Libia nella morsa di Haftar Francia Turchia e Russia

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Libia nella morsa di Haftar Francia Turchia e Russia
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L’inferno dimenticato della Libia ha il doppio volto del coronavirus, che nessuno contrasta, e della strage dei civili massacrati dai bombardamenti che continuano a martellare Tripoli.

Libia nella morsa di Haftar Francia Turchia e Russia Mentre il mondo è alle prese con la prima prova generale della prossima vera guerra batteriologica. Una guerra invisibile, senza scampo: un attacco di virus in grado di sterminare la popolazione, ma che lascerà intatte infrastrutture, fabbriche, impianti e soprattutto armamenti e siti strategici. Nuove e vecchie strategie che si incrociano sul Mediterraneo.

Libia nella morsa di Haftar Francia Turchia e Russia
Il Presidente Francese Macron e il General Khalifa Haftar

“Due gli eventi delle ultime settimane che hanno stanno cambiando il destino della Libia, nell’assordante silenzio dei media italiani. Il riavvicinamento tra la Francia e Khalifa Haftar e i bombardamenti a tappeto sul centro storico e i quartieri residenziali di Tripoli da parte delle truppe del Generale” sintetizza l’analista di strategie geopolitiche e militari Michela Mercuri, docente di Storia Contemporanea dei Paesi mediterranei ed esperta di Libia.

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Michela Mercuri

Più guerra che tregua nonostante gli accordi di Berlino ?

La situazione è ancora lontana da una qualsivoglia tregua e, anzi, si fa più incandescente di giorno in giorno. E’ necessario intervenire in maniera sinergica a livello internazionale, nonostante l’emergenza sanitaria in corso in molti Paesi.

Mentre Roma è alle prese con la tragedia del coronavirus Parigi espugna Tripoli?

Il 9 marzo scorso il Presidente francese Emmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo Haftar.  Secondo alcune indiscrezioni, riportate dal quotidiano francese le Monde, la Francia avrebbe proposto un meccanismo per riattivare l’esportazione di petrolio, dopo il blocco dei pozzi da parte dell’esercito di Haftar. Come garanzia Parigi avrebbe offerto al generale di bypassare la Banca centrale libica, col rischio che parte dei proventi potrebbero arrivare direttamente alle strutture finanziarie dalla Cirenaica, sacrificando una parte della road map dell’Onu e di Berlino sull’altare dell’interesse nazionale francese. I pesantissimi bombardamenti del centro della capitale, da parte delle truppe di Haftar,  stanno provocando una situazione di una tale gravità che ha spinto l’Ambasciata italiana a Tripoli ad emanare una dichiarazione in cui si invita Haftar a rispettare i cessate il fuoco”Libia nella morsa di Haftar Francia Turchia e Russia

Ma il coronavirus che impatto ha in nord Africa ?

Anche in Libia si fanno sentire gli effetti del coronavirus. Fayez al-Serraj ha dichiarato lo stato di emergenza e ha annunciato la chiusura dei porti e degli aeroporti. Al di là di ciò che accade in Libia, però, va detto che la pandemia ha focalizzato l’attenzione di molto dei Paesi protagonisti della conferenza di Belino per la Libia dello scorso 19 gennaio  e, di conseguenza, il processo condiviso per una de-escalation ha perso attenzione. Nel frattempo le dinamiche libiche potrebbero mutare e una volta passato l’allarme pandemico, potremmo ritrovarci nella condizione di dover rifare tutto da capo, per l’ennesima volta. E’ evidente che, nonostante gli evidenti problemi interni, L’Europa, e l’Italia in primis, devono trovare il modo di portare avanti il dossier libico. Inoltre, l’assenza delle istituzioni internazionali potrebbe favorire un rinnovato attivismo di estremisti e reclutatori con ulteriori grandi problemi per l’area nordafricana ma anche per i paesi della “sponda nord”,anche in questo caso, Italia in primis.Libia nella morsa di Haftar Francia Turchia e Russia

Quali Stati continuano a seguire da vicino la situazione libica, nonostante l’emergenza coronavirus?

Turchia, Egitto e Russia, continuano a mantenere la propria posizione sul terreno. La Turchia, sfruttando le disattenzioni di molti attori, specie di quelli europei, continua a inviare combattenti in Libia, si parla di circa 4.000 uomini. Per quanto riguarda la Russia, se sulla Siria, dopo le recenti tensioni con Ankara, è stato trovato un minimo accordo, questo non può dirsi per la Libia. La Russia continua a giocare le sue carte nel Paese con i propri mercenari sul terreno. Questo preoccupa non poco gli Usa, non tanto per la questione libica, quanto per una possibile espansione dell’influenza di Mosca in Nordafrica e Medio Oriente. Per questo, il ministro dell’Interno e capo della sicurezza in Libia, Fathi Bashagha, ha invitato Washington a stabilire una base nel Paese nordafricano per contrastare l’influenza crescente della Russia nell’intero continente. Non sappiamo ancora che posizione vorranno intraprendere gli Usa, ma certamente la questione è piuttosto seria.  Una cosa appare, però, certa: in Libia e Siria, Russia e Turchia, ed i rispettivi alleati del Golfo, sono le pedine nevralgiche di una scacchiera nella quale l’Europa gioca un ruolo del tutto marginale. C’è poi la Cina, che si muove sullo scacchiere globale come una grande potenza. Ha fame di energia e voglia di espandere la propria influenza geo-economica e il quadrante Mediterraneo è molto appetibile, anche per il ruolo che potrebbe svolgere nelle vie della seta.

Prevedibili evoluzioni degli scenari?

Una volta arginata e in qualche modo superata l’emergenza del coronavirus evidenzierà il vuoto lasciato in Libia dall’Europa e in particolare dall’Italia che si è in pratica auto-esclusa dal dossier libico. Mentre la Francia, nonostante la pandemia in corso nel Paese, potrebbe avere ancora la forza di dedicare parte delle proprie risorse al Mediterraneo. Presumibilmente anche la Germania potrebbe rientrare in partita, con un ruolo più defilato, magari tentando di rilanciare un approccio internazionale per risolvere la crisi nel Paese. I protagonisti dei futuri equilibri appaiono fin da adesso Turchia, Egitto, Russia e Cina sempre più influenti nell’area perché nonostante tutto non hanno mai mollato la presa.

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Il Generale Haftar
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