Emanuele Scieri: l’inchiesta della verità

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Emanuele Scieri l'inchiesta della verità
EMANUELE SCIERI
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Emanuele Scieri l'inchiesta della verità
EMANUELE SCIERI

Ai colleghi della Commissione il Ministro Pinotti annuncia: ” Non troverete le porte chiuse e neppure socchiuse. Sono a vostra  disposizione tutti gli atti in possesso dell’amministrazione , anche quelli più sensibili, necessari ai vostri accertamenti”

La svolta dell’audizione del Ministro della Difesa Roberta Pinotti evidenzia la concreta prospettiva che venga fatta finalmente verità e giustizia sul caso di Emanuele Scieri. Dopo 17 anni di inchieste, archiviazioni, riaperture di indagini,  saranno in ogni caso ricostruite le responsabilità della morte del paracadutista Emanuele Scieri, siracusano, 26 anni,  trovato senza vita il 16  agosto del 1999, nella Caserma Gamerra di Pisa.

L’inedita audizione del Ministro della Difesa  segna l’avvio delle indagini a tutto campo, con i poteri dell’autorità giudiziaria,previsti dall’art. 82 della Costituzione, della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul caso Scieri, presieduta dall’On. Sofia Amoddio che  in questa intervista a zerozeronews,  e nella allegata relazione introduttiva presentata alla Commissione, specifica  l’ambito degli accertamenti che verranno effettuati.

Emanuele Scieri l'inchiesta della verità
ON. SOFIA AMODDIO
  • On. Amoddio, da che punto ripartirà la commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Scieri?

“La Commissione studierà gli atti  processuali dei tre procedimenti: della procura militare di La Spezia e della Procura ordinaria di Pisa che hanno chiuso il caso di omicidio preterintenzionale e di omicidio colposo con richieste di archiviazione, nonostante l’opposizione dei familiari.”

  • Quanto influirà la prescrizione della falsa testimonianza per acquisire nuove e effettive ricostruzioni dell’accaduto?

“Io spero che qualcuno riacquisti la sua dignità di uomo e possa dire cosa è accaduto quella sera. Emanuele Scieri era rientrato in caserma  alle 22.15 del giorno 13.8.99 , si era fermato a fumare e telefonare  vicino la torretta dove poi è stato trovato cadavere tre giorni dopo il  16.8.99- e non si è presentato al contrappello dell 23.00 di quella stessa sera. Qualcuno ha visto; qualcuno sa ; se non ha parlato allora, per paura  o per minacce, oggi ha la possibilità di dire la verità perché il reato di falsa testimonianza, commesso allora , è oramai caduto in prescrizione.”

  • Quanto inciderà l’audizione del 5 maggio del Ministro della Difesa Roberta Pinotti?

“Sono certa che la Ministra Pinotti darà concreta attuazione alla disponibilità da parte del Ministero della Difesa per aprire gli archivi del 1999 ed avere velocemente accesso agli atti che serviranno”.

  • Le  ore di agonia di Emanuele Scieri fanno intravedere responsabilìtà, oggettive e soggettive, collettive?

“Si i consulenti di parte hanno scritto che Emanuele Scieri non è morto nell’immediatezza. Scieri poteva e doveva essere cercato. Ciò che avviene dentro una caserma non può essere ignorato o passare in secondo piano”.

  • Modalità, tempi di intervento e di completamento delle attività della Commissione parlamentare d’inchiesta?

“La commissione di inchiesta dovrà ultimare tutto entro la fine della legislatura, ovvero entro il febbraio 2018”

Emanuele Scieri l'inchiesta della verità
EMANUELE SCIERI CON LA FAMIGLIA
  •  Quanto incideranno sul piano legale le conclusioni della Commissione d’inchiesta?

“Lo vedremo solo alla fine. La commissione esaminerà tutti gli atti che riterrà utili ed importanti e presenterà una relazione ed ascolterà testimoni . Se qualcuno vorrà dire la verità dopo tanti anni, allora questo evento potrà avere una refluenza sul piano legale .”

