L’Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni

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L'Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni
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Sull’Europa alla svolta del futuro, ma ancora alla ricerca di un baricentro per la sicurezza, incombono le ombre cinesi e i veleni del 5G di Huawei. L'Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni

La Commissione  per l’Industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europea avvia l’esame delle risoluzioni su Blockchain, Intelligenza artificiale e soprattutto sul dispiegamento del 5G sicuro.

“Inizia la guerra dei dati industriali e sarà l’Europa il principale campo di battaglia “ – ha sottolineato in una intervista a Les Échos, il principale giornale economico finanziario francese, il Commissario europeo al mercato interno, Thierry Breton.L'Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni

“Siamo la prima base industriale del mondo, la più moderna e la più avanzata in termini di integrazione e di automazione dei dati nei processi di produzione, ma le nuove piattaforme da costruire – ha rilevato  Breton – sono molto diverse da quelle che finora si sono appoggiate ai Gafam (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft) e agli altri Batx (Baidu, Alibaba, Tencent e Xiaomi) per i dati personali. Le esigenze di sicurezza, i tempi di attesa, di solidità sono senza confronto. Ed è proprio in questo ambito che l’industria europea ha un vantaggio tenuto conto della sua preminenza tecnico-industriale. Il mio obiettivo è capitalizzare immediatamente questo vantaggio”  spiega  Breton.

L'Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni
Thierry Breton

“Come abbiamo fatto per la 5G – aggiunge  il Commissario europeo al mercato interno – stabiliremo delle regole chiare e rigorose. Chi vorrà venire in Europea dovrà rispettarle in particolare per quanto riguarda l’accesso e la condivisione dei dati industriali o pubblici”

Intanto, sul 5G è crisi diplomatica tra Regno Unito ed Australia per l’assenso alla partecipazione della società di telecomunicazioni cinese Huawei alla costruzione della rete 5G britannica.

La commissione Intelligence e sicurezza nazionale del parlamento australiano ha improvvisamente cancellato la sua visita prevista a Londra per marzo prossimo, programmando al suo posto un viaggio negli Stati Uniti. Lo rivela il quotidiano britannico The Times, che spiega come l’improvvisa cancellazione sia legata al dissenso su Huawei tra Regno Unito e Australia.

Il vicepresidente della commissione Intelligence del parlamento australiano, Anthony Byrne, in un incontro a Canberra con il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab, aveva duramente criticato il “si'” di Londra a Huawei nel 5G del Regno Unito. Come ricorda il Times, Australia e Regno Unito fanno parte della “Five Eyes Alliance“, l’Alleanza dei cinque occhi per la cooperazione e lo scambio di informazioni tra servizi segreti a cui partecipano anche Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda.L'Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni

Usa, Australia e Nuova Zelanda hanno già deciso di escludere completamente Huawei dalle loro reti 5G, mentre il Canada deve ancora decidere e il Regno Unito invece ha deliberato di utilizzare la tecnologia cinese, anche se in maniera “limitata”.

Gli Stati Uniti e la Nato accusano Huawei di svolgere attività di spionaggio a favore del governo cinese e, pertanto, hanno chiesto ai loro alleati di escludere l’azienda dalle rispettive reti 5G.L'Europa e la mina vagante del 5G tutto spie e veleni

La determinazione degli Stati Uniti viene ribadita dal Presidente Donald Trump che ha preannunciato la  decisione di interrompere la condivisione di informazioni con i paesi europei che ammetteranno Huawei nella creazione delle loro reti 5G.

Washington ha a lungo esercitato pressioni sui paesi europei affinché non fornissero l’accesso a Huawei nelle loro reti di telecomunicazioni 5G, perché questo determinerebbe la certezza dell’apertura di falle e di fughe di dati sensibili e top secret nella concatenazione dei sistemi di sicurezza occidentali.

Come testimonia la clamorosa spy story della società svizzera che per 50 anni ha fornito programmi e dispositivi per criptare le comunicazioni a 120 paesi e che in realtà era controllata dai servizi di intelligence Usa e tedeschi.

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