Diario di una notte in bianco di mezza estate

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Diario di una notte in bianco di mezza estate
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Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta Storie di vita e vicende vissuteDonne di mezzo? parliamone guardiamoci allo specchio

 

by Maggie S. Lorelli

È stata la classica situazione in cui accompagnavo la mia amica Anna ad incontrare un amico conosciuto sui social. Lui ci ha invitato a cena. La mia amica non poteva certo lasciarmi in hotel da sola, e nonostante le volessi lasciare il campo libero, ha insistito perché andassi all’appuntamento con lei.

Al suo amico è venuta l’idea di portare a cena un altro amico… Mentre prendevamo un aperitivo in attesa di incontrare i due sconosciuti, ad Anna è arrivata una foto dell’amico del suo amico che, sulla battigia, mostrava i muscoli in costume da bagno.

Ho fatto un po’ di resistenza sostenendo che non capivo perché mi si mostrasse un foto di un tizio seminudo, che non mi interessava partecipare a un incontro combinato, e che la prospettiva mi metteva in imbarazzo. E che comunque io preferisco gli intellettuali, che non si mostrerebbero mai in mutande.

Ma la mia amica mi ha tranquillizzato dicendo che l’invio della foto non aveva alcuno scopo se non quello di familiarizzare in anticipo con le fattezze dello sconosciuto. Non nego di essermi un po’  incuriosita, più che altro perché l’uomo delle foto non era per niente male.

Diario di una notte in bianco di mezza estate
Maggie S. Lorelli

Ho fatto qualche domanda: quanti anni aveva e che cosa faceva nella vita, a parte assomigliare a Ken di Barbie tatuato? Con uno scambio rapido di messaggi ho saputo che aveva quarantadue anni ed era istruttore di fitness. Ho inveito contro la mia amica per il fatto di avermi messo in quella situazione incresciosa.

Come osava il suo amico propormi un incontro con un istruttore di fitness? Cosa potevo avere in comune con un uomo abituato ad avere a che fare con gambe e glutei femminili torniti e ben plasmati? Di che cosa avrei potuto discutere durante quella cena, di steroidi anabolizzanti? Di macchinari infernali per allenare bicipiti e dorsali?

Ho fatto qualche storia anche riguardo all’età, ma Anna mi ha subito zittito dicendo che “basta con questi pregiudizi maschilistici”: dobbiamo smetterla di storcere il naso di fronte all’ipotesi di trovarci un uomo più giovane. Perché non ci si scandalizza mai del contrario? Anzi – ha rincarato la dose – questa deve cominciare a diventare la norma: la donna deve smettere di rimorchiare nel reparto geriatrico!

Mentre bevevo una IPA, c’é stato un lungo scambio di messaggi della mia amica col suo “contatto”.Diario di una notte in bianco di mezza estate

Credo sia prevalsa l’argomentazione del mal assortimento, e più tardi Anna mi ha spiegato che il palestrato non sarebbe più venuto a cena a causa di un improvviso disturbo addominale.

Al suo posto sarebbe venuto un altro amico ultracinquantenne, anonimo impiegato nella pubblica amministrazione. Colpa mia. Non perdo mai occasione di stare zitta. Anche se sia io che l’amico eravamo stati preventivamente rassicurati dai rispettivi conoscenti che non c’era da farsi aspettative, era solo una cena, una certa fregola credo si sia generata nella mente dell’impiegato, visto che si è presentato, nel picco massimo dell’anticiclone africano, con un abito in fresco di lana e un ascot di seta infilato nel collo della camicia.

Né ha lesinato nel riversarsi addosso una quantità molesta di Davidoff cool water. L’ho riconosciuto perché amo i profumi da uomo e li scrocco dai tester delle profumerie dove entro per cercare refrigerio e stordimento gratis. Io ero vestita, come sempre più spesso accade, con degli shorts adolescenziali in eco pelle e t-shirt ad ombelico scoperto.

Io, donna intellettuale di mezza età che aborre il mondo vacuo degli influencer, indosso camicette corte perché é il trend dettato per l’estate da Chiara Ferragni.

La cena è stata piacevole, anche se non ricordo assolutamente i temi che hanno animato la discussione. I problemi sono sorti subito dopo, quando si è deciso di fare una puntatina al mare.

Per una dinamica antropologica ineluttabile, si sono formate le coppie. Se da una parte Anna offriva un’applicazione pratica della questione di chimica cantata dalla Rettore, quella che capita sempre alle altre, dall’altra erano accostati due esseri inconciliabili.

Non nego che qualche vano tentativo di avvicinamento vi sia stato, da parte del malcapitato, ma sono rimasta tutto il tempo rigida come il blocchetto di ghiaccio piantato nel bicchiere di Vodka tonic.

Anche se dall’altra parte si amoreggiava sulla sabbia coi corpi intrecciati, l’insieme non godeva di proprietà transitiva e nel mio versante si è capito presto che non c’era trippa per gatti.

Anche questa volta non ricordo i discorsi fatti, se non un accenno all’aumento dei tassi di interesse bancari con le dimissioni del governo Draghi, mentre dall’altro lato dell’asciugamano matrimoniale si sentiva ansimare.

Di notte, mentre nella stessa stanza d’albergo la mia amica dormiva beata, riflettevo sulle relazioni occasionali. Mi chiedo perché sia così difficile e raro azzeccare l’accoppiata, anche solo per una serata.

Lo ammetto, mi sento ancora schiava di schemi atavici: l’uomo non dev’essere più giovane rispetto alla mia età, non culturista ma acculturato, eppure non flaccido e ben piazzato, godere di un certo status sociale tale da avere la cena assicurata, ma non troppo ricco da mettermi in imbarazzo, piacente abbastanza da darmi una scossa ormonale, simpatico e non banale, buon conversatore ma non logorroico, sicuro di sé ma con un grado di narcisismo moderato, tale da lasciarmi spazio.

E così un’altra occasione è sfumata. Aspettiamo. È ancora luglio e ci saranno altri incontri e altre spiagge deserte sotto un cielo stellato. Ma non posso fare a meno di chiedermi: qualora trovassi l’uomo adatto, accetterei l’idea di un flirt occasionale?Diario di una notte in bianco di mezza estate

maggiemusic@gmail.comI molti passaggi al rallenty, stile Var calcistico, della ricostruzione del glaciale dopo cena in una bollente serata di mezza estate della scrittrice e musicista Maggie S. Lorelli, evidenziano tutti i sintomi di una elaborazione tuttora in corso sulla difficoltà di trovare persone compatibili. Una compatibilità con l’autrice che esige un altissimo livello culturale e un altrettanto collaudato stile di bon vivant esperto in soddisfazioni e gratificazioni della vita…

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