 

Emanuele Scieri l'inchiesta della verità

Per un quadro completo del contesto del caso Scieri pubblichiamo gli stralci essenziali  della relazione introduttiva illustrata il 12 Aprile 2016 dall’On. Sofia Amoddio, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta 

On. Colleghi,

desidero ripercorrere preliminarmente alcuni punti salienti della vicenda……..

evidenziati anche nell’audizione della signora Isabella Guarino (madre di Scieri) e dei rappresentanti dell’associazione “Giustizia per Lele” – svolta dalla Commissione lo scorso 7 apiile 2016 – che anelano a verità e giustizia, così come richiesto anche da ben 13 comuni, tra cui Siracusa e Pisa. Numerosi dubbi furono avanzati dai genitori e dal fratello di Emanuele Scieri, Francesco, sullo svolgimento delle indagini, i qualipresentarono a suo tempo una richiesta di opposizione all’archiviazione e si determinarono a rivolgere un appello al Presidente della Repubblica.

Molteplici appaiono, infatti, gli aspetti trascurati dall’indagine della Procura, che di seguito si evidenziano:

1) la telefonata che il 13 agosto, mentre era in corso il contrappello, è stata effettuata dalla caserma, da un cellulare, verso l’utenza telefonica dell’abitazione del comandante della brigata «Folgore», generale Celentano: tale telefonata non è stata presa in considerazione nella richiesta di archiviazione. Chi e perché telefona da Pisa al generale a Livorno pochi minuti prima della mezzanotte del venerdì di Ferragosto?Chi aveva la responsabilità di gestione il cellulare in uso al gen. Celentano? La magistratura pisana e quella militare della Spezia non lo hanno appurato, anche se tale accertamento era stato richiesto con l’opposizione all’archiviazione presentata dai genitori di Scieri Emanuele;

2) l’intempestiva intercettazione telefonica dell’utenza cellulare della recluta Viberti – avvenuta trenta giorni dopo l’evento-morte e nella consapevolezza dell’intercettato – Costui aveva avuto l’ultimo contatto con Emanuele Scieri ancora in vita ed essendo presumibilmente testimone oculare di fatti rilevanti, avrebbe potuto,nelle immediatezze e nei giorni successivi, riferire a qualcuno quanto visto.

3) l’indicazione dell’ora esatta della caduta di Emanuele Scieri dalla torretta che dagli atti processuali risulta essere indicata alle ore 22.30, ma senza che sembri esserci alcuna evidenza obiettiva di tale circostanza. L’orario della caduta è fondamentale perché accerterebbe il tempo intercorso tra le 22.15, orario di rientro in caserma di Emanuele Scieri e l’evento. Se veramente fossero state le ore 22.30, infatti, ciò significherebbe che in soli quindici minuti dalla porta carraia della caserma lo Scieri passeggia con Viberti fino a quel punto della caserma – che vede per la prima volta nella sua vita…- si arrampica fino ad almeno 5-7 metri di altezza e di spalle, cade. Una ricostruzione questa che appare quanto meno da verificare;

4) la tardiva e maldestra infiltrazione di due carabinieri nella caserma «Gamerra», che subito scoperti hanno rappresentato per gli allievi parà un ulteriore ammonimento ad evitare l’argomento Scieri tra commilitoni all’interno della caserma;

5) numerosi militari hanno dichiarato di essere venuti a conoscenza della morte dello Scieri in tempi precedenti alla scoperta del corpo. La procura pisana rispetto ad un fatto di tale gravità peraltro afferma trattarsi di « incongruenze evidentemente da attribuire a ricordi errati»;

