moltitudine di farmaci prodotti per ogni genere di patologia non possono far nulla contro il re virus?

Immaginiamo per un momento, o anche più di un momento (adesso ne abbiamo tutto il tempo), che il re virus fosse arrivato così come fanno tutti gli altri suoi pari – anche se non….regali- , insieme ad altri piccoli esserini come batteri e microrganismi da sempre in evoluzione e che ci hanno permesso di renderci immuni e quindi di evolvere come umanità ed ambiente.

Se dovessimo fare uno scambio di ruolo con il re virus, un po’ come fanno i bambini quando giocano più ruoli all’interno del gioco che praticano, che cosa potrebbe pensare di noi il re virus?Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

Che cosa ci chiederebbe?

Ognuno di noi, come esseri umani, cosa gli chiede?

Perché sei qui, cosa vuoi da noi, perché facciamo così fatica a venirne fuori con tutto ciò che abbiamo e che non serve a sconfiggerti?

Potremmo anche chiedergli: perché i nostri anziani, con tante malattie e tanti farmaci che hanno assunto negli anni sono stati i primi a soccombere?

Non avrebbero dovuto sopravvivere visto che erano armati contro questo e quello?

Perché, re virus, non sei stato sterminato dagli enormi incendi dell’Amazzonia e del’Australia, dai gas inquinanti e dalle mille sostanze che abbiamo utilizzato noi occidentali ed orientali emergenti per produrre monocolture che avrebbero dovuto sfamare il resto del mondo affamato?Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

Perché i soldi delle banche, dei potenti del mondo, non sono serviti ad eliminarti, re virus?

E se ci mettessimo adesso al nostro posto di donne, uomini del mondo, con la responsabilità individuale e collettiva della nostra specie, e provassimo a rispondere a queste domande, cosa verrebbe fuori?

Nel nostro passato, ci siamo trovati in una situazione pericolosa per la nostra vita di esseri umani, da cui siamo usciti fuori? Chi ci ha aiutato? Che risorse abbiamo utilizzato?

Potremmo utilizzare quelle risorse che ci sono servite a quel tempo di dolore, disagio, impotenza e metterle in pratica, adesso, in questa situazione di emergenza che viviamo?Cinque passi per prendersi cura dell’umanità

Immaginiamo di rispondere al re virus con quella risorsa che abbiamo già sperimentato: cosa gli diremo?

Questi ed altri interrogativi sono presenti in ognuno di noi. Dal profondo della nostra essenza (mente, anima e cuore), offriamo a voi i nostri 5 passi per “Prendermi cura dell’umanità”:

1)Chiederci cosa stiamo imparando dalla lezione involontaria che il re virus ci sta offrendo, riguardo le personali scelte di vita, di lavoro, di sostentamento psicofisico (stress, alimentazione, inquinamento, spreco da un lato e assenza di beni di prima necessità dall’altro), ed il nostro rapporto con l’ambiente di cui siamo parte integrante.

2)Rallentare o equilibrare il ritmo del tempo per ritrovar sé stessi e riscoprire le proprie potenzialità ed attuarle adesso, in questo tempo di emergenza per migliorare sé stessi, la propria vita d relazione e lavorativa, il rapporto con la natura.

3)Assaporare il tempo che abbiamo a disposizione per coltivare i nostri valori di umanità, solidarietà, condivisione, accoglienza, attraverso l’arte, la bellezza della natura, della lettura, delle pratiche creative manuali, intellettuali, meditative, spirituali, per instaurare relazioni profonde e sincere, per riconoscere i nostri limiti, il bisogno di socialità, di condivisione, di sostegno e di appartenenza.

4)Riportare e vivere, nel futuro prossimo, ciò che di bello e sano è nato in questo periodo di contatto con noi stessi e con gli altri, anche attraverso la percezione della loro mancanza.

5)Ricordare che siamo esseri umani dotati di capacità creative che possiamo mettere a disposizione del bene e della cura dell’umanità unica ed indivisibile, in grado di rispettare la fragilità umana, la morte, il dolore, e di apprezzare la spettacolare dedizione altruistica di tanti nostri simili.

Tu, lettore, sei uno di noi: che cosa pensi di queste cinque proposte?

Gabriella Pravatà, medico psicodrammatista,Ronzo-Chienis (TN)

Monica Zuretti, doctor psicodramatista,Buenos Aires (Argentina)

Valeria Medici, artist, Northampton (United Kingdom)

Carlo Renè Girardelli, medico, Arco (TN)

Augusto Cavadi, filosofo consulente, Palermo

Giulia Carignani, medico psicodrammatista, Firenze

Laura Consolati, psicoterapeuta psicodrammatista, Brescia

Roberta Salimbeni, impiegata amministrativa, Modena

Stella Gallo impiegata amministrativa, Palermo

Valeria Zanini, artista, Brescia

Aldo Nicosia, ricercatore universitario, Gela

Amalia Costantino pensionata amministrativa, Palermo

Laura Crescini, musicista, Bagolino (BS)

Jana Damjanov,  psychotherapist, Novi Sad, Serbia

Anna Guzzardo, medico, Villafrati (PA)

Maria Luisa Drigo,medico psicoterapeuta, Trento

Marina Petruzzella, magistrato Milano

Arturo Genduso, agronomo, Cefalù (PA)

Valentina Palazzo, avvocato Roma

Pietro Franzone, counselor musicoterapista Palermo

Alessandro Duca, avvocato, Palermo

Iole Gregori, pensionata bancaria Trento

Domenico Gaetano, medico, Storo (TN)

Paola Morini, pensionata docente, Civezzano (TN)

Rosetta Bosetti, pensionata docente, S. Lorenzo in Banale (TN)

Brini Giuseppina, psicologa psicoterapeuta, Brescia

Laura Morini, pensionata docente, Milano

Maria Abate, medico psicodrammatista Verona

Giovanna Ferella, psicologa, Torino

Stefania Vianello, psicologa psicodrammatista, Senago (MI)

Massimiliano Ghedi, pedagogista, psicologo, Brescia

Daniele Bisagni, psicologo psicodrammatista, Piacenza

Gabbrielli Giuseppina, estetista, Lucca

Benedetta Ferro, pensionata agenzia entrate, Firenze

Rosanna Bertini, psicologa, Pisa

Alessandra Nodari, psicologa psicodrammatista, Brescia

Krzysztof Szadejko, docente universitario, Modena

Andrea Dagnino, impiegato bancario, Palermo

Nadia Frullini, infermiera, Tione (TN)

Salvo Raso, medico, Carini (PA)

Simonluca Calabria, psicologo, psicodrammatista, Brescia

Emanuela Manara, psicoterapeuta,Parma

Valerio Fontamari, infermiere, Trento

Antonio Franco Conte,  psicoterapeuta, San Pietro in Cariano (VR)

Raffaela Periotto, pensionata docente, Trento

Maria Gabriela Guglielmi, psicologa, psicoterapeuta psicanalista, Bressanone (BZ)

Elena Brattini, pedagogista psicodrammatista, BresciaCinque passi per prendersi cura dell’umanità

 

maggiemusic@gmail.comLo spessore degli interrogativi, la profondità delle riflessioni e gli ideali delle proposte, attribuiscono all’appello il significato molto più vasto di un manifesto che delinea i principi ispiratori del grande salto di qualità complessivo, culturale, sociale, politico, economico, scientifico e tecnologico, che superato lo shock della pandemia l’umanità è chiamata a compiere per raggiungere la più alta dimensione della civiltà e della conoscenza: quella del rispetto della natura e dei principi di libertà, eguaglianza e solidarietà fra gli uomini.

 

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