L’Epifania della cometa 5 Stelle del nuovo Governo

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L’Epifania della cometa 5 Stelle del nuovo Governo
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Nel presepio della politica, la metafora della cometa potrebbe essere rappresentata dai 5 Stelle e preludere all’Epifania della nascita di un nuovo governo.

L’accerchiamento e la mancanza di sostegno da parte di Pd, 5 Stelle e sinistra, nei confronti  del Premier fa ipotizzare un preaccordo politico sul dopo Conte. L’Epifania della cometa 5 Stelle del nuovo Governo

Le interviste di Matteo Renzi, Nicola Zingaretti, Andrea Orlando, Roberto Speranza  e, se decrittate dalle riminiscenze del centralismo democratico, in gran  parte anche le analisi di Goffredo Bettini convergono subliminalmente su un punto: lo stop a tutti gli accentramenti accumulati in questi mesi dal Presidente del Consiglio, la rimozione dell’eterno rinvio e l’assunzione di decisioni quanto più rapide possibili, ma condivise, su 5G non cinese, intelligence, Autostrade, Alitalia, Ilva.

L’ineccepibile richiamo alla prassi e allo spirito della Costituzione sulla formazione delle maggioranze parlamentari, sottolineato esplicitamente da Renzi ma condiviso da tutta la maggioranza, e in particolare dai parlamentari 5 Stelle alle prese con la sindrome dell’addio alla politica, presuppone l’individuazione della premiership, politica o tecnica, per un nuovo governo di coalizione, in grado di ottenere la fiducia alla Camera e soprattutto al Senato, dove Conte con i 156 voti sul Mes non ha raggiunto la soglia dei 161 senatori necessari per la maggioranza autosufficiente.L’Epifania della cometa 5 Stelle del nuovo Governo

L’ineccepibilità costituzionale sarebbe rappresentata dal Premier parlamentare di un esecutivo retto da una maggioranza formata da Pd, 5 Stelle, renziani, sinistra e dall’eventuale nuovo gruppo politico di “responsabili” in disaccordo con la deriva antieuropea del centrodestra egemonizzato dalla Lega.

A differenza del convulso dopo politiche del 2018, la premiership politica è ora concretizzabile, fra gli altri possibili candidati ( Zingaretti, Franceschini, Guerini, Roberto Fico) soprattutto con Luigi Di Maio, che da Ministro degli Esteri ha maturato una notevole esperienza istituzionale e la credibilità internazionale, e come esponente di punta dei 5 Stelle assicurerebbe l’essenziale compattezza di un Movimento rilanciato e galvanizzato.

Inoltre per valorizzarne ulteriormente il notevole know how governativo e internazionale, Giuseppe Conte potrebbe subentrare a Di Maio al Ministero degli Esteri.L’Epifania della cometa 5 Stelle del nuovo Governo

Il Pd potrebbe affiancare il Premier con la vice Presidenza del Consiglio di Andrea Orlando o di Dario Franceschini e con un sottosegretario con delega ai servizi di sicurezza, che potrebbe essere Marco Minniti o Lorenzo Guerini.

Quest’ultimo potrebbe così lasciare il Ministero della Difesa a Matteo Renzi e consentirgli di candidarsi nel 2022 alla successione del Segretario Generale della Nato, Stoltemberg. Un incarico di grande incidenza internazionale, che a 50 anni dallo storico precedente di Manlio Brosio toccherebbe all’Italia.

Per i Ministeri principali la nuova maggioranza di governo potrebbe prevedere Graziano Del Rio alle infrastrutture o al Mise, Giuseppe Pignatone, Walter Verini o la conferma di  Alfonso Bonafede alla Giustizia,  Ettore Rosato alla pubblica istruzione, Di Battista alle Regioni o ai rapporti col parlamento. Mentre verrebbero confermati Roberto Gualtieri all’Economia, Luciana Lamorgese all’Interno, Teresa Bellanova alle politiche agricole, Giuseppe Provenzano al Sud.L’Epifania della cometa 5 Stelle del nuovo Governo

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