6) in particolare, le carenze dell’indagine appaiono evidenti alla luce delle risultanze dell’inchiesta sommaria amministrativa del 15 settembre 1999, redatta dal generale Giancarlo Antonelli della regione militare nord, consegnata alla procura  della Repubblica presso il tribunale di Pisa il successivo 30 settembre e non inclusa negli atti di indagine, depositati dai magistrati della suddetta procura insieme alla richiesta di archiviazione del procedimento per omicidio colposo. Rimasta, pertanto, ignota nella fase delle indagini, ai difensori della famiglia Scieri, non è stata utilizzata nell’istanza di opposizione all’archiviazione. Il rapporto del generale Antonelli evidenzia che ben due «ispezioni straordinarie» furono disposte all’interno della caserma «Gamerra» nel giorno festivo di domenica 15 agosto 1999, la prima alle ore 5,30 dal Comandante della brigata «Folgore» generale Celentano, la seconda alle ore 21,30 dal Comandante del centro addestramento di paracadutismo colonnello Pierangelo Corradi. Esse comprovano che i vertici della caserma non consideravano affatto «ordinaria» l’assenza dell’allievo paracadutista Emanuele Scieri al contrappello di due giorni prima, come invece si è sostenuto nella richiesta di archiviazione. Mentre nessuno del personale di servizio all’interno della caserma aveva iniziato le ricerche dello scomparso Emanuele Scieri il giorno 13 e 14 agosto, soltanto in data il 15 agosto la caserma «Gamerra» venne sottoposta a ben due ispezioni di massimo livello e da tali ispezioni, in un luogo abbastanza circoscritto, non viene rilevato il corpo di Scieri, che viene scoperto, per puro caso, solo il 16 agosto da quattro allievi paracadutisti.A ciò si aggiunga: nel corso delle indagini non è stato accertato se era davvero possibile dopo il contrappello uscire dalla caserma. Posto che era stato segnalato che Emanuele Scieri era rientrato in caserma, se non fosse stato possibile allontanarsi inosservatamente dalla caserma «Gamerra», perché il militare -assente al contrappello – non veniva cercato immediatamente all’interno della struttura militare? In una caserma militare vengono annotate le reclute in entrata ed in uscita, soprattutto se trattasi di militari non conosciuti perché appena arrivati quel giorno, come nel caso di Scieri. Perchénon furono immediatamente richieste all’ufficiale di picchetto o al servizio di guardia della caserma informazioni sull’eventuale uscita di qualche militare dalla caserma all’orario insolito compreso tra le 22.45 e le 23.45 ?

Il  rientro in caserma di Emanuele Scieri, era stato trascritto nel registro delle presenze in entrata? Perché non è stato trascritto nel rapportino della sera dai militari addetti al contrappello? Sul telefono cellulare di Emanuele Scieri risulta composto come ultimo numero un’utenza sconosciuta sia ai familiari che agli amici che è stata indicata come quella del primo carabiniere che accertò la morte di Emanuele Scieri. Perché non è mai stato accertato se lo stesso carabiniere ha agito quanto meno con colpa nel prelevare quel cellulare che dice di avere preso dal marsupio del ragazzo, aprendolo, inquinando tutta la scena del crimine? Addirittura vennero trovate tracce di sangue di questo carabiniere nella scaletta della torretta, specificando che si era ferito durante i rilievi. Chi c’era in servizio al cosiddetto magazzino casermaggio i giorni di venerdì 13,sabato 14 e domenica 15 agosto 1999 ? Fino a che ora e chi erano i militari che avevano frequentato il cosiddetto spaccio, il bar dei militari, che secondo l’inchiesta amministrativa risulterebbe avere avuto come orario di chiusura le ore 22,00 ed essere molto vicino all’area del ritrovamento del  corpo di Emanuele Scieri? Come si può escludere che in una notte afosa di agosto, a ridosso del fine settimana di ferragosto, non fossero presenti anche oltre l’orario di chiusura, altri militari, magari cosiddetti “anziani”, che si intrattenevano nei pressi di quel locale, vicino alla torretta di asciugamento ai piedi della quale è stato poi trovato  il corpo di Emanuele ? Chi era effettivamente presente nella Caserma Gamerra il 13 agosto 1999, giorno della morte di Scieri? Chi erano i commilitoni con i quali Emanuele Scieri aveva condiviso la camerata durante il periodo del corso presso la caserma di Scandicci?

