I gravi rischi della clonazione animale

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Comunità scientifiche, e non solo, in allarme per i gravi rischi della clonazione animale programmata dalla Repubblica Popolare Cinese.
Nonostante le alterazioni genetiche e le inquietanti carenze immuno-sanitarie riscontrate su tutti i mammiferi clonati dopo la pecora Dolly, il primo esemplare di animale da allevamento clonato nel 1996, la Cina sta realizzando una mega fattoria-laboratorio in grado di clonare ogni anno un milione fra vitelli, mucche, pecore, cavalli, cani, gatti ecc.
La fabbrica degli animali entrerà in produzione nel giugno del 2016 nell’area inquinata di Tianjin, dove nei mesi scorsi una gigantesca espolosione ha rilasciato sostanze chimiche mai precisate.
Obiettivo ufficiale di Pechino l’abbassamento dei costi della carne.
Ma l’intelligence occidentale teme che, dopo avere affinato le tecniche della clonazione animale i cinesi possano sperimentare per scopi militari la creazione di robot semi – umani. Milioni di mostruosi Frakestein in elmetto con collegamento satellitare, divisa super tecnologica e armamento laser.
Accanto allo sfruttamento di “animali copie” per la produzione di carni, dalla Cina alla Corea agli Stati Uniti, sta proliferando anche la clonazione di cani e gatti. Bastano 50 mila dollari e ci si può assicurare l’effimera immortalità degli animali domestici.
A lanciare per primi l’allarme sui pericoli della clonazione di animali sono stati proprio gli scienziati scozzesi del Roslin Institute che riprodussero la pecora Dolly. Nel catalogo degli orrori denunciati in Scozia venivano descritte pecore e mucche afflitte da gigantismo, l’invecchiamento precoce, problemi polmonari e disfunzioni del sistema immunitario e maiali con difetti cardiaci e polmonari.

A parte gli interrogativi etici (non è un caso che tanto l’Unione Europea, la Chiesa Cattolica, i vertici della religione ebraica quanto gli Imam musulmani condannino unanimemente la clonazione) rimangono soprattutto senza risposte le domande sull’impatto nutrizionale e alimentare della carne degli animali clonati e sull’interruzione della catena riproduttiva naturale. La selezione naturale che ha caratterizzato e rafforzato l’evoluzione di tutti gli esseri viventi.
Per non parlare del più sconvolgente degli interrogativi: ci si fermerà agli animali oppure, sia pure con l’alibi delle staminali e della ricerca medico – farmacologica, si procederà alla sistematica clonazione dell’uomo?
“La strada dell’inferno è lastricata dalle buone intenzioni della ingegneria genetica” ammoniva lo scienziato austriaco Erwin Chargaff che diede un impulso decisivo allo studio del Dna.

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