FINALMENTE IL DOPO ACCORDO DEL GIOCO! MA “FINALMENTE” PER CHI?

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FINALMENTE IL DOPO ACCORDO DEL GIOCO! MA “FINALMENTE” PER CHI?

La prima cosa che viene in mente, dopo la sottoscrizione dell’accordo sui giochi e sui casino mobile, è che tutti avrebbero dovuto essere contenti di questa soluzione, posto che si usciva da mesi di trattative estenuanti. Trattative ricolme di speranze da parte degli addetti ai lavori proprio nella Conferenza Unificata che avrebbe dovuto porre fine alle loro angosce commerciali e reso più facile il cammino delle attività ludiche.

L’accordo sottoscritto rischia quindi di non migliorare le cose che sono rimaste quelle di base e che hanno fatto partire contenziosi a non finire presso i vari Tribunali Amministrativi con dispendio di forze e di quattrini. Quindi, chi dirà: “finalmente è arrivato l’accordo sui giochi” forse dovrà aspettare ancora tempo per capire esattamente quali saranno i termini del riordino e il suo reale impatto sul settore.

Il risultato di questo accordo sembra far nascere ancora più preoccupazioni nelle imprese che di gioco vivono e fa anche intravedere una strada sempre più in salita e sempre più irta. Da qui la domanda: ma chi sarà felice e contento di questo accordo? Avrebbero dovuto esserlo certamente gli addetti ai lavori, poiché speravano che con il “risultato” della Conferenza Unificata sarebbero terminate le questioni territoriali, i distanziometri e, quindi, l’eterno conflitto tra Stato centrale e le sue diramazioni locali.

Il sottosegretario Baratta, come già detto in altro articolo, ha dovuto dopo questa benedetta sigla, tranquillizzare gli animi degli operatori, sottolineando le virtù della proposta, ma intervento che non è riuscito a cancellare la sensazione di “occasione perduta” dalla mente degli imprenditori della filiera del gioco. L’unica cosa – a parere del mondo del gioco – che balza agli occhi e che sembra essere una delle poche positività di questo accordo, sarà una regolamentazione nazionale visto che negli ultimi tempi tutta la Penisola è stata percorsa da una legislazione certamente non omogenea tra i vari territori.

Ma esiste soddisfazione per questo in minima parte, poiché rimarrà sempre in capo agli Enti Locali la facoltà di intervenire qualora si presentasse “qualcosa” alla loro attenzione che si possa reputare una deriva pericolosa discendente dal gioco d’azzardo.

Le istituzioni centrali rischiano di dar l’idea di voler attribuire la responsabilità di decidere ad altri e di conseguenza di trasmettere la sensazione che come Ponzio Pilato se ne sono “lavate le mani” rimandando le decisioni di come dovrà e potrà essere il gioco agli Enti Locali aspettando che sia chi vive il territorio a trovare “la giusta via”!

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