Africa e Zambia: il buonismo ipocrita e l’amore concreto

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Dopo il colonialismo l'Africa e lo Zambia sono ora vittime dell'ipocrisia del falso buonismo. Mentre hanno bisogno solo d'amore sincero
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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Antonino Cangemi

Amare il prossimo è facile se il prossimo è qualcosa di vago e astratto, e ancora più facile (e ipocrita) è la retorica che attorno vi fiorisce. E’ difficile, difficilissimo se il prossimo sono uomini, donne e bambini in carne e ossa con la pelle di colore diverso dalla nostra, malnutriti, malati, vittime della povertà più atroce; uomini, donne e bambini di un paese dell’Africa bello e dalle tante contraddizioni: lo Zambia.Dopo il colonialismo l'Africa e lo Zambia sono ora vittime dell'ipocrisia del falso buonismo. Mentre hanno bisogno solo d'amore sincero

“Karìbu, Lo Zambia, una donna, una grande avventura” di Cristina Fazzi e Lidia Tilotta edito da Infinito ci insegna ad aiutare gli ultimi e ci dimostra come, in modo concreto e creando una rete di solidarietà, l’assistenza possa rilevarsi non fine a se stessa ma un passo da compiere per creare presupposti e condizioni di sviluppo.

Cristina Fazzi e Lidia Tilotta

In “Karìbu”, che nella lingua bemba (la più parlata in Zambia) significa benvenuto, Cristina Fazzi racconta in prima persona la sua straordinaria avventura nata 20 anni fa, quando si trasferì in Zambia – inizialmente casualmente – ad esercitare la sua attività di medico.

Lidia Tilotta, giornalista esperta e scrittrice, le presta la sua penna per rendere il racconto più coinvolgente: nessuna concessione alla retorica e all’enfasi, periodi efficacemente coincisi racchiusi in brevi capitoletti, la commozione contenuta nello stile asciutto ancorché partecipe.

Lo Zambia è uno dei paesi del mondo più fascinosi per la sua natura incantevole (“la foresta ti parla. Con linguaggi diversi. Con i colori cangianti, con il canto degli uccelli. Ti dice tante cose ma segna comunque il suo predominio”) ma anche più indigenti e con un altissimo tasso di mortalità per malnutrizione, malaria e aids (da ultimo il paese ha dovuto affrontare anche il Covid).

Dopo il colonialismo l'Africa e lo Zambia sono ora vittime dell'ipocrisia del falso buonismo. Mentre hanno bisogno solo d'amore sincero
Cascate Vittoria

L’aids è molto diffuso per la poligamia e altre cause su cui si sofferma il libro.

Cristina Fazzi – che ha adottato un bambino dello Zambia pur rimanendo single e ne ha sette in affido – ha gettato le basi per contrastare la mentalità retriva: in Zambia è stato costituito un centro di assistenza alla maternità e opera l’associazione “Impara a dire di no”.

La Fazzi, promotrice di tante iniziative – tra i quali la fondazione dell’ong “Twafwane association” – , ha coinvolto nei suoi progetti moltissime persone contagiandole il suo entusiasmo. In ciò sta il messaggio del libro: “aiutarli in casa loro” – slogan ripetuto fino alla noia e talvolta con supponenza – non significa limitarsi a inviare soldi od offrire aiuti isolati. Significa ben altro: conoscere la cultura di un popolo diverso prendendo atto della sua peculiarità, instaurare un dialogo con la gente del paese e investire in esso pianificando iniziative che facciano da spinta a una crescita sociale e culturale.

Come si legge nell’introduzione del volume – di cui è auspicabile l’adozione nelle scuole – “…bisogna fornire strumenti di crescita e sviluppo, non colonizzare, sfruttare e depredare intere aree del pianeta per consentire a una porzione sempre più piccola di persone di arricchirsi”. E la solidarietà, della quale “Karìbu” ci presenta un’esemplare testimonianza, non si declina al singolare ma al plurale.Dopo il colonialismo l'Africa e lo Zambia sono ora vittime dell'ipocrisia del falso buonismo. Mentre hanno bisogno solo d'amore sincero

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