Si tratta di interrogativi rilevanti ai quali si cercherà di fornire risposta attraverso lo svolgimento di un lavoro complesso e articolato che spetta alla Commissione e che certo non si esaurisce nelle domande elencate. È opportuno quindi che la Commissione possa procedere con una metodologia articolata, per completare, prima possibile, il quadro di conoscenze relative alla morte di Emanuele Scieri. Metodologia di lavoro. L’stituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri si prefigge l’obiettivo di chiarire effettivamente come sono andati gli eventi relativi alla morte del giovane paracadutista e individuarne i soggetti  responsabili. Solo facendo varco alla verità su quello che è avvenuto quella sera del 13 agosto 1999 alla caserma «Gamerra» di Pisa e nei successivi tre giorni, sarà riaffermata la vigenza dello Stato di diritto del nostro ordinamento.

Come deliberato dall’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione di giovedì 7 aprile 2016, la Commissione dovrà procedere all’acquisizione di tutte le informazioni utili da parte dei soggetti coinvolti, sia attraverso audizioni e esami di testimonianze (previsti dal suo regolamento interno approvato nella seduta del 5 aprile 2016 e dal Regolamento della Camera dei deputati) sia attraverso l’acquisizione diretta di documenti direttamente dai soggetti coinvolti siano essi avvocati, periti o autorità competenti. In questo senso, un documento fondamentale da acquisire è il regolamento interno del 1998 delle Forze Armate ed il regolamento della caserma Gamerra, volto a disciplinare le modalità di svolgimento della vita della caserma, con particolare riferimento alle consegne assegnate ai militari di guardia; l’ordine di servizio con cui si evincono le modalità di vigilanza della caserma.

Parallelamente, la Commissione dovrà ricostruire il complesso iter dell’attività parlamentare svolta dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica sulla morte del militare Emanuele Scieri nell’arco di ben sei legislature, dalla XIII alla XVII, quella in corso. Preannuncio da subito che è mia intenzione sviluppare un esame approfondito degli atti processuali relativi ai militari con cui è rientrato in caserma Emanuele Scieri ed eventualmente l’esame di alcuni di loro; mi riferisco a:

  1. a) allievo paracadutista Stefano Viberti, effettivo al Reparto corsi del Centro di addestramento paracadutisti; che lasciò Scieri non distante dalla torre di asciugamento dei paracaduti;
  2. b) allievo paracadutista Daniele Gelli;
  3. c) allievo paracadutista Michele Mastrini;
  4. d) allievo paracadutista Luca Valentini.

Allo stesso tempo, ritengo necessario procedere ad esaminare i testimoni al riscontro del personale di servizio al Reparto corsi il 13 agosto 1999, che risulterebbero essere stati avvertiti lo stesso giorno alle ore 23.45 dell’assenza di Scieri al contrappello e che era rientrato dalla libera uscita:

1• Ufficiale di servizio, sergente maggiore Simeone Pugliese, effettivo al Reparto corsi del Centro di addestramento paracadutisti, il quale effettua il contrappello insieme al caporale De Silvestris .Preciso che si tratta di persone che sono state indagate per omicidio colposo per non avere adottato tutte le misure idonee ad evitare l’evento morte per non avere attivato le opportune ricerche di Emanuele Scieri che non era presente la sera del 13 agosto 1999 al contrappello dopo essere rientrato in caserma (R.G.N.R 1343/2000 pubblico ministero dottor Iannelli – Pisa) con esito di archiviazione.

