Ministri sul bagnasciuga della crisi

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Ministri sul bagnasciuga della crisi
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Venti di crisi ?  crolla tutto ?  Ma il governo giallo verde è da due mesi in crisi tecnica non ufficializzata. Una crisi non parlamentarizzata, in corso dal 27 maggio,  the day after delle elezioni europee.

Sceneggiate e facce di bronzo da Premi Oscar non sono riuscite rimettere assieme i cocci di una alleanza, in realtà mai nata, fra 5 Stelle e Lega e che è stata spazzata via dal vortice delle elezioni europee e dallo tsnunami ancora tutto da decifrare del Metropol-gate scagliato contro Matteo Salvini e la Lega.Ministri sul bagnasciuga della crisi

In attesa di staccare ufficialmente la spina al Governo, da settimane dietro le quinte dei 5Stelle e del Pd ci si sta attrezzando per arrivare  al punto di rottura con un’alternativa praticabile.

Alternativa che, in balia della maledizione del 25 luglio, prevede tre scenari principali: rimpasto, maggioranza di Governo 5Stelle- Pd- sinistre sparse, esecutivo tecnico.

Questo il quadro degli  stress test per le varie forze politiche:

  • Lega

Ministri sul bagnasciuga della crisiI veleni che rimbalzano da Mosca e l’isolamento europeo hanno avviluppato in una morsa quella che dopo il  34% e più alle Europee sembrava la corsa in discesa dei leghisti verso Palazzo Chigi.

Nonostante le difficoltà di manovra, i sondaggi stanno tuttavia premiando la Lega e Salvini con notevole astuzia strategica attende sulla sponda del fiume parlamentare che passino, si fa per dire, i cadaveri dei grillini e di qualche esponente di Fi e del Pd che tentano di crocifiggerlo con veleni, trappole varie e attacchi di tutti i tipi. La vendetta salviniana contempla nell’ordine: l’eutanasia dei 5 Stelle, l’implosione di Forza Italia e la riapertura delle faide all’interno del Pd. E nel frattempo implica un rimpasto di Governo per sostituire se non lo stesso il Premier, quanto meno i Ministri Toninelli, Trenta, Lezzi e  Giulia Grillo e assicuri alla Lega il dicastero delle infrastrutture e se possibile anche la Difesa.

A seguire,  per Salvini sono determinati l’avvio della Tav, della flax tax, del condono fiscale e precisi interventi a sostegno del l’occupazione e del turismo nel meridione, considerato il nuovo territorio di conquista dei voti della Lega.

  • 5 Stelle

Paradossalmente Di Maio e i grillini restano gli alleati ideali di Salvini e della Lega. Nonostante gli avvertimenti del Premier Conte, del Presidente della Camera Fico e dello stesso Beppe Grillo, il vice Premier  Luigi Di Maio marcia, assieme al Sindaco di Roma, Virgina Raggi, verso il baratro dell’incoerenza e dell’impossibilità di mantenere, come nei 12 mesi trascorsi , la benché minima promessa elettorale. Un esempio da manuale di coazione a ripetere, cioé la tendenza  inconscia o meno a porsi in situazioni penose o dolorose, senza rendersi conto di averle attivamente determinate.

  •  PdMinistri sul bagnasciuga della crisi

Nonostante il recupero di voti alle europee e il notevole guizzo dell’elezione di Davide Sassoli alla Presidenza del parlamento Europeo, dietro la scenografia del ritrovato baricentro, covano vecchi e irrisolti rancori che rischiano di far divampare nuovamente l’incendio della faida che ha semidistrutto il partito. Contrasti che stanno già lievitando anche sui primi nomi top secret dei ministri in pectore in caso di un governo con i 5 Stelle: Morassut, Zanda, Sereni, Minniti, e per la Sinistra Piero Grasso.

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Davide Sassoli e Nicola Zingaretti

Duramente contestato dall’ala renziana ancora molto forte nei gruppi parlamentari e al Nazareno, Nicola Zingaretti punta a regolare i conti attraverso la formazione delle liste elettorali. Le prospettive del segretario Pd dipendono dalla scomposizione e dalla ricomposizione delle alleanze interne, sulle quali pesa anche la non facile soluzione dei nodi della Presidenza della Regione Lazio. Una regione che nell’immaginario collettivo e nei parametri amministrativi è considerata l’interfaccia del disastro di Roma capitale.

  • Forza ItaliaMinistri sul bagnasciuga della crisi

Silvio Berlusconi continua a rimandare il momento della transizione al comando di un partito ormai agli sgoccioli delle prospettive e dell’appeal. Scegliendo un successore ed assistendolo senza schiacciarlo l’ex Cavaliere potrebbe invece, a detta dei molti Delfini in pectore che si agitano fra Arcore e Palazzo Grazioli, mantenere ancora un ruolo nel panorama politico disponendo di un partito in grado di rigenerarsi. L’impressione degli stessi esponenti di vertice di Forza Italia è che la sindrome della coazione a ripetere abbia, se non proprio contagiato, quanto meno sfiorato Berlusconi.

  • Fratelli d’ItaliaMinistri sul bagnasciuga della crisi

L’exploit delle europee e lo sfaldamento di Forza Italia consentono a Giorgia Meloni di trattare da posizioni di maggiore forza con la Lega l’attribuzione dei collegi elettorali alle prossime politiche.

Il possibile tracollo dell’amministrazione Raggi a Roma potrebbe offrire al partito che sta facendo rinascere la destra dispersa da Fini, l’opportunità di puntare con successo al CampidoglioMinistri sul bagnasciuga della crisi

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