Il cinema dell’analisi e della rinascita

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Il cinema dell'analisi e della rinascita
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Rubrica di critica recensioni anticipazioniIl cinema dell'analisi e della rinascita

by Francesco Macchiarella

Stiamo recuperando da alcune settimane l’abitudine e la gioia di frequentare i cinema. Sono convinto che la cultura e l’arte italiana potranno essere di qui a poco veicolo insostituibile per creare quella rinascita post pandemia che tutti auspichiamo.

Cinema, teatro, ballo, opera e musica classica e concerti rappresentano una leva importantissima per portare l’Italia a delle vette inimmaginabili fino a pochissimo tempo fa. Indipendentemente dalle chances, dalla notorietà e dalla riconosciuta credibilità internazionale del nostro attuale Presidente del Consiglio.

Come evidenziano i film di due registi giustamente famosi non solo in Italia: Mario Martone e Nanni Moretti, appena presentati ai Festival cinematografici di Cannes e Venezia.

Comincio da Qui Rido Io di Martone. E comincio dalla fine della mia riflessione: Toni Servillo nella parte del protagonista Edoardo Scarpetta offre una interpretazione che non definirei in altro modo che immensa, straordinaria. Non ho conosciuto Scarpetta, ma l’interpretazione di questo splendido Servillo, attore resosi noto al grande pubblico in età non giovanile, l’ho trovata quanto di più credibile in tutti i sensi ci si possa aspettare.Il cinema dell'analisi e della rinascita

Un giudizio un pò meno positivo lo attribuisco al film. Tutto rigorosamente in lingua napoletana originale, tanto originale dal creare difficoltà di comprensione qualche volta anche a un siciliano come me, con i sottotitoli in italiano.

Il cinema dell'analisi e della rinascita
Mario Martone e Toni Servillo

Mi chiedo se e come il film possa essere proposto in altri Paesi che non siano l’Italia. La storia é si quella di una delle famiglie più importanti del mondo artistico italiano, ma è di una “napoletanità” ovviamente e fedelmente rappresentata tale da risultare a mio avviso più una prova d’autore. Auspico ma sono certo che Martone saprà regalarci degli altri eccellenti lavori come Il Giovane Favoloso o L’amore Molesto.Il cinema dell'analisi e della rinascita

I Tre Piani di Nanni Moretti vuol essere la storia paradigmatica di tre nuclei familiari che abitano il medesimo condominio in un quartiere romano della medio- buona borghesia. Le interpretazioni migliori del film sono quelle di Alba Rohrwacher e Margherita Buy a dir poco intense nelle loro dolorose espressioni facciali più che nelle battute del copione.

Nel particolare della storia, la cui elaborazione si deve non solo a Moretti, mi ha colpito la dubbia credibilità, nel senso che dubito e mi auguro ovviamente di non sbagliarmi che tre famiglie che abitano lo stesso stabile possano vivere nel medesimo periodo quelle terribili esperienze: un incidente mortale provocato da un ragazzo ubriaco che soffre la pesante – oltre l’immaginabile – interpretazione di vita in senso massimalista borghese dei genitori entrambi magistrati; il dubbio che corrode per anni il padre di una bimba settenne circa le possibili molestie forse ricevute da un anziano poco in sé che la ospitava per un pomeriggio e con il quale si era persa nel parco e la vicenda di una giovane madre che costretta a vivere spesso da sola per l’assenza forzata del marito finisce col perdersi in una patologia psichica ereditaria.

Resta la sensazione che Nanni Moretti si stia facendo trascinare da una sorta di malinconia da senilità incipiente e la storia raccontata nei suoi Tre Piani finisce con l’essere inutilmente angosciosa e angosciante e se questo era l’intento, l’obiettivo mi pare raggiunto.Il cinema dell'analisi e della rinascita

 

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