2• Caporale di giornata: caporale volontario a ferma breve (vfb) Gianluca De Silvestris, effettivo al Reparto corsi del Centro di addestramento paracadutisti. Alle ore 24 della notte tra il 13 e il 14 agosto 1999 il caporale De Silvestris consegna il rapporto del contrappello all’Ufficiale di picchetto Stefano Messina, con l’indicazione che Scieri non era rientrato in caserma. De Silvestris è stato anch’egli indagato per omicidio colposo per non avere adottato tutte le misure ideone ad evitare l’evento attraverso le opportune ricerche di Emanuele Scieri (R.G. 1343/2000 PM Iannello –Pisa) anche in questo caso con esito di archiviazione. Appare quindi necessario acquisire il rapporto redatto da De Silvestris e Pugliese i quali effettuano il contrappello in camerata ma non scrivono nel rapporto che Scieri è rientrato alle 22.15 anche se altri commilitoni dichiararono che era rientrato con loro, in particolare i militari Valentini, Gelli, Mastrini, Viberti, ed altri ancora sostennero che era rientrato in caserma Stefano Marras, Stefano Cristoforo, Marco Bellacima, Mirko Cafaro. Ritengo necessario altresì assumere informazioni dal personale di servizio al  centro addestramento paracadutismo il giorno 13 agosto 1999: nessuno di loro infatti  assunse alcuna iniziativa dopo avere appreso che Scieri era rientrato in caserma ma  non aveva risposto al contrappello. Si tratta in particolare di:

  • Ufficiale di ispezione: capitano Alfio Pellegrini, effettivo al Centro d addestramento di paracadutismo;
  • Ufficiale di picchetto: tenente Stefano Messina, effettivo al compagnia genio guastatori (cp.g.gua.) della Brigata paracadutisti “Folgore”. In questo caso, va precisato che se Scieri fosse nuovamente uscito, dopo il rientro in caserma alle 22,15 avrebbero dovuto annotarlo. Come si legge nella inchiesta amministrativa, in particolare il tenente Messina effettuò l’ispezione dopo le ore 1.30 della sera del 14 agosto 1999.
  • Sottufficiale di ispezione: caporale maggiore Emilio Galdi, effettivo al cp.g.gua. della Brigata paracadutisti “Folgore”, il quale, come si legge dall’inchiesta amministrativa, risulta anch’egli aver effettuato l’ispezione dopo le ore 1.30 delmattino del 14 agosto 1999.

Per gli stessi motivi, ritengo necessario audire, in qualità di testimoni, personale di guardia il giorno 13 agosto 1999:

  • Capo posto: caporale Giuseppe Marroccoli, effettivo alla compagnia Comando e S. del Centro di addestramento di paracadutismo;
  • Guardia: caporale Fabio Carramello
  • Guardia: paracadutista Luca Esemplare
  • Guardia: paracadutista Carlo Gulì
  • Guardia: paracadutista Alex Schiparo
  • Guardia: paracadutista Davide Miazzi
  • Guardia: paracadutista Filippo Basile
  • Guardia: soldato Franco Lepre
  • Guardia: soldato Marino Manias
  • Guardia: paracadutista Alex Vanin

È fondamentale individuare con precisione quale sia il personale venuto a conoscenza dei fatti, in data 14 agosto 1999, ed ascoltarli come testimoni:

  1. a) Comandante interinale del Centro addestramento paracadutisti (Ceapar): col. Pier Angelo Corradi. Il comandante titolare brig. gen. Calogero Cirneco che era assente per cure termali, ma è stato indagato per omicidio colposo nel processo 1343/2000 (procura di Pisa, dottor Iannelli);
  2. b) Aiutante maggiore del Reparto corsi del Ceapar: maggiore Salvatore Romondia. Il comandante del Reparto corsi ten. col. Emilio Ratti era assente, ma dall’inchiesta amministrativa risulta che lo stesso giorno viene informato che Scieri è rientrato alle ore 22.15 ma non effettua nessuna ricerca e si limita a telefonare al cellulare del deceduto Scieri ed a casa dei genitori in Sicilia non trovandoli .Non risulta quindi effettuare alcuna ricerca, però comunica la scomparsa al colonnello Corradi Pierangelo, il quale solo il 15 agosto alle ore 21.30, risulterebbe procedere ad una ispezione interna senza rilevare il corpo.
  3. c) Il comandante della 1ª compagnia ten. Marco Amoriello.

