Clima e multilateralismo il cocktail del successo di Draghi

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Clima e multilateralismo il coktail del successo di Draghi
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Come per i cocktail di successo la cui formula dipende essenzialmente dalla genialità dell’autore e dalla perizia con la quale amalgama liquori e ingredienti, l’indiscutibile bilancio positivo del G20 di Roma è da attribuire – come hanno sottolineato tutti i leader mondiali – alle capacità di mediazione e alla credibilità di Mario Draghi.Clima e multilateralismo il coktail del successo di Draghi

“ Ricorderemo questo summit come un grande successo” ha affermato il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che fra i protagonisti,assieme al Premier italiano, ha ottenuto i risultati più positivi dal vertice e dagli incontri bilaterali.Clima e multilateralismo il coktail del successo di Draghi

Giunto a Roma con molti fronti aperti e per lo più ostili, dall’irritazione dell’Europa per il precipitoso ritiro dall’Afghanistan, dalla crisi dei sottomarini nucleari con la Francia, allo sbilanciamento Usa verso l’Asia e alla crescente contrapposizione con la Cina, fino al gelo con la Chiesa americana per la presa di posizione favorevole all’aborto, Biden ha letteralmente capovolto la situazione. Ha abolito i dazi antieuropei di Trump sull’acciaio e l’allumio, ricucito i rapporti con Macron e l’Europa e, soprattutto, da Presidente cattolico – il secondo dopo Kennedy –  è riuscito a farsi assolvere e benedire da Papa Francesco.Clima e multilateralismo il coktail del successo di Draghi

La positiva evoluzione del contesto dei rapporti bilaterali ha riguardato tutti i paesi ed in particolare la Cina, l’India e l’Indonesia, primi nella classifica dell’inquinamento,  che hanno ammorbidito le posizioni sul clima e la Turchia di Erdogan, che sembra aver superato le contrapposizioni con l’occidente.

Oltre al notevole progresso degli impegni sul clima, la fissazione cioè di termini come la metà del secolo per un mondo a zero emissioni e per contenere entro un grado e mezzo l’aumento della temperatura globale, il G20 ha raggiunto un obiettivo a lungo inseguito: il concreto multilateralismo, cioè il coordinamento fra i Paesi, a  cominciare dagli interventi per la produzione dei vaccini anticovid-19 nelle aree in via di sviluppo e l’avvio di una campagna vaccinale mondiale contro la pandemia.

“Questo vertice mi rende fiducioso per la capacità che il G20 sembra aver ritrovato di affrontare le sfide epocali esistenziali, dal covid al clima. Abbiamo gettato le basi per una ripresa più equa” ha sottolineato il Premier.

“In cosa siamo riusciti? E’ un summit di successo nel senso di mantenere vivi i nostri sogni, impegnarci a ulteriori provvedimenti, stanziamenti di denaro, ulteriori promesse di riduzione. Negli ultimi mesi sembrava che i Paesi emergenti non avessero nessuna intenzione di prendere altri impegni”, ha spiegato il Presidente del Consiglio nella conferenza stampa conclusiva. “Il successo finale viene formulato poi sulla base di quello che facciamo e non di quello che diciamo. Quello che abbiamo fatto al G20 di Roma è un passo avanti in situazione difficile”.

Progressi ragionevoli, che rappresentano tuttavia soltanto una base di partenza per Conferenza Onu sul clima a Glasgow, la COP26, nell’ambito della quale si combatterà la battaglia decisiva sulle grandi sfide esistenziali per l’intero Pianeta.Clima e multilateralismo il coktail del successo di Draghi

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