Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

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Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine
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Le rose di maggio, oltre al naturale avvicendamento delle fioriture del ciclo della floricoltura, si apprestano a caratterizzare politicamente anche il calendario del Governo e dei partiti.Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

A Palazzo Chigi dopo il parto cesareo e la trasmissione a Bruxelles del recovery plan destinato a scandire la rinascita economica e la modernizzazione del Paese, si stanno già predisponendo gli interventi per riformare burocrazia, Giustizia ( alle prese con l’ultimo tsunami che investe la magistratura), pubblica amministrazione, fisco, transizione ecologica ed avviare concretamente la digitalizzazione.Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

Il fulcro dell’azione dell’Esecutivo, come ha affermato in Parlamento il Premier Mario Draghi, è “la riforma per la semplificazione che abroga o revisiona leggi che ostacolano la vita quotidiana dei cittadini, le imprese e la Pubblica amministrazione; interviene sulle leggi in materia di Pubblica amministrazione, di contratti pubblici, su norme di ostacolo alla concorrenza”.

Il rivoluzionario superamento, cioè, del mostro di una burocrazia autoreferenziale. Una svolta che sancisce il primato dei diritti dei cittadini rispetto alla negazione dei tempi e dei modi di esercitarli e di usufruirne, spesso imposta dalle procedure burocratiche.Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

Accanto alle riforme, le scadenze del Governo comprendono le rose, con molte spine, dei candidati per il rinnovo di Cda e governance della Rai e delle grandi società partecipate del calibro di Enel, Eni, Leonardo, Fincantieri, Italgas, Cassa depositi e Prestiti, Poste Italiane, Saipem, Snam, Terna  ecc.

In tutto 115 organi sociali, di cui 74 consigli d’amministrazione e 41 collegi sindacali, delle 90 società del Ministero dell’Economia che sono scaduti e che andranno rinnovati nel corso delle assemblee previste nei prossimi mesi.

In cantiere anche un riassetto complessivo dei servizi di sicurezza ed in particolare del vertice del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che coordina le due agenzie di Intelligence per l’interno e l’estero, Aisi ed Aise.Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

Il marasma sociale ed i drammatici dati della disoccupazione e delle chiusure delle aziende, determinati dalla pandemia hanno un impatto crescente sulla politica, a cominciare dalle amministrazioni comunali e dalle aree metropolitane.

Chiusure, aperture, ristori, sovvenzioni, deroghe e soprattutto accelerazioni delle vaccinazioni, rappresentano i cardini della dialettica dei partiti e delle annesse strumentalizzazioni.

L’impatto con le ricadute sociali, occupazionali, economiche e culturali della pandemia sta investendo soprattutto Pd, 5 Stelle, Forza Italia e sinistra.Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

La Lega, più che fra Governo e opposizione, riesce invece a tenersi  in bilico come quando la Dc degli anni d’oro rappresentava contemporaneamente gli abusivi e gli urbanisti, inquilini e proprietari, risparmiatori e speculatori.

Mentre Fratelli d’Italia monopolizza la maggior parte dei consensi dell’opposizione ed è l’unica forza politica data in costante crescita dai sondaggi.

Singolare il gioco delle parti che sembra caratterizzare l’alleanza, più virtuale che sostanziale, fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Gioco delle parti che non lascia trasparire chi fra i due, Giuseppe Conte o Enrico Letta, farebbe il Premier in caso di vittoria dell’alleanza.

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Giuseppe Conte Enrico Letta Matteo Salvini Mario Draghi

Per il momento Letta spera in un colpo di reni di Conte per incanalare alle amministrative i residui consensi grillini nell’alveo del Pd. Ma la nebulosa del Movimento è ormai talmente rarefatta che, a detta degli stessi parlamentari, i 5 Stelle sono in piena caduta libera. In più Conte, per naturale indole a quell’eterno rinvio che ha caratterizzato l’azione dei suoi governi, si muove con estrema circospezione mentre la necessità di individuare candidati unitari Pd-5Stelle per Roma, Torino, Napoli e Bologna, richiederebbe un piglio decisionista che non è proprio nelle corde dell’Avvocato del popolo, che orfano di Palazzo Chigi stenta a ritrovare la via della politica.

Per il Nazareno si profila dunque l’incognita di una trattativa che potrebbe trasformarsi in una zavorra trascinatrice nell’eventuale naufragio di un Movimento che rischia di essere affondato dal fondatore Beppe Grillo.

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Giorgia Meloni

Diversa la prospettiva di Salvini. Anche se ridotto, il leader leader della Lega ha ancora margine di manovra. Ma il suo ostacolo maggiore non è Giorgia Meloni, che pure gli insidia la leadership del centrodestra, bensì il Presidente del Consiglio Draghi che con flemma e fermezza sta stoppando e sterilizzando ogni fuga in avanti di Salvini, rafforzando di fatto l’alleanza Giorgetti-Zaia che a via Bellerio si contrappone  al segretario leghista.

Il resto del panorama politico ruota attorno alla forza centripeta che Pd e Lega esercitano nei confronti di Forza Italia. Gli epigoni di Silvio Berlusconi si dividono infatti fra quanti, come i ministri Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta sarebbero propensi a una alleanza col Pd di Enrico Letta e chi, come i senatori Licia Ronzulli e Niccolò Ghidini, guardano invece alla Lega di Salvini.Maggio: le rose e le spine della politica e delle nomine

Il vero arbitro dell’evoluzione politica di maggio, e dei mesi successivi, è il tempo. Il tempo e i modi delle riforme che sono decisivi per varare l’essenziale legge elettorale e rispettare la naturale scadenza della legislatura, dopo l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale o la conferma a tempo dell’attuale Presidente della Repubblica.

Il tempo, che i versi del poeta e scrittore Statunitense Walt Whitman, proprio perché é maggio, consigliano di scegliere bene per cogliere “la rosa quando é il momento, ché lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà….”

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