Considero inoltre indispensabile procedere all’acquisizione di informazioni in merito al personale che ha ritrovato il corpo di Emanuele Scieri il giorno 16 agosto:

  • allievo paracadutista Walter Raggiri: effettivo alla 1ª Compagnia del Reparto corsi del Centro addestramento di paracadutismo, 7° sc. 99, il quale vede Scieri per primo riverso a terra;
  • allievo paracadutista Carlos Picelli;
  • allievo paracadutista Marco Parodi;
  • allievo paracadutista Marco Ravasi;
  • maresciallo ordinario Giuliano Bortolotto.

Dagli eventi indicati è chiaro anche che un ruolo significativo è stato assunto dal comandante della Brigata, gen. Celentano il quale effettua insieme al colonnello Fantini una prima ispezione straordinaria alla Caserma Gamerra alle ore 5.30 del 15 agosto 1999. Come pure dal col. Pierangelo Corradi che effettua un’altra ispezione straordinaria alle ore 21.30 dello stesso 15 agosto 1999 e viene poi avvertito dal paracadutista Raggiri che il 16 agosto alle ore 14 rinviene il cadavere.

In che cosa sono consistite in particolare le ispezioni condotte in un giorno e ad orari così particolari ? E’ stata redatta una relazione di queste ispezioni?

Per esigenze di sintesi, mi riservo di seguito di evidenziare altri soggetti e ulteriori atti da acquisire. Appare rilevante in questo senso acquisire: gli atti processuali relativi agli atti di nonnismo compiuti dai militari condannati durante il trasporto in pullman da Scandicci a Pisa; le dichiarazioni dei commilitoni – tra i quali Viberti, Ravasi, Raggiri, Picelli, Parodi, Galli, Valentini, Mastrini, Muta, Marras, Bellacina, Cristofaro, Cinelli, Tatasciore – per verificare se e come segnalarono ai militari del contrappello Pugliese e De Silvestri che Scieri era rientrato in caserma; il militare Stefano Marras, anche richiamato nel corso dell’audizione della Commissione svolta lo scorso 7 aprile 2016, il quale si sarebbe affacciato più volte dalla finestra della camerata per vedere se Scieri stesse rientrando; acquisire l’elenco di tutti i paracadutisti che arrivarono sul pullman con Scieri da Firenze e l’elenco di coloro che erano in caserma il giorno 13 agosto 1999; l’elenco di coloro che si trovavano in camerata con Scieri; documentazione e perizie medico-legali di parte e disposte dal pubblico ministero; le dichiarazioni rese dal ten. col. Ratti, dall’aiutante maggiore Romondia e dal ten. Amoriello, i quali tutti e tre il giorno di arrivo 13 agosto 1999 informarono le reclute di denunciare eventuali atti di nonnismo – Romondia il 14 agosto dispose ricerche solo fuori dalla caserma mentre Amoriello fece firmare alle reclute una scheda con i relativi atti di nonnismo, da denunciare -; l’identità dei militari, numerosi secondo la procura pisana, che “hanno dichiarato che si era venuti a conoscenza della morte dello Scieri in tempi precedenti alla scoperta del corpo”, seppure qualificando tali dichiarazioni come “incongruenze evidentemente da attribuire a ricordi errati”; elementi di conoscenza in merito alle dichiarazioni rese dal signor Mario Ciancarella in merito a informazioni circostanziate a lui riferite da un anonimo, – riscontrate peraltro indirettamente anche negli atti dell’autorità giudiziaria militare – in merito alla morte di Emanuele Scieri per opera di alcuni commilitoni, con particolare riferimento al fatto che “gli stessi (commilitoni) erano soliti rivolgersi a lui (Scieri) con l’appellativo di ‘avvocato’ e, nella sostanza, faceva sì che egli rappresentasse un fermo punto di riferimento per ottenere dei consigli o delle soluzioni di carattere pratico, in ordine a quelle problematiche connaturate a giovani in età di servizio di leva.

