IL RIORDINO DA EFFETTUARE ANCHE NEI CASINÒ

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IL RIORDINO DA EFFETTUARE ANCHE NEI CASINÒ

Si può forse dire che dopo la riforma ed il riordino del gioco, cosi come riportato sulla guida ai casino online più seguita del web, il comparto dei casinò “si sta fregando le mani” visto che si è proposto, con l’accordo, la riduzione massiccia dell’offerta del prodotto gioco sull’italico territorio terrestre: è ovvio che vi saranno conseguenze indirette, ma anche dirette, ossia il riordino normativo che riguarda “personalmente” i casinò, e tutto ciò che vi gravita attorno. Fermo restando che si dovrà approfondire da parte di questo comparto, l’intesa approvata in Conferenza Unificata, non si può che essere positivi poiché finalmente dal Governo si esterna una volontà di arrivare ad una legge nazionale in materia di gioco.
E poi come non valutare positivamente anche il riordino del gioco, seppur con il mantenimento del numero attuale delle sale Vlt poiché è proprio da questo comparto che arriva probabilmente la maggior concorrenza nei confronti dei casinò? Concorrenza, certamente, temuta e combattuta che forse potrà, ora, essere affrontata meglio. Il fatto, poi, che si sia inserita la certificazione delle sale pare un elemento estremamente positivo che porterà ad accomunare tutte le sale da gioco e che porterà al medesimo metodo valido per i casinò: la identificazione dei giocatori e la tracciabilità delle giocate, garantendo così una concorrenza più equa tra le apparecchiature da intrattenimento e le Case da Gioco.
Si è posta molta attenzione all’articolo 6 dell’accordo che probabilmente e finalmente potrebbe aprire una nuova era del gioco sul territorio nazionale, ma sopratutto una nuova disciplina dei casinò che da tempo si dibattono in regole e normative che risultano obsolete: non solo, si mettono quasi di “traverso” alle attività delle Case da Gioco, quasi ad impedire lo svolgimento di una attività redditizia. Questo comparto del gioco, già da parecchio tempo, è già vessato dalla sua organizzazione “interna”, dai sindacati, dalle proprietà e dalla difficoltà di mettere in pratica strategie comuni di marketing che possano avere un risultato positivo e riportare, sopratutto, gli utenti a recarsi presso queste strutture per giocare e divertirsi.
Senza parlare poi del gioco online che ha “sequestrato” l’attenzione e l’interesse di tantissimi giocatori che non vogliono rischiare di fare ore di viaggio per raggiungere un luogo dove trovare i loro giochi preferiti e l’atmosfera del casinò che è quella che per anni ha attirato un certo numero di giocatori che apprezzavano particolarmente il fascino delle Case da Gioco, la loro eleganza e la loro imponenza. Ora, queste particolarità non vengono più apprezzate e sono state sostituite dallo “stare più comodi e sicuri a giocare” nel proprio salotto di casa, senza correre nessuno pericolo… ed approfittando del gioco live che l’online offre e che viene apprezzato tantissimo.
Per tornare all’articolo 6 dell’accordo sulla riforma, si deve sottolineare che evoca non solo il risanamento dei casinò già in funzione, ma anche una loro eventuale dislocazione in modo più articolato ed omogeneo, posto che, al momento, sono tutti e quattro sulla linea di confine a nord. Il sottosegretario Pier Paolo Baretta è già da tempo intenzionato a sostenere questo discorso, ci tiene e lo ha portato, compatibilmente con gli impegni sugli “altri giochi” che la Conferenza ha affrontato, anche in quella sede, ma il risolvere le problematiche degli altri giochi ha ovviamente distolto le menti dei partecipanti dall’affrontare altre tematiche seppur importanti come quelle dei casinò.

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