Tali caratteristiche si erano manifestate, evidentemente, presso il 78° reggimento ‘Lupi di Toscana’ di Firenze, dove lo Scieri aveva trascorso una ventina di giorni tra il 21 luglio e il 13 agosto 1999(…)”

1 le dichiarazioni e il comportamento tenuto dal militare Viberti nel corso degli eventi e durante le indagini, con particolare riferimento alle contraddizioni riscontrate dagli inquirenti, mai peraltro sfociate in indagini formali per reticenza o falsa testimonianza; e così via con altre informazioni da acquisire dal militare Guidi Nidio che da voci di commilitoni apprese che Scieri aveva avuto discussione su pullman, dal militare Ferri Alessandro che era in servizio dal 13 al 16 agosto 1999 e il giorno 13 in particolare fu a disposizione dell’ufficiale di servizio, tenente Magia sino alle ore 00.30 e il militare Gardella Alan che il medesimo giorno 13 agosto era in servizio ed era stato comandato di recarsi a Firenze per ricevere gliallievi ed era sul pullman.

Oltre a ciò la Commissione potrà assumere tutte le iniziative che riterrà più utili e idonee all’accertamento della verità e delle responsabilità connesse alla morte di Emanuele Scieri.

Considerazioni finali

Onorevoli colleghi, il compito che attende la nostra Commissione è senz’altro gravoso e impegnativo. Si tratta però di un dovere morale, oltre che istituzionale, al quale tutti noi componenti della Commissione, che ho l’onore di presiedere, sono certa non intenderemo sottrarci. Si tratta del dovere di rispondere a quell’esigenza di giustizia e di certezza del diritto a cui per primo lo Stato non può e non deve sottrarsi. Giustizia che è da troppo tempo attesa dai familiari, dagli amici e dai cittadini tutti.

1 Sul punto si veda I. Guarino – C. Scieri, Folgore di morte e di omertà, , cit., p. 226. Pur senza voler entrare nei dettagli della tristemente nota pubblicazione Zibaldone, lo scritto di centoventi pagine redatto dall’allora comandante della Brigata Folgore, generale Enrico Celentano, inviato ad alcuni selezionati destinatari il 18 dicembre 1998, più volte citato negli anni passati e anche di recente, è significativo ricordare come a pag. 101, nell’elogio del paracadutista, si scriva: “paracadutista…il coraggio e la lealtà sono la tua virtù; …non abbandonare mai i tuoi morti, i tuoi feriti…”

2  È proprio appellandoci a questo spirito positivo dei paracadutisti, da sempre impegnati in difesa della libertà e della pace in giro per il mondo, che noi stessi da essere umani, prima ancora che da italiani e parlamentari, intendiamo procedere nell’accertamento della verità. Emanuele Scieri è stato abbandonato, prima ferito,agonizzante, e poi morto, proprio da coloro che per primi avrebbero dovuto dimostrare coraggio e lealtà: i suoi commilitoni, la caserma Gamerra, la brigata Folgore, i paracadutisti che per primi dovevano soccorrerlo. Forse, è stato abbandonato anche da chi non ha potuto o non ha saputo o non ha voluto giungere alla verità e per tutti questi anni si è nascosto o ha voluto tacere. Noi invece, colleghi, non possiamo e non vogliamo credere che Emanuele sia stato aggredito come un cane morto, come si legge nello Zibaldone di Celentano, un cagnaccio che rifiuta le “tradizioni” del reparto dei paracadutisti

3  Quelle tradizioni che nello Zibaldone del generale Celentano sono veri e propri atti di nonnismo, quando non addirittura atti delinquenziali. Con il nostro lavoro intendiamo invece riaffermare che lo Stato è presente e saprà fare giustizia per uno dei suoi figli caduti che non intende abbandonare, anche dopo tanti anni.

Grazie.

On.Sofia Amoddio

Presidente Commissione parlamentare d’inchiesta

Roma, Camera dei Deputati, 12.4.2016

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